Per Atlantia (e non solo) si profila un bel taglio alle rendite esagerate

Detto in questi giorni in Italia può sembrare una provocazione ma fra i settori che a livello mondiale in questi anni hanno mostrato di avere un buon andamento con un rischio tutto sommato contenuto c’è quello delle infrastrutture.

Un tipo di investimento che attira gli investitori soprattutto istituzionali (fondi pensione, assicurazioni, fondi sovrani) a caccia di ritorni certi anche se magari più contenuti ma duraturi nel tempo e che puntano su società che costruiscono o gestiscono in concessione aeroporti (come Aeroport de Paris, Fraport a Francoforte, Aena in Spagna), porti, ferrovie, autostrade.

E un tipo di investimento che è diventato alla portata anche di piccoli risparmiatori con la proliferazione di fondi o ETF specializzati per chi vuole puntare su questo settore ma diversificando sia per numero di società che per settori che per Paesi.

Negli ultimi 10 anni l’indice borsistico mondiale del settore delle infrastrutture che riflette l’andamento delle società quotate è raddoppiato di valore e proprio nelle ultime settimane ha superato i propri massimi e si trova in un andamento fortemente positivo come forza relativa e situazione fondamentale.

Una prudenza quella dell’importanza di diversificare (e non essere investiti massicciamente su pochi titoli) che si è dimostrata qualcosa di non solo teorico con quanto è successo in questi giorni sul titolo Atlantia controllato dalla famiglia Benetton (e poi per contagio sui titoli della galassia Gavio) dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova e i fortissimi dubbi che il concessionario abbia ottemperato come doveva alla verifica e manutenzione del viadotto (e non sarebbe il primo caso in cui la società Autostrade è portata in Tribunale con l’accusa di cattiva manutenzione stradale).

Nel settore delle infrastrutture in Italia oggi società come Atlantia e poi Sias e Autostrade Torino Milano (ASTM) del gruppo Gavio (potentissimo in Piemonte e in Liguria a tutti i livelli) sono ora in fase di forte discesa per i rischi che gravano ora nei confronti dei concessionari stradali di revisione delle tariffe e sulle concessioni e sui maggiori impegni di spesa che potranno essere richiesti dopo il crollo del ponte sul viadotto Polcevera a Genova.

Un collasso quello del ponte Morandi che ha evidenziato in modo clamoroso (anche per il largo pubblico) tutta la situazione di relazioni pericolose esistente, situazioni curiose (come quella che abbiamo raccontato ieri qui di una Fondazione bancaria come quella di Cuneo che aveva investito 50 milioni di euro in Atlantia e che merita di essere letta)  e le rendite abnormi (e con pochi impegni veri da mantenere) che in questi decenni vari governi di tutti i colori hanno consentito di incamerare ai concessionari autostradali.

E non solo tramite le concessioni, gli adeguamenti tariffari e i tassi di ritorno riconosciuti dallo Stato ai privati o l’inesistenza di controlli ma anche tramite i lavori che società come Atlantia e Sias hanno potuto fare “in house” (e senza la “modica quantità” come vorrebbe giustamente l’Unione Europea) senza andare a gara d’appalto ma affidando i lavori a società del gruppo in modo da mettere un ulteriore turbo ai profitti.

E si possono leggere report dove questo ribasso dei titoli del settore è dovuto anche “per i maggiori costi da dedicare alla manutenzione” che ora queste società dovranno mettere in conto. Sic.

L’intervista questa mattina a Giuseppe Conte, il Presidente del Consiglio, a Il Corriere della Sera mette alcuni puntini sulle i e merita di essere letta (la trovi qui) comunque la si pensi dal punto di vista politico perchè le parole utilizzate sono quelle di un primo ministro .

Nell’ultima settimana i titoli del settore come Atlantia hanno perso un quarto del valore e anche Sias e ASTM (la vecchia Autostrade Torino Milano) si sono prese una bella legnata.

Le azioni italiane del settore infrastrutture come Atlantia e Sias per lunghissimi anni hanno avuto in Borsa un andamento nettamente superiore all’indice mondiale del settore. Anche oggi dopo il forte ridimensionamento dell’ultima settimana mantengono un extra performance veramente significativa. 

Va ricordato però (un ribasso che è dovuto a un crollo che ha provocato una strage) che nel passato i titoli italiani della famiglia Benetton e Gavio hanno sovraperformato l’indice di riferimento mondiale del settore arrivando perfino a quadriplicare il valore in 10 anni per Sias e triplicare per Atlantia visto che il settore delle concessioni autostradali in Italia veniva considerato una vera e propria gallina dalle uova d’oro grazie agli accordi molto vantaggiosi che queste società erano riuscite a negoziare con lo Stato italiano.

I profitti sono stati enormi in questi anni per le società italiane.  Il settore delle concessioni autostradali, che sono monopoli naturali, ha raggiunto una redditività perfino superiore (un utile prima delle imposte nell’ordine annuale di oltre il 30-40% e perfino del 60% sul fatturato) a quella di aziende del lusso come Moncler o Louis Vuitton.

E la festa a quanto pare è finita o sta finendo. Salvo che il governo attuale non resti più in sella e/o venga disarcionato.

Di questo ed altro ha parlato Salvatore Gaziano, consulente finanziario indipendente e direttore Investimenti di SoldiExpert SCF nel consueto intervento del martedì a “Caffè Affari” su Class CNBC (canale Sky 507) con la conduzione di Irene Elisei.

Clicca sull’immagine sotto per il video di oggi.

Il Blog di SoldiExpert SCF

Cerchi consigli per investire in modo
intelligente i tuoi risparmi?

Affidati ai professionisti della
consulenza finanziaria indipendente di
SoldiExpert SCF

PARLA CON NOI

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo appuntamento telefonico gratuito con uno dei nostri consulenti

PARLA CON NOI