COME VANNO I NOSTRI SERVIZI DI CONSULENZA E I PORTAFOGLI? FACCIAMO IL PUNTO E DICIAMOCI TUTTO.

Il contenuto di questo Report Strategy in sintesi

– I mercati finanziari mostrano andamenti isterici con rialzi e ribassi a doppia cifra. Calma e gesso, manteniamo un approccio prudente e la bufera passerà

– Chi cerca guadagni facili per quattro stagioni dovrebbe trarre insegnamento da tutti i prodotti venduti dall’andamento decorrelato rispetto al mercato e che negli ultimi due anni hanno perso nel migliore dei casi il 50% del loro valore (a meno che non siano ‘saltati’ come dimostra il caso Madoff)

– Tutti i portafogli di SoldiExpert battono i rispettivi benchmark in media del 16,56% all’anno. Notevole considerato che il 98% dei fondi azionari fa peggio del mercato

– E chi ha scelto un approccio prudente seguendo l’indicatore del Semaforo è completamente scarico da azioni esattamente da un anno con il mercato in discesa del 56%

– Qualche considerazione sull’atteggiamento psicologico di molti investitori

Crolla, precipita, risale… A vedere l’andamento di borsa delle ultime settimane ci sarebbe abbastanza motivo per considerare i mercati qualcosa di più simile a una macchinetta isterica mangiasoldi che a un ordinato punto di incontro della domanda e dell’offerta di una moderna economia capitalistica.

Fortunatamente non facciamo parte del partito dei pessimisti o ottimisti ad oltranza e tutta la nostra filosofia di investimento in questi anni si è mantenuta fedele a un approccio autenticamente flessibile, cercando di smontare tante false credenze che purtroppo affollano la mente di molti risparmiatori.
E ‘vendendo’ il concetto che la Borsa non è un luogo per investimenti ‘mordi e fuggi’ ma vince solo chi sa mantenersi fedele e coerente a una strategia adatta al proprio profilo di investitore.

Quello che sta capitando ai mercati finanziari è certo un terremoto con intensità più forte di quello avvertito negli ultimi decenni ma non crediamo che l’esito finale sia la distruzione totale: altre volte nei decenni e secoli anche precedenti si sono viste ‘bolle’ e ‘guerre’ di ogni tipo scoppiare in modo fragoroso ma alla fine anche dalla macerie è emersa sempre una nuova civiltà. E le Borse hanno premiato (e tanto) sempre chi aveva una strategia coerente: non coloro che per entrare aspettano il massimo delle rassicurazioni (acquistando così vicino ai massimi) e per uscire del tutto attendono il massimo della negatività (vendendo così vicino ai minimi).

Per questo, nonostante tutto quello che è accaduto, noi ci sentiamo tutto sommato tranquilli e così crediamo molti nostri Clienti a cui abbiamo sempre consigliato come muoversi dentro la bufera. Non abbiamo mai venduto, infatti, il concetto che in Borsa si guadagna ‘comunque’ o che esistono titoli ‘forever’. Dovrebbe essere bastato a coloro che cercano guadagni per quattro stagioni ciò che è successo negli ultimi due anni. Strumenti finanziari e hedge fund venduti come prodotti miracolosi che riuscivano ad avere un andamento decorrelato rispetto al mercato hanno perso nel migliore dei casi il 50% del loro valore con Clienti che hanno deciso di riscattare le loro quote ma che devono attendere qualche anno per poter rivedere ciò che è rimasto dei propri quattrini. Nella peggiore delle ipotesi, invece, tali prodotti sono letteralmente ‘saltati’ lasciando gli investitori completamente all’asciutto (vedi il caso della maxi truffa messa in atto finanziare Madoff e il default di tutti i fondi che gli avevano concesso fiducia illimitata).

Modestamente abbiamo cercato di far passare l’obiettivo che sarebbe già un grande risultato per un investitore riuscire nel tempo a fare meglio del mercato. Ci siamo riusciti? I dati dei nostri portafogli e servizi dicono che abbiamo mantenuto finora la parola. Con risultati così clamorosi se confrontati col mercato e con i gestori ‘professionali’ (non che noi facciamo questo mestiere per gioco…), ovvero banche e fondi, da essere al confronto imbarazzanti. ‘Il 98% dei fondi azionari fa peggio del mercato’ scriveva recentemente il supplemento economico di una rivista dei consumatori. Basta esaminare invece l’andamento di tutti i nostri servizi e confrontarli con l’andamento del mercato (vedi qui) per vedere che il nostro servizio si è rivelato prezioso. Una vera assicurazione contro le ‘isterie’ del listino. Dal 2002 a oggi, a fronte di Piazza Affari che ha perso il -50,06%, i portafogli Difensivo e Dinamico hanno avuto rispettivamente un rendimento del +94.15 e +104,07% .
Anche i servizi lanciati successivamente hanno sempre e comunque rispettato l’obiettivo base (fare meglio del mercato) con rendimenti superiori non di poco, come si può evidenziare dalla tabella dei più diffusi. E da anni offriamo fra i pochi nel settore la possibilità in piena trasparenza di vedere l’andamento dei nostri portafogli anno per anno per confrontarli con l’andamento di mercato (vedi qui) .

Per i Clienti con profilo di rischio più aggressivo abbiamo offerto anche la possibilità di replicare i nostri sistemi sui futures, anche con scopo di copertura. Sempre evidenziando pro e contro, senza raccontare mai che avevamo trovato il sistema per diventare ‘ricchi’ ma spiegando correttamente concetti come ‘drawdown’, disciplina e capacità di sopportare periodi anche avversi visto che mediamente solo il 45% delle operazioni sui futures si chiude con un guadagno. Il risultato dei nostri sistemi? La tabella sottostante è qui sotto evidenziata e mostra l’andamento storico e quello dell’ultimo anno.

In pratica chi avesse replicato i nostri sistemi speculativi sul Fib (100×100 Overnight e Formula) avrebbe guadagnato, con un solo contratto, circa 200mila euro al netto delle commissioni di intermediazione che abbiamo calcolato in 9 euro per eseguito. Ottimi risultati sono stati conseguiti anche da coloro che hanno scelto di seguire i sistemi di copertura (Base e Daily). L’obiettivo di ridurre drasticamente la perdita di un ipotetico portafoglio azionario è stata centrata perfettamente.

Potremmo essere stati già bravi a ottenere questi risultati ma lo scorso anno (12 mesi esatti fa) a tutti i Clienti offrimmo gratuitamente un ulteriore servizio a tutela del proprio patrimonio. Chi voleva adottare un profilo di rischio più conservativo poteva seguire un indicatore che avevamo studiato in esclusiva per i nostri abbonati (rendendoci conto che magari non tutti potevano adottare una strategia di copertura sui futures) che chiamammo banalmente ‘Semaforo’ e che consigliava quando uscire o rientrare sul mercato azionario. Anche in questo caso istruzioni dell’uso spiegate chiaramente, nessun annuncio di aver trovato un indicatore ‘miracoloso’ senza controindicazioni o falsi segnali, ma una schietta analisi riguardo a che cosa poteva servire con statistiche e risposte alle obiezioni più comuni. Come promesso col report ci impegnammo a segnalare eventuali cambi di stato del semaforo (purtroppo mai avvenuti) e a inserire sul sito a fianco di ogni portafoglio un’indicazione sullo stato di questo semaforo oltre a inserire sin da allora nella pagina iniziale del nostro sito, che appare dopo il ‘login’ abbonati, un memo su questa iniziativa. E comunque parlando ancora di questo indicatore in una decina almeno di Report Strategy successivi. Chi avesse seguito questo indicatore avrebbe a oggi ottenuto un risultato ancora migliore nei confronti del mercato visto che dalla nostra segnalazione i mercati poi hanno perso il 56% come indice Mibtel o il 44% come indice delle Borse Mondiali. I nostri portafogli ‘semplici’ hanno ampiamente battuto il mercato. Ma chi ha sposato la filosofia del ‘semaforo’ ha ulteriormente tagliato le perdite.

Ci capita ogni tanto di parlare con Clienti (fortunatamente pochi) che del ‘semaforo’ non conoscono nemmeno l’esistenza, che ci dicono che i nostri portafogli hanno deluso (!) o addirittura fatto schifo (!!) e per questo non rinnovano magari il servizio o che delle strategie sui future (che guadagnano col ribasso) sono interessatissimi ma solo con i guadagni del senno del poi. Alcuni hanno infatti inizialmente seguito il servizio salvo alle prime inevitabili perdite abbandonarlo (giudicandolo magari ‘inutile’) per poi pentirsi successivamente. O ci capita di ricevere mail di persone che ci chiedono cosa fare di un patrimonio significativo suddiviso in enne fondi o titoli di diverse categorie, aree geografiche o settori (quello che noi chiamiamo ‘il fritto misto’) visto l’andamento del mercato.

Visto che facciamo il nostro lavoro con passione tutte queste cose ci portano a fare alcune considerazioni che vorremmo condividere con i nostri Clienti nel massimo rispetto reciproco visto che crediamo ci sia sempre da imparare e magari una discussione franca possa aiutarci a meglio come essere utili ai nostri Clienti:

1) molti risparmiatori sottoscrivono il nostro servizio ma non leggono quello che scriviamo o come dicono alcuni studiosi hanno una ‘attenzione selettiva’: alcuni nostri concetti vengono totalmente ignorati perché magari provocano ‘dolore’ e mettono in discussione scelte già fatte nel passato (una neuropsicologa italiana, Angela Sirigu, ha recentemente pubblicato un interessante studio dove dimostra l’endowement effect degli investitori: si valuta ciò che si possiede più di quanto vale realmente’,

2) chi sottoscrive il nostro servizio pensa che il fine (purtroppo irrealistico) dovrebbe essere quello di guadagnare in qualsiasi condizione di mercato nell’arco di pochi mesi o anni (cosa che purtroppo noi non condividiamo e mai abbiamo sostenuto);

3) pagare qualcuno l’uno o l’uno per cento e mezzo l’anno (che è quasi la metà di quelli che sono i costi di una gestione patrimoniale o di un fondo) sono soldi buttati anche se i nostri consigli hanno fatto evitare di perdere la metà nelle fasi di ribasso e guadagnare il doppio nelle fasi di rialzo;

4) se qualcuno ti ha consigliato di uscire dal mercato o liquidare quasi tutte le posizioni invece che essergli grato per averti evitato di perdere è più ‘furbo’ non rinnovargli la fiducia; perché pagare qualcuno che in questo momento ti consiglia ‘solo’ di investire la liquidità? Meglio disdire il contratto e tentare la sorte con qualcosa d’altro. Magari se ti avesse invece consigliato di restare pieno di titoli (massacrando il patrimonio con perdite dell’ordine del 70-80%) si sarebbe invece rinnovato il servizio poiché si sarebbe stati più ‘dipendenti’ dalle indicazioni fornite come in una sorta di sindrome di Stoccolma dove la vittima si ‘innamora’ del suo carnefice (quello che accade a molti risparmiatori che mantengono titoli o fondi su cui perdono cifre esorbitanti – e non su una piccola parte del proprio patrimonio – perché non hanno il coraggio di vendere, confidando nelle virtù salvifiche del lunghissimo periodo).

In due parole purtroppo non si fanno ragionamenti molto approfonditi se si vuole andare a fondo sulle cose e ci rendiamo conto che non tutti i nostri lettori hanno il tempo o la voglia di leggere 26 pagine di testi e tabelle che ci sono costati settimane e settimane di lavoro. Le abbiamo allegato perciò nella mail una sintesi di 3 pagine dove trova le informazioni essenziali con i rimandi agli articoli pubblicati. Inoltre da questo numero, visto che abbiamo maturato comunque la considerazione che è nostro dovere comunque farci capire di più, pubblicheremo sempre in ogni report all’inizio in una tabella i punti chiave degli argomenti che tocchiamo per consentire una lettura a ‘cipolla’ delle nostre analisi. Meno di 60 secondi per chi non ha tempo per nulla e vuole leggere solo questi ‘key point’: qualche minuto per chi è disposto a leggere il Report Strategy completo e vuole comunque per il proprio patrimonio investire anche un po’ di tempo per capirne di più.

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