Anche nel 2018 il telefono in Borsa gracchia. Il caso Telecom Italia

Il 2018 per il settore delle telecomunicazioni non si ricorderà soprattutto in Europa e in Italia come un anno da incorniciare con un ribasso medio del settore del -7,5% che nel caso di Telecom Italia supera il -24%

I continui ribaltoni in Telecom Italia sul fronte azionario e del management come un settore di riferimento sempre più competitivo, margini sempre più ridotti e investimenti sempre più elevati per reggere la sfida tecnologica pesano negativamente.

Impressionante il grafico di Telecom Italia a 20 anni: 100 euro investiti nel dicembre 1998 (e pur tenendo conto dei dividendi staccati) sarebbero diventati più di 200 all’apice della bolla della New Economy nel marzo 2000. Oggi equivalgono a 22,65 euro. Considerando che nello stesso periodo l’inflazione è stata superiore al 100% (100 euro dell’epoca equivalgono a 212 secondo i dati Istat) l’investimento nell’ex Sip si può proprio definire un disastro per un investitore cassettista.

 

Ma anche in Europa la situazione è difficile e la guerra delle tariffe anche in Francia si sta dimostrando fratricida a vedere anche lo sfidante Iliad (sbarcato anche in Italia) che da inizio anno ha perso in Borsa oltre il -40% perché i profitti languono.

Meglio le cose vanno negli Stati Uniti dove il settore delle tlc almeno non è andato in rosso e ha mostrato una certa resistenza anche nelle ultime settimane con l’indice in positivo da inizio anno.

I fondi e gli Etf di questa categoria risentono del negativo andamento del settore di riferimento e se si vogliono trovare delle storie di successo bisogna andare su casi particolari come Maroc Telecom (quotata alla Borsa di Parigi) che gode di un mercato di riferimento in grande espansione, margini in miglioramento e una competitività molto limitata.

In Europa si difende Deutsche Telecom grazie a risultati in buon miglioramento e al comportamento difensivo di questo titolo.

La grande sfida nel settore resta comunque quella della rivoluzione tecnologica con il sopravanzare del 5G che consentirà sul mobile di viaggiare da 100 a 1000 volte a una velocità superiore rispetto a quelle 4G.

E questo favorisce soprattutto le società che vendono apparati per il 5G o detengono torri e non a caso Ericsson, American Tower negli Stati Uniti o Cellnexx Telecom (oltre a Huawei, protagonista recentemente dell’arresto della figlia del fondatore ma che non è quotata in Borsa) sono fra i titoli che meglio si sono comportati nel 2018 e vedono la maggior attenzione nel settore tlc degli investitori.

Si dice che nella corsa all’oro i commercianti di pale, badilii e secchielli avessero guadagnato di gran lunga di piú dei cercatori d’oro e in questo momento nel settore si sta assistendo a qualcosa del genere.

Chi vende traffico telefonico vede…

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