2019: e ora? Cosa cribbio è successo e cosa potrebbe succedere ora ai nostri risparmi

Charles Munger (classe 1924) è il socio saggio e anziano di Warren Buffett (classe 1930), uno degli investitori più leggendari e ricchi della storia.

una scena di “Una poltrona per due”

 

Se due “vecchi” come loro (più simpatici dei facoltosi quanto taccagni protagonisti del film di Natale “Una poltrona per due” di John Landis) stanno ancora sulla breccia in un mondo dove tutto cambia e si trasforma in qualsiasi settore, c’è sicuramente da imparare e mi ha molto colpito una frase di Munger in una sua rara intervista: “La grande lezione dell’economia è oggi quella di discriminare quando la tecnologia e le innovazioni ti aiuteranno e quando invece di uccideranno. E purtroppo la maggior parte della gente non lo capisce”.

 

 

Capire quello che avviene e i cambiamenti in atto è fondamentale e non riguarda solo i titani dell’industria e dell’imprenditoria, ma tutti noi. Che siamo genitori, nonni, proprietari di case, donne, piccoli o grandi investitori o lavoratori dipendenti.

E’ uno dei tanti temi del libro “Matrimoni & Patrimoni – Istruzioni aggiornate per l’uso” (Hoepli Editore) che Roberta ha scritto con Debora Rosciani e stanno presentando in tutta Italia con enorme successo e capire le conseguenze delle proprie azioni o di quello che sta accadendo intorno a noi è la grande sfida che ci troviamo ad affrontare tutti.

 

 

 

Su “Il Sole 24 Ore” di questa mattina leggo la notizia che i gilet gialli sono comparsi in Italia e addirittura a Ragusa nella più “bedda” Sicilia dove è ambientato “Il Commissario Montalbano”, dove un gruppo di 300 azionisti della banca locale più importante, la Banca Agricola Popolare di Ragusa, ha iniziato a far sentire voci di protesta, perché hanno scoperto che i loro soldi investiti in una banca, peraltro con indicatori molto solidi, sono invendibili e illiquide. Nessuno vuole acquistare quelle azioni che consideravano un investimento sicuro e il malcontento sale.

“Medici, avvocati, farmacisti, grandi imprenditori, piccoli risparmiatori, che hanno investito la loro buonuscita, il loro salvadanaio, in Bapr hanno un capitale immobilizzato, che nessuno vuole comprare” spiega il sito locale più letto (RagusaNews.it).

Come altri risparmiatori, anche questi avevano creduto alla storia dell’investimento sicuro, perché non oscilla (mica come i titoli quotati in Borsa che vengono considerati rischiosi) e oggi, purtroppo, capiscono cosa significa la felice metafora che Roberta e Debora utilizzano nel loro libro: gli investimenti non devono essere solo solidi ma anche liquidi e gassosi”.

E sul fatto che gli investimenti degli italiani siano assurdamente troppo “solidi” o meglio fintamente solidi è sempre più evidente con un mercato immobiliare che in molte zone d’Italia sta scendendo sempre più, fino a non trovare nemmeno compratori a quasi nessun prezzo. E 500 o 600 euro al metro quadro è il prezzo di mercato di sempre più località in Italia, anche del Nord Ovest e Nord Est e non solo di paesini sperduti del Sud Italia.

Tanti caduti eccellenti e non solo a Piazza Affari, ma anche nel mondo dei bond. Non succedeva dal 1901!

Verrebbe da dire che viviamo in tempi tremendi, ma allo stesso tempo dobbiamo ammettere che sono anche meravigliosi per le opportunità che presentano a tutti coloro che le sanno cogliere, andando oltre il muro dei ricordi e il rimpianto dei bei tempi antichi. Il passato è passato e chi guarda (e agisce secondo i vecchi schemi) pensando solo al passato e a guardarsi l’ombelico rischia molto di farsi male e parecchio che sia una comunità locale o un padre o una madre che dà consigli sbagliati ai propri figli.

 

RISPARMI IN FUMO… L’andamento quest’anno delle azioni di British American Tobacco (Bats) alla Borsa di Londra quello che una volta era considerato fra i titoli più sicuri e redditizi nel Regno Unito

 

E non c’è settore oggi dove il cambiamento è visibile e palpabile e distruttivo come gli americani che questa parolina “disruptive” che fa molto figo. Dal commercio ai media, dal settore bancario all’immobiliare, dal settore automobilistico a quello del tabacco. Perfino fumare una sigaretta è diventata un’esperienza sempre più elettronica e digitale, dopo che per secoli bastava solo del tabacco, e basta guardare le azioni di una multinazionale del settore come British American Tobacco (quella delle Pall Mall che fumava una volta Roberta) per capire cosa significa il cambiamento.

Quest’anno le azioni di Bats hanno perso il 50% (e così molte società famose nel mondo nel passato per essere delle “mucche da dividendi” e basta fare il caso di General Electric) e sono ritornate ai valori di 7 anni fa e se si analizzano i listini in tutti i settori fra i vincitori e vinti c’è da rimanere stupiti.

E basta guardare il listino, anche italiano, per scoprire cose che possono provocare alcuni brividi come le performance di titoli, magari solo pochi semestri fa sull’altare e oggi nella polvere.

Che dire dei grandi magazzini OVS in discesa dell’80% da inizio anno con il titolo a 1 euro e di cui qualche mese fa si parlava di una possibile cessione di un bel pacchetto di azioni a un nuovo azionista a 7,5 euro. O di Astaldi, una delle più importanti società di costruzione italiane nel mondo, le cui azioni e obbligazioni sono precipitate del 75% ed è in concordato preventivo.

E lasciando perdere Carige (-80%) Safilo (-76%) o Chl (-75%) di cui avevamo scritto, titoli che solo lo scorso anno con l’effetto PIR fondi e investitori si strappavano di mano e in pochi mesi hanno perso oltre il 50% senza notizie fondamentali che possano giustificare apparentemente una simile discesa.

Azioni italiane che anche noi abbiamo avuto in portafoglio, ma che poi (provocando magari qualche mugugno) abbiamo deciso di liquidare e che oggi in pochi mesi si comprano a meno di metà prezzo. Penso a titoli come Prima Industrie, Biesse, Banca Ifis, El.En o Geox che dai massimi dello scorso anno hanno perso rispettivamente il 56,4%, il 67,7%, il 66,9% e il 70,89%. Roba da brividi. 

Sui Piani Individuali di Risparmio (i cosiddetti PIR) avevamo espresso in tutti i modi i nostri dubbi che si rischiava di tirare ai risparmiatori italiani un’ulteriore fregatura a base di costi molti elevati con un innumerevole pioggia di fondi preparati o riconvertiti per vendere l’ennesimo “sciogno” per dirla con Crozza/Briatore tramite l’abile (e fantasiosa come dimostrerò in un prossimo studio) narrazione che investire sui Pir significava non pagare le tasse e finanziare la piccola e media impresa italiana.

Il 2018 è stato un anno se non altro democratico visto che è stato quasi horribilis per tutti gli asset come non si vedeva dal 1901 quando Thomas Mann pubblica il suo capolavoro, il romanzo “I Buddenbrook” (un libro attualissimo che parla della progressiva decadenza di un’agiata famiglia borghese di Lubecca) e in Italia da poco era salito sul trono, Vittorio Emanuele III dopo il regicidio di Umberto I di Savoia per mano dell’anarchico Gaetano Bresci.

Era infatti dal 1901 che non si vedevano così tanti rossi (e anche profondi) su così tanti asset (oltre il 90%) ed è stato calcolato nella cifra di 14.889.930.106.680 di dollari di quanto è diminuito il valore totale delle società quotate sui mercati azionari mondiali. Insomma, per dirla con Paperon de’ Paperoni 15 trilioni o fantastiliardi dal picco di gennaio e nemmeno nel più “sicuro” mercato obbligazionario si è fatta festa o trovato sicurezza, visto che anche qui, su quasi tutti i mercati mondiali, si sono visti rendimenti sottozero.

Le curve dei principali indici globali evidenziano, mentre scriviamo, un corale bilancio passivo da inizio anno: le azioni (indice Msci World) perdono il -4,37%, le azioni Italiane scendono del -14,24% (che diventa di quasi il 20% per quelle a media capitalizzazione che nel 2017 avevano goduto dell’effetto Pir), le obbligazioni (indice Jp Morgan Gbi global) in discesa del 3% con i nostrani BTP a -6,5% da inizio anno.
Il petrolio (qualità Brent) è in calo del 14,52%. E anche il bene rifugio per eccellenza, l’oro, quello che dovrebbe compensare gli investitori dai ribassi dei titoli più rischiosi, ha perso terreno da inizio anno (-4,93%) per non citare il Bitcoin in calo del -75,2% (io avevo previsto un anno fa -90% e sono stato troppo pessimista lo ammetto).
Così è andata la criptovaluta che solo un anno fa si conquistava le copertine di tutti i media del mondo (mitica la copertina di Panorama con “Bit Bit Hurrà) e veniva descritto (non certo da noi) come l’investimento del secolo.

“Il problema non è mica l’atterraggio, è la caduta”

Non siamo alla “fine del mondo” cantata da Anastasio, il bravissimo rapper vincitore di X Factor e i saliscendi dei mercati sempre sono esistiti e sempre esisteranno e non devono fare paura a chi è preparato ad affrontarli.

“Il problema non è mica l’atterraggio, è la caduta” canta Anastasio in una sua canzone e questo ammonimento da tempo ripetiamo (ma non a ritmo di rap o trap) è quello che dovrebbe far proprio qualsiasi investitore.

La prima regola: non perdere denaro. La seconda: non dimenticare mai la prima” è una massima di Warren Buffett e non perdere va inteso naturalmente nel “non perdere troppo” visto che nessun investitore (Buffett compreso) chiude tutte le operazioni in guadagno.

E sulle azioni IBM liquidate a inizio anno, la società di Buffett ha perso oltre 700 milioni di dollari prima di dover ammettere che aveva sbagliato bersaglio e questa società non era più quella che lui pensava potesse essere, guardando al passato. Anche i ricchi sbagliano qualche mossa ogni tanto e la cosa ci consola.

Anche naturalmente per SoldiExpert SCF e i nostri clienti è stato un anno sull’ottovolante, ma vedendo l’andamento dei nostri portafogli risulta che siamo riusciti ad evitare in larga parte di tenere stretto il “coltello che cade” che su questi mercati significa accusare perdite in 12 mesi di decine e decine di punti percentuali che poi diventa veramente difficile recuperare.

Il nostro modello di consulenza non statico, e che certamente non è esente da difetti (non consigliamo purtroppo solo operazioni in guadagno e non tutti gli anni facciamo meglio dei mercati o produciamo risultati positivi), ha evitato di far restare i clienti sempre con il piede sull’acceleratore (negli ultimi mesi abbiamo consigliato di innalzare fortemente la liquidità in portafoglio) e questo ha evitato molte trappole e angosce di uno dei peggiori dicembri di questi decenni.

Il 2018 ha segnato finalmente la nascita dell’Albo Unico dei Consulenti Finanziari (la consulenza finanziaria indipendente esiste e ora è finalmente regolamentata e nel tempo questo aiuterà a distinguere il grano dal loglio) e delle SCF e la nostra società, SoldiExpert SCF, è entrata a farne parte da subito al primo appello e questo sicuramente ha richiesto un impegno importante della nostra struttura che, però, si è dedicata anche alla revisione di molte strategie di portafoglio per renderle ancora più interessanti rispetto al passato grazie al nostro Ufficio Studi e al nostro team che è cresciuto ulteriormente.

 

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In particolare, sui portafogli di fondi e soprattutto ETF abbiamo lavorato moltissimo, perché questi “mattoni” sono  e saranno sempre più importantissimi per tutti gli investitori e non eravamo soddisfatti dei risultati ottenuti in questi anni e sappiamo che possiamo fare molto di meglio, mentre su tutti gli altri portafogli abbiamo introdotto importanti implementazioni che ci hanno aiutato già negli ultimi mesi a uscire in modo veramente significativo da molti mercati (da diverse settimana sull’Italia e non solo abbiamo consigliato di liberarsi di quasi tutte le posizioni) e ad evitare molti ceffoni.

Sul futuro dei mercati (a parte qualche provocazione che pubblicheremo prossimamente) non ci sbilanciamo in previsioni che lasciano il tempo che trovano, come qualsiasi persona dotata di buon senso e conoscenza della logica dei mercati e della storia finanziaria sa.

Certo, molte nubi si stanno addensando ed è facile ora vedere grigio in quasi tutte le parti del pianeta, ma quello che conta come sa ogni investitore non è azzeccare qualche previsione, ma riuscire nel tempo ad evitare le trappole (sempre più numerose e quelle sui mercati finanziari non sono certo più pericolose di altre in mercati considerati più “sicuri”) e riuscire a ottenere nel corretto orizzonte temporale un rendimento adeguato e capace di accrescere il proprio potere di acquisto (e questo non lo si ottiene certo tenendo stabilmente i soldi sui conti correnti).

«Vola come una farfalla, pungi come un’ape. Combatti ragazzo, combatti. Perché dentro un ring o fuori, non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere a terra» ammoniva il più grande pugile di tutti i tempi, Muhammad Alì (che io chiamo ancora Cassius Clay in realtà ovvero il nome che ho conosciuto quando ero ragazzino e stavo la notte a vedere combattere).

Quando tutto cambia, stare fermi può costare molto caro, come gettare la spugna, perché fuori dal ring oggi non è assolutamente detto che si può trovare la quiete, anzi…
E per il 2019 auguriamo a tutti i nostri lettori e clienti (e a noi) di volare come farfalle e pungere come api. Viviamo in tempi “pesanti” (ma anche fantastici per le opportunità che si formano e si rivelano grazie alle incredibili innovazioni che si moltiplicano in tutti i campi) e dobbiamo imparare tutti a essere sempre più flessibili e leggeri. Auguri!

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