Il 2016 si è rivelato un anno dalle valutazioni difficili. Attenzione però a utilizzare una strategia di portafoglio basata su cedole e dividendi

Il 2016 è stato un anno difficile per la Borsa Italiana, prima colpita dalla discesa del prezzo del petrolio e poi affossata da un tasso di inflazione rasente lo zero. Inoltre gli esiti dei tre grandi eventi che si sono succeduti, Brexit, elezione del Presidente degli Stati Uniti e Referendum in Italia, sono stati contrari alle attese dei mercati. Intanto si scaldano i motori per il 2017, ma attenzione a scegliere la strategia giusta: basarsi su titoli che distribuiscono alti dividendi potrebbe non risultare conveniente. Come sempre in finanza il trucco c’è ma non si vede. Ai microfoni di Caffè Affari su Class CNBC, il dott. Francesco Pilotti, responsabile dell'Ufficio Studi di SoldiExpert SCF.

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Il 2016 è stato un anno difficile per la Borsa Italiana prima colpita dalla discesa del prezzo del petrolio e poi affossata da un tasso di inflazione rasente lo zero. Inoltre gli esiti dei tre grandi eventi che si sono succeduti, Brexit, elezione del Presidente degli Stati Uniti e Referendum in Italia, sono stati contrari a quanto i mercati si attendevano per stabilizzare la situazione. Nonostante questo non c’è stata alcuna apocalisse finanziaria e i mercati si apprestano a chiudere il 2016 a livelli inimmaginabili fino a poche settimane fa.

 

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A questo punto occorre mettere a punto una strategia di portafoglio per il 2017 ma attenzione a trovare quella giusta. Quella basata sui portafogli con titoli che distribuiscono alti dividendi potrebbe non risultare corretta: innanzitutto bisognerà vedere se nel prossimo esercizio le società distribuiranno lo stesso dividendo del passato e poi, cosa più importante, investire oggi su questi titoli significa pagare una parte del dividendo che risulta incorporato nel valore del titolo.

Approfondimento : Scopri perché il dividendo non è il miglior criterio per selezionare i titoli.

Inoltre da alcuni anni sono nati e proliferano fondi ed ETF che distribuiscono varie cedole nel corso dell’anno e molti ne sono attratti perché veniamo da un periodo di tassi di interesse che rasentano lo zero e pertanto la distribuzione della cedola è vista dal cliente finale come un qualcosa in più che gli viene dato; la stragrande maggioranza di questi fondi però chiude il 2016 in netto ribasso poiché in realtà questi asset attingono sempre più al capitale per pagare la cedola.

Il risparmiatore è attirato dal cash che gli viene accreditato di volta in volta in conto corrente ma quando liquida l’investimento si accorge che il risultato è stato fallimentare in quanto la somma delle cedole distribuite non riesce a compensare la perdita in conto capitale.

Purtroppo in finanza quello che si vede è molto meno importante di ciò che non si vede o non si è capito. Non è diverso dal mondo dell’illusionismo, dove il trucco c’è ma non si vede.