Azioni Saipem: in pochi mesi perdono il 40%. Cosa succede? L’Esperto Risponde

L’andamento del titolo Saipem preoccupa gli azionisti. Si profila un nuovo aumento di capitale e molti investitori fuggono come fossero sul Titanic. Analizziamo cosa non torna

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In un decennio una caduta rovinosa: -97%, peggio ha fatto solo il Monte dei Paschi di Siena. Da blue chip di Piazza Affari che il mondo ci invidiava con rendimenti medi annui per un decennio superiori al 20% fino a 10 anni fa, le azioni Saipem dal 2012 hanno subito tre crolli e altrettanti amministratori delegati hanno provato a rilanciare la società annunciando ogni volta la svolta definitiva. E invece le azioni Saipem negli ultimi mesi hanno subito un nuovo ribasso: -40%. Tanto che un azionista, allarmato e incredulo, ha scritto all’Esperto Risponde, la rubrica di SoldiExpert SCF, in cui la società di consulenza indipendente risponde alle domande di maggior interesse dei lettori iscritti a letterasettimanale.it

 

La domanda del nostro lettore:

Sono un piccolo azionista rimasto incastrato pesantemente nelle azioni Saipem. La società in settimana ha annunciato un crollo del fatturato e degli utili previsti, smentendo completamente quello che solo pochi mesi fa aveva detto al mercato. Le azioni Saipem sono crollate quasi del 40%. Un vero scandalo per un’azienda parastatale dato che è controllata congiuntamente da Eni e Cassa Depositi e Prestiti ovvero dal Ministero dell’Economia e Finanze. Vi sembra normale? Cosa succede?

 

Risponde Salvatore Gaziano, Responsabile Investimenti di SoldiExpert SCF

 

Gentile A,

La situazione di Saipem (acronimo antico di “Società azionaria italiana perforazioni e montaggi”) in effetti è molto imbarazzante per il management e gli azionisti di riferimento (Eni e Cassa Depositi e Prestiti) e non vorrei essere nei panni di Francesco Caio (ex McKinsey, Olivetti, Indesit, Poste e Alitalia) presidente della società dal 2018 e amministratore delegato dall’aprile 2021. Un manager di lungo corso con fama di risanatore che è finito “perforato” da quello che una volta era considerato un gioiello del gruppo Eni.

 

Saipem, le azioni scendono del 40%. Cosa è andato storto?

 

Solo a fine ottobre 2021 la società di servizi energetici, che aspirava a passare dal settore petrolifero a quello della generazione eolica, aveva incontrato gli investitori di tutto il mondo e alla presentazione del nuovo piano industriale quadriennale parlava del suo impegno di “creare un’azienda più resiliente nel tempo con una crescita attesa solida e profittevole e basata sulla generazione di cassa”. Una Saipem a doppia trazione: investimenti nelle energie tradizionali e transizione energetica per servire una nuova domanda. Se lo scopo era far diventare più resiliente Saipem e le azioni scendono del 40%, cosa è andato storto?

Una delle due gambe deve essersi rotta di brutto perché lunedì scorso, prima dell’apertura dei mercati, la società con sede a San Donato Milanese ha annunciato un fatturato sotto le previsioni per oltre un miliardo di euro lanciando un appello ai soci di maggioranza Eni e Cassa Depositi Prestiti per un’urgente iniezione di liquidità che si stima in almeno un miliardo o meglio un miliardo e mezzo di euro. La perdita attesa di 2 miliardi di euro circa, secondo Mediobanca, a questo punto per il 2021 supererebbe un terzo del capitale sociale e secondo l’art. 2446 del codice civile i soci devono aprire il portafoglio.
Ecco perché analizzando il titolo Saipem, le azioni scendono del 40%.

Facile poi comprendere lo smarrimento degli azionisti e il motivo per cui in Borsa le azioni Saipem hanno subito un tracollo del 33% delle quotazioni solo lunedì scorso. Altro che generazione di cassa!

 

Quotazione Saipem, gli azionisti rischiano un altro aumento di capitale

 

Un bel pasticcio per una società che capitalizza a questo punto circa 1,3 miliardi di euro e ha azionisti di minoranza stremati dai crolli della quotazione di Saipem e che rischiano di dover tirare fuori altri soldi per finanziare un altro aumento di capitale. Azionisti già stremati dai precedenti aumenti di capitale a go-go (di cui avevamo scritto) e troppi buchi nell’acqua fatti dal management seguiti a ripetuti piani industriali che annunciavano ogni volta la svolta definitiva.

Un aumento di capitale che non sarà quindi una passeggiata e che vedrà probabilmente la maggior parte dell’onere ricadere sulla major petrolifera e del gas controllata dallo stato ovvero Eni, che possiede poco più del 30% delle azioni Saipem, e sul fondo sovrano all’italiana, Cassa Depositi Prestiti, che ha una partecipazione di circa il 12,55%. Quest’ultima era entrata nel capitale nel 2015 facendo un gran favore all’Eni che aveva potuto così deconsolidare il debito e ridurre la presenza. Visto l’andamento successivo della quotazione di Saipem, un’uscita provvidenziale per il cane a sei zampe.

Ora sul mercato corrono le voci più disparate che prevedono il soccorso di qualche gruppo in buona salute che prenda il comando delle operazioni (si è fatto il nome di Maire Tecnimont che si è affrettata a smentire per non finire trascinata al ribasso) e anche l’affiancamento alla guida dell’azienda di una coppia di top manager da mettere vicino a Caio (e nel fine settimana questo si è realizzato e non si tratta di Caio e Sempronio) visto che la credibilità dell’attuale è in parte compromessa per molti investitori.

 

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Per questo motivo molti investitori si sono sbarazzati del titolo, ma c’è anche chi non ci sta a vendere in perdita e non sa cosa è meglio fare.
Un qualcosa che spesso ci capita nell’ambito della nostra consulenza continuativa o della nostra consulenza una tantum che può riguardare anche un portafoglio di titoli già detenuti dove spieghiamo punti di forza e di debolezza di un portafoglio e delle posizioni detenute e che da molti anni vedevano le azioni Saipem nella nostra lista nera.

 

Saipem, in Borsa le obbligazioni rendono il 46%

 

Ora gli azionisti e il management devono lavorare non solo per riportare in sicurezza il capitale sociale ma anche per sistemare il debito visto che c’è un’obbligazione Saipem in Borsa con scadenza ad aprile per 500 milioni di euro, dei covenant da rispettare (ovvero delle clausole vincolanti per l’impresa pena il ritiro dei finanziamenti) che sono saltati. Il mercato ha fiutato sangue facendo lievitare il rendimento delle obbligazioni Saipem a tassi da Paese Sudamericano sull’orlo di un golpe e qualcosa di incredibile sta succedendo su Saipem: in Borsa le obbligazioni con scadenza 5 aprile 2022 giovedì scorso rendevano il 46% e questo rendimento è perfino raddoppiato nei giorni successivi.

Cosa è successo? Dalle comunicazioni ufficiali si dice e non si dice e nella nota ufficiale che il bubbone è emerso con la “backlog review” ovvero indagando sulle commesse in portafoglio. Alcuni titolari di obbligazioni, allarmati, ci hanno chiesto nell’ambito della consulenza una tantum un check up. E ovviamente la risposta dipende anche dal peso che l’obbligazione ha sul loro portafoglio.

 

Consulenza Una-tantum Consulenza Una-tantum

Dopo aver annunciato a fine ottobre agli investitori che tutto andava bene e c’erano brillanti prospettive per il futuro il management di Saipem deve essersi accorto che gli ordini in portafoglio avevano qualche problema ed erano stati sbagliati evidentemente i conti sui tempi di esecuzione e sui margini.
La società con sede a San Donato Milanese ha segnalato problemi nel segmento eolico, che è al centro da diversi anni dei suoi sforzi per abbandonare i combustibili fossili e puntare sulla transizione energetica.

Ci sono poi problemi in Mozambico dove Saipem è impegnata in un mega progetto miliardario (fra le più importanti commesse in carniere) per l’attività di produzione di gas naturale liquefatto (il business principale) ma che è stato bloccato (fino a metà 2022 sembrerebbe in base alle ultime indicazioni) a causa di una serie di attacchi dei ribelli nel nord (un gruppo di islamisti) del Paese all’inizio dello scorso anno. E il sito Africa Intelligence segnala anche problemi di Saipem con TotalEnergies su questo sito con i francesi insoddisfatti degli italiani.

Andamento titolo Saipem: in dieci anni -97%

 

Saipem peraltro aveva già lanciato nel 2016 un aumento di capitale iper-diluitivo da 3,5 miliardi di euro e accumulato perdite miliardarie dal 2017 al 2020 e alla somma si potrebbero ora aggiungerne altre per circa 2 miliardi nel 2021. Il primo grande tracollo delle azioni Saipem risale al 2012. Da allora ce ne sono stati almeno altri 3 e altrettanti amministratori delegati hanno provato a rilanciare la società.

Nell’ultimo decennio il titolo Saipem ha visto la capitalizzazione scendere di oltre 15 miliardi di euro e di un impressionante -97% come si può vedere dal grafico che riporta l’andamento del titolo Saipem. Monte Paschi di Siena ha fatto in compenso molto peggio (-99.88%).

 

Grafico azioni Saipem

 

 

Nel passato le azioni Saipem erano tra le blue chip di Piazza Affari che il mondo ci invidiava con rendimenti medi annui per un decennio superiori al 20% fino a 10 anni fa. Un titolo da cassettisti che sembrava non tradire mai. Invece come sanno tutti gli investitori un po’ disincantati, nulla è per sempre e non esistono i titoli “forever”: lo dimostra l’andamento del titolo Saipem. Investire in Borsa può dare grandi soddisfazioni (è quello che storicamente genera nel tempo i migliori rendimenti) nel tempo ma se si sbagliano la “ricetta” e le “dosi” può trasformarsi in un Titanic.

 

Parte di questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano Il Domani nella rubrica “La posta del portafoglio” curata da Salvatore Gaziano