AI MERCATI NON PIACE IL RISULTATO DELLE ELEZIONI MA COSI’ NON ANDAVAMO COMUNQUE LONTANO (tra moglie e marito)

Roberta Rossi è un consulente finanziario indipendente responsabile della consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF .
Salvatore Gaziano si occupa da oltre 10 anni delle strategia d’investimento di SoldiExpert SCF dopo aver lavorato per molti anni come giornalista finanziario. Oltre che nel lavoro formano una coppia anche nella vita e in questo diario commentano i fatti più importanti della settimana senza censure e con un pizzico d’irriverenza. Con una rubrica molto “familiare”…

 

 

 

Salvatore: “E allora che dire di queste elezioni, va dato atto a Beppe Grillo che ci ha preso già col nome del suo tour, che l’ha portato a riempire tutte le piazze più importanti d’Italia, lo Tsunami Tour. E questo esito elettorale è stato sicuramente uno tsunami, una grande onda… Anche se a vedere l’andamento di Piazza Affari il termometro dei mercati finanziari indica ora “paura”. Siamo arrivati nella seduta post elezioni al -5% ma poteva andare peggio, molto peggio… Se non fosse cambiato nulla come è accaduto sostanzialmente in questi mesi e anni nonostante tutti gli allarmi. E questa magari è la volta buona che si volta veramente pagina, indipendentemente dalle preferenze politiche di ciascuno.
A chi mi domanda se c’è da preoccuparsi io dico di no se hanno seguito veramente i nostri consigli o lo vogliono fare, compresi quelli di diversificare in modo intelligente come abbiamo detto e stra-detto in questi anni e ribadisco ancora questa volta …E peraltro i nostri portafogli azionari sull’Italia si stanno comportando meglio del mercato di riferimento grazie alle scelte operate”

Roberta: “Si ti seguo e comprendo le ragioni di chi dice che l’esito di questo voto sia provocatoriamente la cosa migliore che poteva uscire dalle urne. Che non è certo l’ingovernabilità che ci attende (per quanto in Belgio nel recente passato alla fine con 535 giorni di mancanza di governo sono riusciti a fare quello che mai erano riusciti a fare) e a questo punto la speranza che forse per una buona volta ci si deciderà anche in Italia ad affrontare alla radice i tanti problemi che gravano su questo Paese. E’ come quando è da tempo che dici di voler fare una cosa ma non l’affronti mai. Per esempio mettere a posto il garage, vero Salvatore? Poi capita un evento inatteso (l’acqua che allaga tutto) e quel che continuavi a rinviare devi di colpo affrontarlo di petto…”

Salvatore: “Ma ti sembra il momento di parlare del nostro garage? Quando avrò cose meno importanti da fare lo metterò a posto 🙂  Speriamo piuttosto che non si butti questa opportunità nel garage di Montecitorio e Palazzo Madama. Al di là delle alleanze “tattiche” è evidente che se non si torna subito alle urne ci aspetta dietro l’angolo un governo di scopo (così viene già chiamato) dove alcune forze in Parlamento dovranno stabilire una nuova legge elettorale e magari affrontare le questioni riguardo le “regole” più importanti.
Ma più di tutto, perché probabilmente la nuova campagna elettorale è già iniziata stanotte, si comincerà forse a parlare di quale Italia si vuole, quale modello di sviluppo perseguire e non di giaguari o di restituzione dell’Imu. Perché se ti restituiscono 600 euro e poi ti fanno perdere tutto, compreso il lavoro o la pensione non è che si tratta di un grande affare…”

Roberta: “Già altro che smacchiare i giaguari, qui occorrerebbe parlare non di cosa si decide al prossimo Consiglio dei Ministri ma invece di quale Italia vogliamo in tutti i settori fra 10-15 anni e che Italia vogliamo lasciare ai nostri figli… su questo secondo me Grillo ha posto un problema e per questo ha conquistato tanti voti. Ti ricordi a proposito quando qualche anno fa c’era venuto in mente di vederli dal vivo e non in cattività proprio i giaguari evocati da Bersani da smacchiare? “

Salvatore: “Certo eravamo in Belize e siamo andati a vedere l’unica riserva naturale di giaguari a Cockscomb. Bisognerebbe dirlo a Ingroia che era lì a due passi in Guatemala dove c’è pure un bellissimo tempio Maya dedicato al giaguaro. Di quella vacanza di tanti anni fa e di quella visita ricordo la bella passeggiata. La guida ci aveva detto che avremmo potuto vedere in questa riserva giaguari, puma, ocelot, formichieri, armadilli e perfino boa costrictor. Ma l’unica cosa che ricordo di aver visto è una sanguisuga che si era attaccata al mio polpaccio..”

il Tempio del Giaguaro a Tikal in Guatemala 

Roberta: “In effetti per vedere le sanguisughe non c’era bisogno di andare fino in Belize e in Guatemala …
Qualche risparmiatore pensa che se magari dalle urne usciva il governo Bersani-Monti eravamo a cavallo e oggi non vedevamo tutto questo rosso… Ma non ne sono convinta al 100%. Non serve a nulla avere i mercati finanziari che ci concedono tregua per 6 o 12 mesi (e ci evitiamo una seduta come quella del martedì post elettorale o altre molto volatili) se poi fra qualche anno finiamo comunque tutti nel burrone… il debito continua ad aumentare e la ripresa non si vede, la disoccupazione aumenta e tanto gli operai come gli impiegati quanto gli imprenditori iniziano ad avere paura e a perdere il lavoro e a chiudere bottega… Politiche solo di austerity e tagli magari fanno contenti i mercati ma alla fine uccidono il Paese e i pazienti… E questo il Pd di Bersani non ha saputo forse coglierlo nel messaggio all’elettorato che si è fidato più di Grillo che gli ha rubato anche parte della base. Mentre Berlusconi ha comunque compiuto un altro miracolo nel raccogliere consensi nonostante fosse dato per morto. E certo che nel centrosinistra la mancata vittoria pesa molto perchè con Matteo Renzi leader sarebbe stata probabilmente tutta un’altra partita”

Salvatore: “Già. Io credo che Bersani avrebbe dovuto fare tesoro di quel bellissimo film “Viva la Libertà” con quello strepitoso Toni Servillo che impersona proprio il leader del PD che a un certo punto molla… sostituito dal fratello gemello, filosofo, matto come un cavallo ma capace di far innamorare tutti col proprio linguaggio e valori. Ma quello era un film… E Mario Monti ha sprecato un’occasione storica l’inverno del 2011 quando si è insediato. In quel momento sotto la spinta dei mercati e dell’opinione pubblica poteva far approvare qualsiasi provvedimento e attuare una ‘cura da cavallo’ a 360° incidendo su tutti i fronti, puntando non solo sull’austerità ma anche pensando allo sviluppo.  Ma ha perso anche lui il momentum. Non so se hai invece letto lunedì un dato economico che mi ha quasi scioccato: tre aziende su cinque, secondo un sondaggio condotto da Unimpresa, hanno chiesto in questi mesi alla banche prestiti non per finanziare la propria attività, assumere nuovo personale o innovare ma per pagare le tasse!”

Roberta: “Incredibile e non mi stupisco perché pagando gli F24 ho visto quante decine di migliaia di euro abbiamo dovuto pagare non in questi mesi. Roba che ti domandi perché mai hai avuto l’idea di avviare un’impresa in Italia…”

Salvatore: “Già e fra le analisi del voto più intelligenti mi è piaciuta quella che abbiamo sentito lunedì sera in tv a “Piazza Pulita” su La7  fatta da Carlo Freccero (direttore di Rai4 e noto intellettuale di sinistra fra Pd e Rivoluzione Civile e non certo un ‘grillino’) che ella mia rassegna stampa trasversale ho letto per esteso su “Il Manifesto” e spiega bene il trionfo di Grillo: ‘ …ha riportato in scena le piazze che mancavano dall’epoca del maggioritario. La caratteristica politica è di non essere né di destra, né di sinistra, ma di intercettare la protesta sociale dei due campi. Il suo messaggio è riuscito a fare del piccolo imprenditore il nuovo proletario evidenziando un elemento di fondo: oggi le realtà che si fronteggiano a livello politico non sono più l’imprenditore e il proletariato, ma a contrapporsi sono il mondo del lavoro reale (vedi Bersani) contro la finanza e le banche (vedi Monti)…”

Roberta: “I nostri clienti credo che siano rappresentativi di tutti gli schieramenti elettorali e credo che capiscano che la situazione è comunque delicata indipendentemente se hanno votato Grillo, Monti, Bersani o Berlusconi. Siamo tutti sulla stessa barca.
Certo un investitore che è investito solo sull’Italia e solo su azioni e obbligazioni italiane e guarda l’andamento oggi dei titoli di Stato, delle azioni e delle obbligazioni soprattutto bancarie qualche imprecazione magari l’ha lanciata… Indipendente da quello che ha votato, naturalmente.
Ma di non avere solo Italia in portafoglio credo che in questi anni l’abbiamo detto in tutte le salse come abbiamo spiegato in articoli e conferenze che il debito pubblico italiano come le banche…”

Salvatore: “Su questo argomento, l’home bias, la confidenza eccessiva che si ha verso il proprio Paese e sul nostro invito (talvolta inascoltato) di diversificare l’investimento anche sui mercati esteri a livello sia azionario sia obbligazionario attraverso Etf o fondi (e cercare di ridurre il rischio controparte) ne abbiamo parlato quasi fino alla nausea in questi mesi e molti ci hanno alla fine seguito e ancora sono in tempo credo a seguirlo. Non si tengono tutte le uova nello stesso paniere. E soprattutto se il paniere non sembra nemmeno solidissimo. Io ho fiducia che l’Italia ce la farà ma come diceva il filosofo Benedetto Croce della superstizione :” non è vero, ma prendo le mie precauzioni”  🙂

Roberta: “Figurati io che mi occupo di clienti con patrimoni anche molto elevati. Il mio motto è: se qualcosa può andar peggio è meglio essere immediatamente preparati. Eppure non hai idea di quanti risparmiatori ancora mi inviano i loro portafogli e sono composti in maniera quasi totale da titoli di stato o titoli bancari italiani anche per cifre importanti o si portano avanti titoli azionari comprati nel passato di cui non si vogliono disfare solo perché sperano nel miracolo, puntando sulla gestione passiva. E in questi anni essere così sovrappesati sull’Italia (e questo credo che accadrà anche in futuro) non ha significato maggiori rendimenti: tutt’altro come posso dimostrare a chi me lo chiede. E inoltre essere investiti solo sull’Italia sull’azionario o sull’obbligazionario significa sopportare una volatilità spesso tripla… E per questo io che mi occupo di consulenza personalizzata cerco di ridurre l’esposizione dei miei nuovi Clienti sull’azionario e sull’obbligazionario italiano. Come italiani siamo già legati a doppio filo al Paese, mi sembra che come investitori dovremmo anche guardare altrove se i propri redditi derivano da attività svolte in Italia, si hanno una o più case in Italia, si riceve una pensione dallo Stato italiano…”

Salvatore: “Mogli e buoi dei paesi tuoi si diceva una volta quando ancora non c’erano i mercati globalizzati e soprattutto i credit default swap che incombevano. In questi mesi fra i nostri Clienti e lettori è cresciuta comunque la richiesta di consulenza indipendente e diversificazione e credo che questo tema resterà forte…

Roberta: “Speriamo che come in politica si chiedono pulizia e facce nuove così anche quando si tratta di farsi consigliare sui propri risparmi non ci si rivolga sempre ai soliti che spesso operano, a differenza di noi, in situazione spesso di forte conflitto di interesse e nel tempo non creano valore ma lo distruggono.
Ho visto che prima eri al telefono con tuo padre. Che dice a proposito delle elezioni lui che è sempre attaccato al televideo e segue la Borsa sempre con la stessa passione di quando ha acquistato la prima azione e correva l’anno 1960?

Salvatore: “Mi ha detto che siamo sul piede di guerra. Abbiamo vinto e abbiamo perso. Ma comunque quell0 che ha perso oggi l’aveva guadagnato ieri. E quello che guadagnerà domani sarà più quello che ha perso oggi…”

Roberta: “Già, lui è uno di quelli che non molla. Dritto per la sua strada come un fuso. Però anche lui… alla fine ha solo azioni italiane. Dici che lo convinco a guardare altrove?”

Salvatore “Scherzi? Mio papà è della vecchia scuola. Però in Borsa grosse scoppole non le ha mai prese. Anzi, in verità ne ha anche prese ma ha sempre saputo rialzarsi ed è riuscito a risalire la china grazie all’intuizione ma anche alla disciplina. E poi non è un ostinato come molti risparmiatori che pur di avere ragione sono disposti a mettere in gioco tutto…”.

Roberta “Io invece sai quante ne vedo ancora purtroppo ogni giorno di persone con risparmi falcidiati da quelli che ti consigliano sempre di comprare e mai di vendere o rivedere le proprie credenze e opinioni? Non voglio fare il grillo parlante del mio settore però… forse uno tsunami, nel senso di un cambiamento, farebbe bene anche al mondo della consulenza finanziaria. Anche gli italiani avrebbero diritto a una consulenza 5 stelle!”

Salvatore: “Comunque ho letto appena adesso un articolo di un bravo giornalista e opinionista, Luca Spoldi, che mi sembra riassuma bene il nostro pensiero. Ora o mai più.   Non siamo i soli a pensarla così, forse”.

Per leggere la rubrica precedente “Tra moglie e marito non mettere il dito…”   dove si parlava dell’ultimo libro di Zingales, di pentiti finanziari e frodi cliccate qui

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