Anche i bond cinesi nel loro “piccolo” saltano. C’è da preoccuparsi?

Secondo Carlos Casanova, Economist di UBP, i default delle obbligazioni corporate in Cina non sono fonte di preoccupazione. Ecco perché

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Fino a qualche tempo fa gli investitori avevano una certezza quando acquistavano i corporate bond cinesi: la garanzia implicita dei governi locali sul debito delle società a partecipazione statale. Ma non è più così. Il default di Huanchen, società operante nel settore dell’automotive e partner di Bmw, che non ha rimborsato oltre 1 miliardo di renminbi ha fatto capire che anche in Cina le cose cambiano.

Un report a cura di Carlos Casanova, senior economist Asia di Union Bancaire Privée (UBP), selezionato da SoldiExpert Lab prova a fare chiarezza e spiegare la situazione.

I default delle obbligazioni corporate erano un tempo considerate un evento raro in Cina, in quanto i debitori si sono sempre affidati in tempi di difficoltà al sostegno finanziario delle banche statali. Tuttavia, le cose hanno iniziato a cambiare nel secondo più grande mercato obbligazionario del mondo.

Dal momento che i policymaker cinesi si trovano ancora ad affrontare questioni relative all’accumulo del debito delle imprese, hanno adottato misure per rimuovere le garanzie implicite, con conseguente aumento del numero di inadempienze obbligazionarie. Queste hanno raggiunto il loro picco nel 2018, prima di diminuire nel 2019, quando le tensioni commerciali USA-Cina hanno spinto le autorità a reintrodurre misure di supporto.

I default delle obbligazioni corporate sono stati evitati anche per gran parte del 2020, in quanto le autorità hanno cercato di limitare l’impatto economico della pandemia. Tuttavia, hanno ripreso vigore a ottobre e novembre, superando i livelli del 2018. Stiamo quindi assistendo a un aumento davvero brusco dei default obbligazionari?

Prevediamo che continueranno ad aumentare nel 2021 a causa di alcuni fattori. Le condizioni finanziarie interne rimangono accomodanti, ma la liquidità potrebbe restringersi gradualmente man mano che le condizioni economiche si normalizzeranno nel 2021. In particolare, la domanda di capitale circolante potrebbe aumentare temporaneamente alla fine dell’anno e in vista della scadenza delle moratorie sui prestiti per alleviare le pressioni causate dalle misure di lockdown, prevista alla fine del primo semestre del 2021.

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