AZIONI (IMPOPOLARI): DA BARI A RAGUSA NON SE NE ESCE. ECCO PERCHE’ ED E’ BENE STARE SEMPRE IN ALLERTA QUANDO VI PARLANO DI INVESTIMENTI SICURI

Anche gli azionisti delle banche popolari si inc…..no verrebbe da dire vedendo quanti casi di risparmio tradito si sono verificati da Nord (con Popolare Vicenza e Veneto Banca) al Centro (Carichieti, Banca Marche, Popolare Etruria, Cariferrara) e a Sud (Banca Popolare di Bari e Ragusa e non solo).

Il copione in tutti casi si ripete: la banca popolare emette azioni non quotate e le colloca ai propri correntisti. Per tanti anni sembra una pacchia: le azioni di queste banche sembrano immuni dai ribassi che colpiscono i titoli quotati.

Dal 2007 al 2014 (nonostante il fallimento della banca d’affari americana Lehman Brothers il 15 settembre 2008 che provoca una crisi finanziaria mondiale) le banche europee quotate perdono il 70% del proprio valore. Le azioni della Popolare di Vicenza invece vanno solo su passando da 58 euro a 62,5 e distribuendo anche il dividendo nel 2007, 2008, 2009, 2010.

Chi compra in quegli anni le azioni delle banche popolari non quotate vince, chi investe nelle banche in Borsa perde di brutto. Lo sanno bene tutti coloro che hanno comprato nel 2007 e successivamente azioni di Unicredit o Intesa Sanpaolo per non dire MPS. Dal 2007 al 2014 mentre il prezzo delle azioni della Popolare di Vicenza sale, chi investe nelle banche quotate perde a bocca di barile.

 

 

 

In quegli anni quello delle azioni delle banche non quotate sembra un Eldorado: non solo il valore delle azioni non scende ma alcune distribuiscono anche i dividendi. Allo sportello i dipendenti non fanno che magnificarne le sorti e collocarle ai correntisti. E i clienti continuano ad aumentare l’esposizione sottoscrivendo nuovi aumenti di capitale.

 

 

Ad agosto del 2013 (https://soldiexpert.com/moneyreport/azioni-banche-non-quotate-veneto-banca-popolare-vicenza/9939/) e anche nell’ottobre del 2014 SoldiExpert SCF dedica un’inchiesta (che potete leggere qui https://soldiexpert.com/moneyreport/azionista-di-banca-non-quotata-ahi-ahi-ahi-prima-parte/13092) alle azioni delle banche non quotate, analizzandone i bilanci e mostrando che i prezzi di quei titoli sono gonfiati.

Nel 2014 Popolare Vicenza svaluta il prezzo delle sue azioni, nel 2016 segue la Popolare di Bari. Le magnifiche sorti e progressive delle azioni non quotate delle banche popolari da Nord al Centro al Sud si rompe. E per gli azionisti iniziano i dolori. Chi vuol vendere anche se è disposto ad accettare una perdita sostanziale non può farlo: perché quelle azioni non hanno un mercato di sbocco di fatto.

Ancora oggi molti risparmiatori italiani hanno in mano azioni di banche popolari non quotate che non possono vendere e hanno i propri soldi congelati e non si sa per quanto.

 

Archiviato al Nord il caso delle venete, con il contestato ristoro da parte del Governo agli azionisti del 30% di quanto investito in possesso di determinati requisiti, al Sud i casi di Banca Popolare Bari e Ragusa e di altre numerose banche locali o regionali rimangono irrisolti. Anche se, analizzando i numeri, come sempre c’è chi sta peggio e chi sta meglio, in prospettiva, tra gli azionisti.

Come spiega in questa intervista analizzando i bilanci delle due banche Salvatore Gaziano, Direttore Investimenti di SoldiExpert SCF, che analisi fondamentale alla mano fa il punto della situazione con Marco Girardo Direttore Economia di Avvenire e conduttore della trasmissione InBlu L’Economia.

 

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Con un avviso importante ai naviganti e ai risparmiatori: “se pensate che questo argomento non vi interessi perché non avete sottoscritto azioni di banche non quotate attenti! In realtà quello delle azioni di banche non quotate è solo uno dei tanti episodi di collocamento selvaggio allo sportello di prodotti e strumenti finanziari o para-finanziari farciti di super costi palesi e occulti e talvolta illiquidi (si pensi anche ai cosiddetti diamanti d’investimento). Purtroppo ci sono fondate ragioni nel ritenere che la spinta commerciale più aggressiva da parte di buona parte del sistema bancario è ben lungi dall’essere esaurita e quindi è bene stare sempre in allerta. E non fidarsi ciecamente soprattutto dei prodotti che vengono venduti come sicuri… Diffidate di chi vi parla di rendimenti e di sicurezza e non di rischi che sono invece sempre presenti anche negli investimenti considerati più tranquilli, compreso tenere i soldi sul conto corrente senza fare nulla”.

 

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