Investire in azioni, ora è troppo tardi? Cosa guardare e perchè non fidarsi dei guru e delle previsioni è meglio per i tuoi soldi.

I mercati azionari rispecchiano le previsioni degli utili societari. Ecco come si stanno muovendo nel contesto attuale

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“E’ Natale oggi?” si chiedeva anni fa l’idolo del calcio Franz Beckenbauer, il Kaiser, in uno spot molto popolare in Germania di una compagnia telefonica mobile tedesca.

A vedere le quotazioni di molti indici borsistici sembrerebbe di sì con molti mercati ai massimi storici e alcuni europei come quello italiano, per esempio, su livelli che non si vedevano dal gennaio 2008, 9 mesi prima del fallimento della Lehman Brothers e ben prima che fosse eletto Barack Obama 44° presidente degli Stati Uniti d’America.

Che sta succedendo? In queste settimane abbiamo affrontato il tema con i nostri clienti in diversi webinar dedicati e abbiamo fatto vedere le valutazioni attuali molto generose se si guarda alla campagna utili 2020, ma non così fuori dal mondo e poco più alte della media storica come fasce se si guarda alle previsioni utili 2021 e 2022.

Se lo scorso anno abbiamo infatti visto la “siccità” di utili (e crolli di fatturato) più assoluta in molti settori e comparti, quest’anno si assisterà a una rimonta talvolta spettacolare in diversi Paesi e comparti.

E’ bene sempre ricordare che i mercati si muovono sulle aspettative e, di norma, l’andamento dei mercati azionari rispecchia quello degli utili societari.

E ovviamente ragionano sugli utili futuri e non su quelli passati.

 

L'andamento dei mercati azionari rispecchia quello delle previsioni degli utili societari

 

Inoltre, di norma, a tassi d’interesse bassi corrispondono valutazioni più elevate delle azioni, perché tra acquistare un’obbligazione che rende lo 0,5% l’anno e comprare una società con un rapporto prezzo/utile di 25 (il cui inverso ovvero 1 diviso 25 significa che quella società produce un utile del 4% in un anno sull’attuale capitalizzazione borsistica) molti investitori trovano più attraente preferire l’azionario all’obbligazionario e la cosa è anche abbastanza sensata.

I profeti dell’Apocalisse prima o poi avranno certo ragione, perché, come si dice, anche un orologio rotto 2 volte al giorno segna l’ora giusta e chi investe e non è di primo pelo sa che cercare di capire dove si trovano i minimi e i massimi dei mercati assomiglia molto a quello che alcuni Alchimisti portavano avanti molto tempo fa come ricerca per trasformare il piombo in oro.

Niente ora sembra scuotere i mercati azionari. Dalle difficoltà della campagna vaccinazioni ai nuovi focolai nel mondo, dalla crisi del cargo di Suez alla leva da paura di alcuni hedge fund finanziati allegramente e crollati in poche ore, dalla paura dell’inflazione alle valutazioni stratosferiche di alcuni titoli e comparti.

Nonostante i pericoli per la prosperità, i mercati azionari hanno finora mantenuto livelli record e tutto potrà restare idilliaco come sempre fino a quando non arriveranno delle sonore delusioni sul fronte degli utili previsti da parte delle aziende.

Se non cercate la pietra filosofale, meglio concentrarvi su aspetti più importanti come la selezione degli strumenti, il costo dei prodotti, la diversificazione degli asset in portafoglio e delle strategie, l’orizzonte temporale dei vostri investimenti e obiettivi.

 

 

Quello che cerchiamo di fare con la nostra consulenza che non segue il filone “guru” e “profeti dei mercati che andranno solo su o giù”.

E, in proposito, vi voglio oggi fare una confessione. Un anno e qualche giorno fa mi scambiai alcune email con uno dei più celebri esperti di Borsa statunitensi che vedono nero da diversi decenni, il professore di economia presso la Southern Methodist University di Dallas, Ravi Batra. Alcuni suoi libri negli anni ’80 e ’90 sono stati dei best seller mondiali e fra le previsioni c’è da sempre quella di un ciclo depressivo mondiale, la caduta dell’impero americano, le crescenti diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza mondiale, il boom del debito privato e pubblico, la corruzione imperante delle élite mondiali, le politiche monetarie “frodatorie” attuate dai governatori della Fed e via discorrendo.

Uno dei best seller mondiali dell'economista Ravi Batra

Mi inviò in anteprima un suo lavoro in corso di pubblicazione la cui risposta a quello che stava accadendo nel mese di marzo 2020 (quando i mercati stavano già crollando del -30-40%) era abbastanza inequivocabile.

Il peggio doveva ancora venire. La bolla era appena scoppiata ed eravamo, secondo Ravi Batra, al “si salvi chi può”.

Stampai e lessi con attenzione il suo paper che, in realtà, non era molto diverso (anche se come al solito ineccepibile dal punto di vista logico) da altri suoi che avevo letto negli ultimi 35 anni e decisi di non farne nulla e non andare avanti nemmeno con l’intervista.

Una vocina interna mi diceva che dare spazio chi vede solo nero (come a chi vede solo “rosa”) sarebbe stata una pessima idea perché c’è chi crede nei “profeti” (chi semina paura sa che troverà sempre un pubblico affezionato di persone che amano questo genere di storie) ma il mondo è invece terribilmente e fantasticamente più complesso.

Passò solo qualche giorno da questo scambio di email e la Fed, la banca centrale statunitense, annunciò una serie di interventi che riportarono la fiducia sui mercati facendoli salire dai minimi di marzo 2000 per portarli ai massimi storici attuali con una delle risalite più spettacolari degli ultimi 50 anni.

Il professore Ravi Batra è comunque una persona di spirito e qualche tempo fa ha accettato di essere insignito del Premio Ig Nobel – una parodia del Premio Nobel – “per le sue previsioni incredibilmente scarse” e in particolare nella motivazione è stato scritto “per aver venduto tante copie dei suoi libri da essere riuscito a prevenire, senza alcun aiuto, il collasso economico mondiale”.

Come dice Warren Buffett (investitore fra quelli di maggior successo della storia): “Le previsioni possono dirti molto sul carattere di chi le fa; ma non ti dicono nulla sul futuro”.

Stai bene ed investi bene,

Salvatore Gaziano di SoldiExpert SCF
Responsabile Strategie d’Investimento SoldiExpert SCF