ACEA, UNA MULTIUTILITY CON LE OSCILLAZIONI DI UN TECNOLOGICO

Tra i maggiori operatori italiani nei servizi di pubblica utilità, Acea è un gruppo industriale concentrato sul consolidamento e la valorizzazione delle due attività principali, energia e acqua.Quotata in Borsa dal 1999, Acea si occupa della gestione di servizi energetici, ambientali e idrici: produzione, vendita e distribuzione di energia, sviluppo di fonti rinnovabili, smaltimento e valorizzazione energetica dei rifiuti, illuminazione pubblica e artistica, servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione. Nata nel 1909 con il nome di AEM (Azienda Elettrica Municipale) con l’obiettivo di fornire energia per l’illuminazione pubblica e privata, nel 2001 il gruppo acquisisce da Enel  il ramo di distribuzione di energia elettrica nell’area metropolitana di Roma.

Acea Distribuzione diviene così il secondo operatore di distribuzione di energia elettrica. Nel 2002 Acea e la società belga  Electrabel creano una joint venture per lo sviluppo delle attività del settore energia: produzione, trading e vendita ai clienti liberi e vincolati. Nel 2006 la società entra nel settore della termovalorizzazione con
l’acquisizione di Tad Energia e Ambiente.

Nell’azionariato è presente il magnate Francesco Gaetano Caltagirone che ha recentemente portato la sua quota vicino alla soglia del 13%, consolidando la propria posizione di secondo azionista della multiutility romana dietro al comune di Roma (51% e davanti alla francese Gdf Suez (10%).

acea

I conti di bilancio realizzati nell’esercizio 2009 sono stati deludenti e hanno visto Acea chiudere l’anno con una perdita netta di 52,5 milioni di euro, sotto le attese degli analisti. Il cda ha proposto pertanto di non distribuire dividendo e ciò ha per lunghi tratti zavorrato il titolo in Borsa con vendite che hanno sottolineato lo scarso appeal da parte del mercato.

I ricavi consolidati si sono attestato a 2.954,3 milioni rispetto ai 3.144,0 milioni nel 2008). L’Ebitda si è ridotto a 563,9 milioni rispetto ai 623,5 milioni realizzati nel 2008. Il 2010 è cominciato sotto i migliori auspici e i primi dati sono nel segno della ripresa. Nel primo semestre Acea ha infatti registrato un utile netto di 82,9 milioni di euro, +52,1% rispetto ai 54,5 milioni del corrispondente periodo dell’anno precedente. Sono saliti anche i ricavi che hanno raggiunto 1.581,4 milioni (+7,4% da 1.472,7 milioni).

Per quanto riguarda i margini, l’Ebitda, pari a 321,1 milioni, è aumentato di 51,8 milioni (+19,2%) rispetto al consuntivo di giugno 2009 mentre il risultato operativo è passato da 135,2 a 167,8 milioni. E’ rimasta negativa la posizione finanziaria netta che tuttavia migliora a 2.212,3 milioni dai 2.294,4 milioni del 31 marzo.

Se si analizza l’andamento a partire dal 2000 (grafico sottostante), il titolo Acea presenta delle caratteristiche di instabilità e volatilità che non sono tipiche di una multiutility. Dai 23 euro del 2000, infatti, il titolo è crollato fino ai 3,25 euro del 2003 con una discesa di oltre l’85%, ha ripreso vigore fino ai 17,45 euro del 2007 (+437%), è ridisceso ancora fino ai 6,85 euro di fine 2009 (-61%) per mettere poi a segno un parziale recupero fino agli attuali 8,66 euro (+26%).

Ovviamente chi avesse ragionato con la logica del buy and hold (compra e tieni) senza fare trading sul titolo, avrebbe in portafoglio una attività che rispetto al 2000 ha perso il -36%. Diversa la condizione di chi, come l’ufficio studi di Borsa Expert e Money Expert, si avvale di un sistema computerizzato di analisi statistica. Tale sistema, da noi utilizzato per la composizione dei portafogli dinamici, avrebbe permesso di effettuare due sole operazioni, la prima dal 2004 al 2007 chiusa chiusa con un guadagno del +117,56% e la seconda aperta lo scorso 13 agosto a 8,71 euro e ancora in corso.

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