AUTOGRILL, ANCHE LA VOGLIA DI ACQUISIZIONI NON CONOSCE SOSTA.

Ha collaborato a questo articolo Emanuele Oggioni, gestore azionario di Saint George Capital Management (gruppo Fondiaria Sai), una società di diritto svizzero con sede a Lugano specializzato nell’asset management

 

 

Nell’immaginario comune Autogrill è soprattutto il luogo per rifocillarsi e fare un break quando si è in autostrada ma nel corso degli anni questa impresa ha subito un profondo ampliamento del proprio business, diventando il primo operatore al mondo nei servizi di ristorazione e retail per chi viaggia.

Non solo cibo e bevande (Food & Beverage) ma anche “Travel Retail & Duty-Free” ovvero con le acquisizioni di Aldeasa, Alpha Group e World Duty Free Europe, Autogrill è diventato uno dei principali operatori mondiali di retail aeroportuale passando dai caffè, dalle pizze e i tramezzini agli articoli di profumeria, cosmetica, liquori, tabacchi e prodotti dolciari.

E così se la ristorazione rappresenta il business storico del gruppo e del mercato della concessione in generale il “travel retail” è diventata la seconda gamba (con un peso del 30% del fatturato) per un gruppo che opera oramai  in 35 Paesi con circa 62.500 dipendenti e gestisce più di 5.300 punti vendita in oltre 1.200 location.

Una diversificazione che ha consentito al gruppo di proprietà della famiglia Benetton di ampliare ben oltre l’Italia il business di questa società presente nei canali tipici del viaggio, le autostrade, gli aeroporti e le stazioni ferroviarie, oltre che nei centri commerciali, nelle fiere, nei musei e nelle città.

Come va il settore e la società?

La diversificazione internazionale, per canali e tipologie di prodotti si è rivelata azzeccata perché in un contesto economico mondiale comunque stagnante (soprattutto in Italia) la società ha mostrato di potersi difendere e crescere come ha indicato l’ultima trimestrale al 30 settembre dove il miglior andamento viene dal canale aeroportuale soprattutto in Nord America e in Gran Bretagna (mentre il canale autostradale soffre soprattutto in Italia causa anche il minor traffico).

Nel terzo trimestre, infatti, i ricavi sono saliti a 1667 milioni di euro (+5,1 che corrispondono a +2,1% a cambi correnti) con una crescita della redditività (233m€, +5,5% vs 3° trimestre 2010, +2,4% a cambi correnti). I ricavi consolidati sono così saliti nei primi 9 mesi del 2011 a 4.322,8m€ ( +4,5% vs i 9 mesi del 2010 +2,5% a cambi correnti), l’Ebitda consolidatoa  483,9m€ (+4,5% vs i 9 mesi del 2010, +2% a cambi correnti) mentre l’utile netto è cresciuto a 125,7m€ contro  i 116,8m€ dei primi 9 mesi del 2010

E in tale situazione l’indebitamento finanziari è sceso di 134 milioni di euro a 1.441 milioni di euro grazie alla forte generazione di cassa.

Tanto che la società in controtendenza rispetta alle imprese del settore parla di alzare la leva per fare acquisizioni sia nel F&B (food and beverage), sia nel T&DF (trade and duty-free) , nel primo caso con piccole acquisizioni mirate, data la solida posizione di leadership mondiale, nel secondo con operazioni di joint venture o partnership non paritetiche, ma a maggioranza Autogrill, con qualche importante operatore del settore (es. Dufry, Nuance, DFS di LVMH), al fine di concentrare ulteriormente la concorrenza.

Dal punto di vista patrimoniale la società ha ancora spazio per indebitarsi visto che il rapporto indebitamento/ebitda 2011 è di 2,4 a fronte di covenant < 3,5x, mentre l’interest coverage è di circa 8x a fronte di covenant > 4,5x.

Il costo del debito 12E è stimato intorno al  5,6% grazie alle coperture e alle linee di credito in essere, che permettono di fare acquisizioni per almeno € 800 mn senza chiedere nuovi finanziamenti (quindi a condizioni diverse e peggiori rispetto a quelle attuali); il grosso rifinanziamento del debito è in scadenza solo nel 2016. La generazione di free cash flow media annua nel periodo 11-12E è di almeno € 200 mn, per un FCF yield corrente dell11%.

Le assunzioni sul 2012 sono per una crescita del 3-4% per il business aeroportuale (65% sales) per il F&B e anche superiore per il T&DF, mentre l’outlook è positivo anche per il turismo in UK (Olimpiadi di Londra) e in Spagna, visto il permanere delle turbolenze in Egitto, mentre è negativo del 2% per l’Italia (stima di traffico autostradale). L’Italia, ai 9M11, vale il 23% dei ricavi e il 22%dell’Ebitda.

Infine, l’impatto del cambio €/$ è sempre sovrastimato dal mercato: se il dollaro si apprezzasse del 10%, il beneficio sugli utili sarebbe solo del 3/4%, e viceversa.

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