Da Atlantia a Enel in Spagna l’Italia gioca in attacco

E dopo tante indiscrezioni è arrivato per Atlantia il lancio ufficiale dell’offerta pubblica di scambio sul capitale di Abertis. Due delle società specializzate in infrastrutture più importanti in Europa che giocano la carte delle nozze se i soci di Abertis aderiranno all’operazione.

Un’offerta che prevede, infatti, un corrispettivo interamente in denaro pari a 16,50 euro per ciascuna azione Abertis oppure la possibilità per gli azionisti spagnoli di optare, in tutto o in parte, per una “parziale alternativa in azioni”. Una maxi operazione dal controvalore di 16,4 miliardi di euro che rende l’idea della mossa importante per la società italiana controllata dalla famiglia Benetton che tenta quasi il raddoppio visto che la capitalizzazione di Atlantia è di poco superiore ai 20 miliardi di euro.
Da diverso tempo Atlantia ha iniziato un cammino di diversificazione che è iniziato dal cambio di denominazione (prima era “Autostrade per l’Italia” e poi dall’ingresso in altri settori come quello aeroportuale (come con Aeroporti di Roma) e in concessioni autostradali in altri Paesi (Brasile, Cile, Polonia). La trimestrale di Atlantia, presentata proprio ieri, dimostra che il gruppo è in ottima salute, ma che due terzi del fatturato e della redditività derivano dalle concessioni autostradali italiane.

Atlantia e Abertis insieme potrebbero portare sull’altare una presenza in 19 Paesi, con oltre 14mila chilometri di autostrade da gestire e 60 milioni di passeggeri tra Fiumicino, Ciampino e gli aeroporti della Costa Azzurra
In Italia il gruppo Atlantia ha goduto in questi anni di una politica tariffaria regolatoria molto generosa ed è comunque apprezzabile che cerchi di espandersi all’estero potendo diventare il gruppo infrastrutturale autostradale più importante al mondo. E muovendosi questa volta come “predatore” invece che “preda” a distanza di 10 anni da quando invece la fusione Abertis-Autostrade vide il paletto rosso del governo italiano (Prodi-Di Pietro).

Corsi e ricorsi storici perché, sempre 10 anni fa, era Enel a conquistare il controllo del più importante operatore elettrico spagnolo, Endesa. E proprio ieri ENEL (il cui titolo è da diversi mesi in diversi portafogli di SoldiExpert SCF) ha presentato i conti trimestrali che sono leggermente superiori alle previsioni degli analisti e confermano per il 2017 l’attesa di un utile netto di 3,6 miliardi, di un dividendo di 0,21 e un ebitda di 15,5 miliardi di euro.
Risultati che potrebbero a fine anno anche essere migliori delle attese se continueranno, come nel primo trimestre, i tagli dei costi e il buon andamento dell’America Latina e la ripresa dei margini in Spagna.

Di questi argomenti ha parlato Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, durante il consueto collegamento del martedì in diretta con la trasmissione Caffè Affari su CLASS CNBC (canale Sky 507) prima dell’apertura dei mercati.

 

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