ATLANTIA, A RISCHIO I BOND EMESSI PER OLTRE 5 MILIARDI?

Dopo che l’azione ha perso oltre il 25% del proprio valore in una settimana, secondo l’Ufficio Studi di Mediobanca se il Governo togliesse la concessione ad Autostrade per l’Italia senza alcun indennizzo, Atlantia si troverebbe in difficoltà a rimborsare i bond emessi. .

Sulla revoca della concessione senza alcuna contropartita ovvero indennizzo per Autostrade per l’Italia, così martedì il premier Giuseppe Conte in un’intervista al Corriere della Sera

questo governo farà in modo che il concessionario non possa trarre ulteriori vantaggi economici, rispetto a quelli già esorbitanti sin qui ricavati dalla convenzione. Faccio notare che il concessionario non ha neppure sostenuto l’investimento iniziale per costruire le autostrade, gliele ha date lo Stato

L’agenzia di rating S&P ha messo sotto osservazione il debito del gruppo e anche Moody nelle ultime ore ha dichiarato che è pronta al downgrade ovvero il giudizio di affidabilità sul credito. E sarebbe una brutta tegola per il gruppo: alcuni contratti di finanziamento a favore dell’Emittente contengono clausole di rimborso anticipato obbligatorio nei casi, tra l’altro, di declassamento del rating di Autostrade per l’Italia e/o di Atlantia al di sotto di determinate soglie.

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Al momento i bond emessi dal Gruppo pur avendo registrato perdite dal 14 agosto 2018 (il giorno in cui è crollato il ponte di Genova) non scontano scenari apocalittici e valgono fra 90 e 105.

Tre gli scenari al momento ipotizzabili:

  1. Il Governo toglie la concessione ad Autostrade per l’Italia ma gli riconosce l’indennizzo a cui ha diritto perché il Governo non riesce a dimostrare che il concessionario non ha adempiuto ai suoi obblighi. In questo caso il Governo deve pagare una penale (dove le stime divergono in realtà molto) e i sottoscrittori del bond di Atlantia sono al sicuro come quelli di Autostrade per l’Italia (Aspi) che a quel punto si può ipotizzare che venga sostanzialmente nazionalizzata e quindi chi detiene i bond di Aspi è come se avesse dei Btp
  2. il Governo toglie la concessione ad Autostrade per l’Italia ma non paga l’indennizzo. Atlantia si trova in forte difficoltà con conseguenze a catena negative sia sul debito con le banche che con le obbligazionisti
  3. Se le agenzie di rating dovessero dare un taglio all’affidabilità il Gruppo Atlantia e controllate (basta per alcuni contratti di finanziamento stretti con CDP e BEI anche un solo gradino rispetto all’attuale BBB+ per Standard&Poor e Baa1 per Fitch) ci potrebbero essere effetti negativi sulla sua attività, situazione economica, patrimoniale e finanziaria.

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L’esito di un contenzioso con il Governo sarebbe imprevedibile e se anche ora il management di Atlantia dall’ultima cda annuncia il contrattacco e minaccia azioni (contro chi soprattutto nel fronte governativo o politico ha fatto esternazioni o diffuso “notizie sulla società, avendo riguardo al suo status di società quotata, con l’obiettivo di tutelare al meglio il mercato e i risparmiatori”) non si trova in una bella situazione ed è probabile che dovrà scendere a patti con il governo. .

 

Come per esempio, si legge nel prospetto informativo di una delle obbligazioni emesse da Atlantia fra i rischi descritti c’è proprio quello che ora Atlantia si trova ad affrontare “Le convenzioni stipulate con il Concedente comportano l’adempimento di determinate obbligazioni (quali, tra l’altro, la realizzazione di lavori di manutenzione e migliorie sulle autostrade e l’assicurazione del funzionamento di servizi di soccorso autostradali). In caso di inadempimento, la Convenzione Unica di Autostrade per l’Italia e le Altre Convenzioni Italiane prevedono l’applicazione di sanzioni o penali in capo al relativo concessionario. Inoltre, gravi inadempimenti, se non sanati, possono comportare l’avvio, da parte del Concedente, di un procedimento di decadenza della Convenzione Unica o di una delle Altre Convenzioni Italiane. Qualora il procedimento si concluda con la decadenza della rispettiva concessione, il concessionario, ove previsto, avrebbe diritto a un indennizzo. Non si può escludere che, in caso di decadenza o cessazione anticipata di una concessione, la determinazione della misura dell’indennizzo dovuto dal Concedente e il calcolo del maggior danno eventualmente dovuto allo stesso comportino lunghe negoziazioni dall’esito non prevedibile. In tali circostanze, potrebbero verificarsi effetti negativi sulle attività e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

La linea dura tracciata dal Governo sulla concessione autostradale mette il Gruppo Atlantia sotto un’enorme pressione: il rischio, in caso di downgrading da parte delle agenzie di rating, di dover rimborsare anticipatamente finanziamenti per 8,5 miliardi secondo calcoli di Standard & Poor’s. E il potenziale verificarsi di questo evento potrebbe portare il Gruppo su più miti consigli in merito alle richieste del Governo in un momento in cui il profilo di credito di Atlantia è già tirato per l’acquisizione di Abertis in Spagna.

Per i concessionari italiani (e quindi nel settore autostradale anche per il gruppo Gavio con Sias e Autostrada Torino Milano) dopo un periodo in cui tutto filava alla grande ora con il crollo del ponte Morandi a Genova il 14 agosto il vento si è totalmente girato.

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