AAA CERCASI ACCORDO EUROPEO QUASI DISPERATAMENTE

Sarà un Natale, quello che ci apprestiamo a vivere, caratterizzato dalla necessità di risparmiare per le milioni di famiglie colpite e affondate dalla tanto famigerata crisi economica ma soprattutto spaventate da politici, banchieri ed economisti da quello che potrebbe arrivare con l’anno nuovo.

E quel che è peggio è che non sembra per nulla una situazione passeggera, anche a guardare ciò che succede nel mondo ormai globalizzato. Le agenzie di rating continuano a comportarsi come Edward “Mani di forbice” nel famoso film di Tim Burton del 1990. Un taglio di qua, un taglio di là e nell’ultimo mese altri numerosi istituti bancari in tutta Europa sono stati declassati con motivazioni che vanno dalle incertezze dovute all’evoluzione dell’economia mondiale ai cambiamenti normativi che pongono le banche di fronte a sfide importanti. Anche i principali Stati europei sono oggetto di osservazione ed è quasi certo che prossimamente anche quelli più virtuosi perdano la fatidica tripla A.
E secondo la visione più ottimistica di questi tempi lo spread tra i tassi di interesse italiani e quelli degli altri Stati dovrebbero quindi scendere leggermente ma più per un peggioramento della situazione di Germania e Francia che per un miglioramento delle condizioni del nostro Paese. A livello europeo ci sono ancora notevole incertezze relativamente alle misure da adottare per salvare il salvabile e costruire le basi per un’Europa più forte e unita. Ed è proprio l’unità e la coesione che attualmente vengono a mancare, nonostante il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi abbia ribadito più volte che il programma di acquisto bond della Bce non è infinito e che è necessaria l’accelerazione nell’attuazione del Fondo salva Stati per allentare le pressioni su banche e obbligazioni governative.

In Italia la manovra del Primo Ministro Monti è ormai chiara e definita e lascia perplessi non tanto per le frustate a cui tutti saremo soggetti nei prossimi anni quanto per la mancanza di stimoli all’economia che ritardano l’uscita dalla recessione.

Sul fronte azionario l’Indice FTSE All Shares del mercato italiano (di cui inseriamo qui sotto l’andamento grafico in questo consueto rapporto mensile) continua nella sua fase di congestione al di sotto della trend line discendente che passa attualmente attorno ai 16.700 punti.

Un buon segnale di forza sarebbe il superamento della predetta trend line con obiettivi 17.100 prima e 18.600 successivamente. Solo al di sopra di quest’ultimo livello la situazione tornerebbe rosea e si potrebbe guardare al futuro con ottimismo. Più probabile la continuazione della fase attuale di congestione con particolare attenzione al livello di 14.300 al di sotto del quale si aprirebbero le porte per una nuova profonda discesa.

Che speriamo non avvenga, naturalmente nonostante il nostro “semaforo” è sempre “rosso” da giugno/luglio (invitando a stare fuori da Piazza Affari e dintorni) come alcune strategie fra le più seguite dai nostri clienti di “copertura” sui future che continuano a consigliare di stare short ovvero al ribasso.

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