CAPIRE IL FUTURO? MA QUALE PHARMA E TECH… BISOGNA OSSERVARE L’ANDAMENTO DEI GUANTI IN LATEX

Quali sono le migliori azioni in Borsa e i vincitori del primo semestre 2020 per effetto soprattutto pandemia? Pensate magari a Tesla (+250 %), Zoom (+ 150%) , Amazon (+ 60%) ?
O a settori che hanno a che fare con tech, high-tech o sanitario. Comparti come la biotecnologia e la scoperta dei vaccini, la tecnologia medica, i semiconduttori, la cyber-security, le materie prime innovative o il caro (e sempre più caro) e vecchio oro?

Siete fuori strada. Bravi ma non bravissimi.

Per scovare il vincitore assoluto bisogna salpare per la Malesia come in un viaggio di Emilio Salgari e incontrare la perla di Labuan dei mercati azionari mondiali nel listino di Kuala Lumpur.

L’azione top mondiale si chiama Top Glove (nome omen) e le quotazioni hanno raggiunto un record storico a fine semestre 2020. Le azioni di questa società sono arrivate a salire da inizio anno di oltre il 422%, diventando così il best performer dell’indice azionario MSCI Asia Pacific. E anche il suo concorrente Supermax, che non fa parte dell’indice azionario, ha visto un aumento del prezzo delle sue azioni, restituendo oltre il 1.000% in 7 mesi di guadagni agli investitori. E sempre nel listino malese si sarebbe potuto investire sulla Rubber Industries, cresciute di quasi il 250% nello stesso periodo.

Questi 3 leader del settore hanno visto aumentare la loro capitalizzazione di mercato di oltre 22 miliardi di euro. Di cosa si occupano queste società quotate alla borsa malese? Guanti in lattice. Che a differenza di quello delle mascherine è un mercato dominato da pochi produttori.
E che hanno visto decuplicare gli ordini per effetto della pandemia quando le autorità di mezzo mondo hanno iniziato a consigliare a miliardi di persone (e non solo al personale medico) di dotarsi precauzionalmente di mascherine e guanti come primo protocollo sanitario assolutamente raccomandato.

 

 

I tre grandi produttori di guanti in lattice della Malesia, che riforniscono i due terzi dei guanti medicali di tutto il mondo, hanno così beneficiato dell’esplosione della domanda legata alla crisi causata dal Covid-19.

E anche le azioni dello stesso settore, sempre quotate alla borsa malese, Supermax e Kossan Rubbe, sono cresciute così tanto in termini di capitalizzazione che hanno buone probabilità di entrare nell’indice MSCI Malaysia. Secondo l’agenzia stampa finanziaria Bloomberg, un ringgit (la valuta malese) su dieci investito nel mercato azionario locale. è oggi direttamente collegato ai guanti in lattice; un peso paragonabile a quello dei semiconduttori nelle borse sudcoreane e taiwanesi.

E grazie a questo fenomeno legato al Covid-19, la Malesia sta vedendo crescere rapidamente il suo numero di miliardari. Secondo la rivista “Forbes”, dei circa 2.000 miliardari identificati nel mondo, almeno quattro provengono da questo paese, e oggi tutti hanno fatto fortuna con questo accessorio essenziale. Thai Kim Sim, fondatore di Supermax (nel passato condannato a 5 anni per insider trading per aver dato una “soffiata” a un broker), ha visto in questi mesi la sua fortuna personale raggiungere il miliardo di dollari, grazie all’esplosione del suo titolo in borsa.

Fra gli ultimi neo miliardari Wong Teek Son, che ha co-fondato la Riverstone Holdings Ltd. Negli anni ’80 dopo aver lavorato come chimico ricercatore, Wong Teek Son il mese scorso è diventato il quinto miliardario nel paese a produrre guanti. Ora vale 1,2 miliardi di dollari poiché le azioni della sua azienda sono aumentate di quasi sei volte dal minimo di marzo, grazie alla crescente domanda di prodotti protettivi durante la pandemia di coronavirus.
Il nemico di questi neo-miliardari e delle società che producono guanti in lattice è (inutile dirlo) è il vaccino contro il Covid-19.

Tutte queste società la settimana scorsa sono state martellate dalle vendite (con discese a 2 cifre) quando il presidente della Russia ha detto che la sua nazione aveva autorizzato l’uso del primo vaccino Covid-19 al mondo , mentre Moderna Inc. e Johnson & Johnson stipulavano accordi negli Stati Uniti.

Riverstone ha una capacità produttiva annuale di circa 9 miliardi di guanti, secondo il suo ultimo rapporto annuale. Il suo profitto è più che raddoppiato a 137,5 milioni di ringgit nella prima metà dell’anno.

“È diventato una nuova norma indossare guanti per vari scopi, compresi quelli medici e al dettaglio, e l’uso elevato andrà a beneficio dei loro produttori a lungo termine – ha dichiarato Walter Aw, analista di CGS-CIMB Research – Supermax è una storia molto interessante. Produce il proprio marchio, mentre altri sono principalmente fornitori “.

E fa parte della “Malaysia’s Richest List” anche Tan Srl Lim Wee Chai (figlio di proprietari e commercianti di piantagioni di gomma), fondatore e presidente di Top Glove, che non è nuovo alle crisi sanitarie. Durante i suoi tre decenni di carica la sua compagnia ha risposto all’epidemia di H1N1, alle epidemie di Sars ed Ebola e all’epidemia di HIV / AIDS. La società, con sede a Kuala Lumpur, rappresenta il 26% del mercato globale dei guanti di gomma e la sua fortuna è stimata in 2,5 miliari di dollari.

 

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Nelle scorse settimane gli Stati Uniti hanno però vietato dopo la messa in onda di un’inchiesta giornalistica dell’emittente britannica Channel 4 News, l’importazione di diverse linee di guanti proprio di Top Glove per questioni umanitarie. Sono state denunciate pratiche di lavoro forzato attuate in alcuni stabilimenti di questa società in Malesia secondo il “ban” dello US Customs and Border Protection (CBP).

L’industria dei guanti di gomma della Malesia è sempre più oggetto di preoccupazione internazionale per molteplici segnalazioni di lavoro forzato e sfruttamento dei lavoratori migranti provenienti da Bangladesh, Myanmar e Nepal. Quasi 11mila dei 13mila dipendenti complessivamente impiegati negli stabilimenti di Top Glove in Malesia sono, infatti, immigrati.

Migranti spesso alloggiati in ostelli angusti e squallidi gestiti dalle aziende malesi che li ingaggiano, pagandoli al salario minimo: circa 1,08 dollari l’ora che salgono a 1,5 con gli straordinari (spesso non pagati).

Uno specialista indipendente per i diritti dei lavoratori migranti, Andy Hall, ha spiegato che il lavoro straniero forzato nell’industria dei guanti della Malesia può essere affrontato e ridotto solo quando le spese di assunzione e i costi relativi, che trattengono tali lavoratori in schiavitù del debito, saranno completamente rimborsati.
Molti lavoratori di queste società che scappano dai loro Paesi in cerca di lavoro, hanno pagato commissioni di assunzione esorbitanti fino a 5.000 dollari USA agli agenti nei loro paesi di origine, lasciandoli in una schiavitù del debito.

Dopo il rinvio al ribasso delle azioni Top Glove dopo la messa in onda dell’inchiesta televisiva di Channel 4 e i provvedimenti di blocco delle importazioni Usa, la società malese era tornata comunque a salire e sfondare i massimi borsistici storici. Il management ha affermato che alcune cose denunciate avvenivano a “sua insaputa” e di aver già risolto i principali problemi riscontrati dall’emittente televisiva, a cominciare dal rimborso di una serie di “tariffe di assunzione” che i dipendenti affermano di aver pagato in passato.

Nel 2017 la stessa Top Glove aveva annunciato di puntare massicciamente a livello mondiale anche al mercato dei preservativi “dove la redditività è ben superiore rispetta a quella dei guanti” ma la pandemia ha riportato in auge ora il tradizionale “core business” con la domanda che ha fatto balzare in modo incredibile la domanda e i prezzi degli accessori per le mani.

Un’altra società beneficiaria dell’esplosione della domanda è Sri Trang Gloves, il più grande produttore thailandese di guanti di gomma, che si è quotato il 2 luglio 2020 alla borsa di Bangkok, raccogliendo 480 milioni di dollari. Nel primo giorno di quotazione le azioni sono salite del 78% e quest’anno la società prevede di quintiplicare gli utili e destinare quanto raccolto con l’Ipo per raddoppiare la capacità produttiva nei prossimi 5-6 anni.

Previsioni molto positive vengono rilasciate anche dalla malese leader mondiale del settore Top Glove il cui direttore esecutivo ha dichiarato in un briefing agli analisti ripreso dall’agenzia Bloomberg che “il meglio deve ancora venire poiché la società prevede prestazioni più spettacolari nei prossimi mesi nella vendita di guanti”.

Nel film premiato con l’Oscar nel 1968 “Il laureato” un ricco amico di famiglia al giovane Benjamin (interpretato da un Dustin Hoffman agli esordi) consigliava: “Il futuro è nella plastica”. Non si era forse sbagliato di molto. E’ nel latex?

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