AUTO: LA RIVOLUZIONE E’ ALLE PORTE. PER I PRODUTTORI UN FUTURO DIFFICILE

Quando senti dire che grazie alle auto a guida autonoma i tuoi figli da qui a qualche anno potrebbero non sentire la necessità di possedere un’auto e nemmeno di imparare a guidare, rimanere di stucco è un attimo. Quando poi leggi che secondo ACA Research1 tra il 2020 e il 2030 spariranno negli Stati 203 milioni di veicoli, capisci perchè il settore dell’auto tradizionale è in crisi, e i dazi di Trump alla fine c’entrano ma non solo.

 

 

La rivoluzione epocale del settore la racconta Mark Hawtin, Investment director settore azionario tecnologico di GAM Investments, in un commento sul mercato dell’automotive. “La transizione dall’auto di proprietà alla condivisione del mezzo di trasporto, abbinata alle nuove efficienze del settore, decreterà certamente sia vincitori che vinti – afferma Hawtin – Infatti, la diffusione estremamente rapida di piattaforme di ampia portata mette oggi in discussione i business model tradizionali. Un esempio semplice ma efficace riguarda il fatto che la più grande compagnia di taxi al mondo, nella figura di Uber, non possiede alcun veicolo. I settori economici sono in rapida evoluzione. Il ride sharing, che da solo potrebbe diventare un mercato da 5 mila miliardi di dollari, rientra in un tema più ampio che, a nostro giudizio, ha le potenzialità per diventare uno degli elementi rivoluzionari dagli effetti più rapidi e profondi, ovvero i trasporti in qualità di servizio.”

Se l’auto diventa non più un mezzo ma un servizio, che bisogno c’è di possederne una? “Le società di car sharing o passenger sharing come Uber e Lyft – spiega il gestore di GAM -stanno sottraendo quote di mercato ai modelli tradizionali e sono diventate rapidamente parte della nostra quotidianità, tanto che in alcune lingue il termine “uber” è diventato un verbo e in italiano si parla di “uberizzazione” dei servizi.”

Le auto a guida autonoma di cui le autorità potrebbero approvare l’uso già nel 2021 potrebbero rendere superfluo perfino imparare a guidare l’auto secondo Mark Hawtin. Il cambiamento potrebbe essere epocale e mettere in crisi intere industrie: “Non crediamo di esagerare nell’affermare che questo settore ha le potenzialità per produrre il cambiamento rivoluzionario di più ampia portata a cui abbiamo assistito finora nel campo tecnologico – pronostica il gestore di GAM – anche superiore ai social network o agli smartphone.”

 

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Per chi produce auto si prospettano dolori se queste previsioni si rivelassero azzeccate e tra i gestori non solo di GAM qualcuno evidentemente crede a uno scenario così apocattilico per il settore automotive a vedere la flessione dei titoli in Borsa.

“A nostro giudizio – chiosa Mark Hawtin – saranno le società tradizionali dell’automotive a risentirne maggiormente. Secondo alcune stime, le dimensioni del settore della produzione di automobili potrebbero ridursi da 570 miliardi di dollari nel 2015 a 104 miliardi di dollari nel 2030. E il mercato dell’usato potrebbe sparire del tutto.”

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