Titoli farmaceutici e azioni Pfizer oggi: una buona medicina per l’investitore paziente

Moderna e le azioni Biontech crollano in Borsa, Pfizer alza le stime di vendita e tiene, ma i farmaceutici hanno ancora molte sfide e opportunità da cogliere. Ecco quali

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In questo periodo in cui le Borse sono sulle montagne russe anzi ucraine, sottovalutiamo le notizie magari positive. Se fosse vero quanto dichiarato dall’OMS che il peggio di questa pandemia da Covid-19 è quasi dietro le spalle, seppure la nuova variante Omicron potrebbe fino a marzo contagiare metà degli europei, si direbbe che c’è una luce in fondo al tunnel.

E anche secondo Jean-François Delfraissy, presidente del consiglio scientifico in Francia, “possiamo immaginare di trascorrere la primavera in condizioni non troppo cattive. Ci sarà sicuramente qualcosa in autunno ma tutto dipenderà dal tipo di variante. Certo se fosse di nuovo trasmissibile e grave, saremmo di nuovo in una situazione molto noiosa“.

I titoli quotati del settore farmaceutico, come le azioni Pfizer, o Moderna o Biontech continueranno a essere interessanti finita la pandemia o sono una stella al tramonto? Facciamo una panoramica delle azioni quotate in Borsa impegnate nella produzione di vaccini.

 

Azioni Biontech: insieme a Moderna il titolo più penalizzato

 

E fra i titoli che hanno visto le quotazioni maggiormente arretrare negli ultimi mesi ci sono quelli dei produttori n.1 dei vaccini con tecnologia a RNA messaggero, ovvero Moderna e le azioni BioNTech (il fornitore di Pfizer) con quotazioni dimezzate nonostante la quarta e quinta ondata di Covid-19 in tutto il mondo e anche nei posti più sperduti (Samoa e le Isole Salomone sono entrate in lockdown in questi giorni). Perché le azioni Biontech: insieme a Moderna sono il titolo più penalizzato? Che cosa sta succedendo?

Cresce la concorrenza con l’approvazione di nuovi medicinali anti-Covid e, inoltre, le vendite di vaccini di società come Moderna negli ultimi mesi sono uscite ridimensionate rispetto alle previsioni che questa società aveva formulato, condizionate anche da problemi di produzione e approvvigionamento.
In Borsa il titolo negli ultimi sei mesi è stato molto penalizzato insieme alle azioni Biontech che hanno perso nell’ultimo mese oltre un terzo del proprio valore (-36%).

 

 

Tengono le azioni Pfizer: alzate le previsioni di vendita

 

Pfizer è riuscita invece ad alzare le previsioni di vendita e nelle scorse settimane ha dichiarato di aspettarsi che le vendite del vaccino COVID-19 sviluppato con il partner tedesco BioNTech nel 2021 raggiungeranno i 36 miliardi di dollari e prevede altri 29 miliardi di dollari nel 2022. Le azioni Pfizer hanno tenuto più delle azioni Biontech perdendo il 10% del proprio valore nell’ultimo mese.

 

Grafico andamento in Borsa azioni Pfizer Moderna Biontech

 

La pandemia è ancora una eccezionale fonte di business. Nel 2022 si stima che vaccini e pillole anti-Covid varranno 80 miliardi di dollari con il decollo delle pillole antivirali.

Ma l’industria farmaceutica, non è solo cure contro il Covid-19 ma molto più ampia e diversificata e sono tantissimi i fronti in cui è impegnata per prevenire o curare le malattie (anche per effetto dell’invecchiamento della popolazione mondiale) e chi vuole investire in questo settore non dovrebbe guardare solo al Covid-19 come unico fattore d’acquisto e di scelta.

 

Le azioni di Big Pharma: sono ancora interessanti?

 

Le sfide e le opportunità per l’industria sono ancora molte.

Non esiste solo il Coronavirus e negli ultimi 2 anni in Germania, se i decessi attribuiti a questo virus sono stati 115.000 (140.000 in Italia), è stato calcolato recentemente che sono stati di circa 1,9 milioni per altre cause. E la maggior parte per malattie cardiovascolari, che sono responsabili di un terzo di tutti i decessi, seguite da tumori tra le cause di morte con una stima di 460.000 decessi dall’inizio del 2020.

Il numero di malati di cancro è poi in costante aumento e, secondo uno studio pubblicato di recente dalla Washington University, il numero di nuovi casi in tutto il mondo è aumentato dal 2010 al 2019 di un buon quarto a quasi 24 milioni nonostante i progressi dell’industria farmaceutica.

E a lungo termine, la terapia del cancro rimarrà una delle sfide centrali per la ricerca e lo sviluppo nell’industria farmaceutica.

In molti Paesi, per effetto del Covid, i trattamenti sono stati posticipati e le visite mediche preventive sono state evitate dai pazienti. E secondo società importanti del settore come Bristol-Myers Squibb, il numero di diagnosi è attualmente ancora al di sotto del livello pre-crisi.

E le altre patologie cresciute a dismisura in questi ultimi anni non si contano come, per esempio, l’obesità che sta diventando un’altra “epidemia globale” tanto che oggi, secondo diversi scienziati, muoiono più persone per il sovrappeso che per la malnutrizione.

Si stima che tra il 1975 e il 2016, la percentuale di persone obese è quasi triplicata a livello globale e il sovrappeso colpisce ora più di un adulto su tre.

 

Oltre (e grazie) al Covid per i titoli farmaceutici c’è di più

 

All’ombra del coronavirus molte grandi aziende farmaceutiche hanno ulteriormente ampliato la loro ricerca, alleanze biotecnologiche e acquisizioni e non è solo il Covid-19 il fattore trainante di questo settore.

Dove è lecito attendersi una serie di spin off con alcune società farmaceutiche molto grandi che cercheranno di far emergere il valore nascosto scorporando delle divisioni e investimenti sempre più forti nelle tecnologie innovative anche attraverso acquisizioni.

Nella mia attività di consulente finanziario indipendente valuto, quindi, il settore farmaceutico interessante non per una mosconata, ma come parte equilibrata di un investimento diversificato (non concentrato su pochissimi titoli mono patologia) e di lungo periodo in base alla propria propensione al rischio.

E se si guarda all’andamento, in questi anni il rapporto rischio rendimento è stato decisamente interessante con una crescita media annua delle azioni sanitarie e farmaceutiche dell’11% contro l’8% dell’indice azionario mondiale, con una volatilità inferiore (-21% nel 2008 contro il -40% dell’azionario globale).

Una discreta medicina (da prendere in modica quantità, conoscendo le avvertenze e le proprie allergie) per gli investitori pazienti.

 

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