Su Anima Holding si gioca il risiko del risparmio gestito. Telecom Italia va giù.

Il risparmio gestito degli italiani è la gallina dalle uova d’oro e l’ennesima conferma arriva dai rumors di mercato che vedono il gruppo Anima Holding, le cui azioni sono quotate a Piazza Affari, diventare il crocevia di un nuovo possibile polo del risparmio gestito italiano dietro a Generali, Intesa SanPaolo e a insidiare il terzo posto attualmente detenuto dal gruppo Pioneer-Amundi.

Grandi manovre sul risparmio degli italiani. Anima Holding e Banca Mediolanum corrono con i PIR

Al mercato l’operazione di consolidamento che potrebbe passare inizialmente dalla cessione di Aletti Gestielle da parte di Banco BPM ad Anima Holding e poi il successivo coinvolgimento di Poste Italiane (con la controllata BancoPosta Fondi) e magari pure della Cassa Depositi e Prestiti piace tanto che ieri il titolo Anima Holding è salito di oltre il 6%. E ne siamo lieti pure noi visto che il titolo Anima Holding è entrato proprio nella scorsa settimana in diversi nostri portafogli azionari italiani.

E ieri per i titoli del risparmio gestito è stata in verità una mezza festa spinti all’insù dai dati positivi della raccolta trainata soprattutto dai fondi legati ai Piani Individuali di Risparmio come è accaduto per Banca Mediolanum che prevede nel 2017 di raccogliere 5 miliardi di euro a colpi di 400 milioni di euro al mese grazie soprattutto all’effetto PIR. Che per i conti delle società del risparmio gestito significano profitti a go go (grazie a commissioni elevate su tutti i fronti) e soprattutto stabili dato che il periodo di detenzione minimo di questi prodotti sarà di almeno 5 anni. Musica per Ennio Doris & il figlio che possono così continuare ad avere una redditività ottima nonostante un quadro regolatorio europeo che teoricamente con l’introduzione della Mifid2 a partire dal 3 gennaio 2018 dovrebbe significare per tutte le società del settore (e in particolare per quelle che distribuiscono soprattutto prodotti della casa) maggiori difficoltà nel fare profitti poiché al sottoscrittore dovrà essere resa pienamente trasparente la struttura dei costi dei fondi consigliata e occorrerà anche saper giustificare perché si consiglia proprio il fondo della casa e non un altro se quello suggerito è una “fetecchia”. O almeno questo sarebbe lo spirito della direttiva europea che in Italia in queste settimane in Parlamento in commissione Finanze al Senato e alla Camera si sta cercando di addolcire soprattutto per quanto riguarda il mercato della distribuzione e della consulenza finanziaria che secondo l’orientamento finale dei parlamentari (il governo ora deve entro il 3 agosto dire la sua) deve essere sostanzialmente solo di matrice bancaria, vietando ai consulenti finanziari indipendenti di svolgere attività fuori sede (ne avevamo parlato qui).

Su Telecom Italia la cura Cattaneo funziona sui bilanci ma in Borsa no

L’altro tema rilevante della giornata di ieri è stato il nuovo tonfo di Telecom Italia il cui amministratore delegato Flavio Cattaneo è visto in possibile uscita per dissidi con la proprietà, i francesi di Vivendi.

Da quando a fine marzo 2016 ha preso il comando Flavio Cattaneo ha dimostrato piglio e capacità di ristrutturazione (e anche ottima capacità di negoziazione visto che nel primo anno scarso di sua gestione ha portato a casa una “busta paga” di quasi 15 milioni di euro), tagliando oltre 400 milioni di euro di costi.

Ma il titolo da 1 euro è sceso sotto 0,8 (-20%) con un andamento nettamente peggiore del settore di riferimento e stanno giocando negativamente le tensioni del management Tim col governo per quanto riguarda la concorrenza di Open Fiber, società partecipata alla pari dal Gruppo CDP ed Enel nella banda larga e l’azionista francese Vivendi (già impegnato nella battaglia su Mediaset) sembra non mostrare un grandissimo feeling con l’ambizioso top manager.

La società comunque sembra patire oltre a queste voci (smentite dalle parti) la concorrenza sempre più forte sul mobile oltre che sulla banda larga.

Su questi temi è intervenuto Salvatore Gaziano, responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, durante il consueto collegamento con Caffè Affari su Class CNBC (canale 507 su Sky) condotta da Carmelo Caggia.

Cliccando sull’immagine sotto è possibile vedere il video dell’intervento di oggi.

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