Banca Carige salvata in extremis dalle altre banche. Ora siamo fuori pericolo?

Non c’è pace a Genova e dopo lo schianto del ponte Polcevera e la tragica fine di 43 vittime innocenti sulla città (e non solo) la corsa contro il tempo per evitare la messa in risoluzione di Banca Carige ha trovato una soluzione provvisoria che permette se non altro di comprare un po’ di tempo ed evitare la corsa agli sportelli per ritirare i depositi (il cosiddetto “bank run”), l’intervento del Fondo Interbancario di Tutela Depositi e la chiamata in soccorso di tutte le banche italiane.

Ci sarebbero stati da “proteggere” 9 miliardi di euro depositi sotto i 100.000 euro di quasi 1 milione di correntisti Carige e per evitare questa situazione che avrebbe travolto il sistema bancario si è deciso di fare una colletta molto più economica da “soli” 300 milioni di euro che le banche italiane (ma non tutte) si impegnano a versare per evitare che la situazione possa sfuggire di mano.

Tirare fuori poco più di 300 milioni di euro tramite una costola del Fidt per sottoscrivere un bond subordinato convertibile, permettere a tutti di passare il Santo Natale per mangiare panettone, pandoro o pandolce (specialità ligure) , varare un aumento a inizio anno e sperare di “sposare” con il nuovo anno questa banca disgraziata che dall’epopea di Giovanni Berneschi (ex vice presidente dell’Abi e poi sotto processo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e riciclaggio e falso e attualmente condannato in appello a 8 anni e 7 mesi) a oggi ha visto le quotazioni in Borsa perdere oltre il -99,8%. Solo Monte dei Paschi di Siena al mondo ha fatto peggio nello stesso periodo e non c’è da esserne fieri.

Di questo ha parlato stamane Salvatore Gaziano, consulente finanziario indipendente e responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, durante il consueto collegamento con “Caffè Affari” su Class CNBC (canale Sky 507) condotto in studio da Adolfo Valente.

Carige, la banca genovese da anni in gravi difficoltà, sarà salvata dalle altre banche italiane che acquisteranno un’obbligazione Carige da 320 milioni di euro che potrà essere in futuro convertita in azioni. Pietro Modiano, ultimo presidente della banca, ha definito l’operazione «solidarietà di mercato».

Per chi si fosse perso le ultime puntate su Carige da mesi Bruxelles (e l’EBA, l’organo di vigilanza bancaria dell’Unione europea) dall’esame dei conti aveva già espresso il verdetto: senza un rafforzamento patrimoniale la banca non possiede i requisiti per stare in piedi.

Un avvertimento questa volta a termine che poteva concludersi solo o con un rafforzamento oppure con l’avvio della procedura di “bail in” per la banca genovese.

Dopo anni di attesa di un “cavaliere bianco” e dopo piani industriali molto ottimisti e un azionista di riferimento, la famiglia Malacalza, che si è cacciata in un affare troppo grande pensando magari di fare una “mosconata” come aveva fatto con Camfin/Pirelli e ne è stata finanziariamente se non travolta sicuramente coinvolta perché il detto “anche le volpi troppo astute finiscono in pellicceria” ha probabilmente un suo fondo di verità. E maneggiare quote di banche è peggio della dinamite e pochissimi imprenditori italiani ne sono usciti nel tempo senza le ossa pesantemente ammaccate tranne rarissime eccezioni (come i Maramotti per esempio azionisti di Credito Emiliano che hanno detto niet a questa operazione di salvataggio di sistema come avevano già fatto con il fondo Atlante).

Questa mattina il titolo Carige a Piazza Affari è sospeso per eccesso di ribasso perché quello “teorico” sarebbe di oltre il -67% (ore 13 del 13 novembre 2018).

Banche italiane, Kaputt

Che poi il ribasso di Carige parte da lontano e ricorda molto da vicino quello di un’altra banca italiana, Monte dei Paschi di Siena come si può vedere nel grafico sottostante.

La palma per il peggior titolo va a MPS che nel periodo 13/11/2006-13/11/2018 vede il valore delle azioni perdere il -99,98% contro il 99,88% di CARIGE Banca (non si tiene conto in questo conto della serva il valore dei dividendi eventualmente staccato ma il crollo rende sicuramente l’idea del disastro del sistema bancario italiano).

Questa mattina il titolo Carige è sospeso per eccesso di ribasso e ha un valore teorico inferiore al 60% rispetto a quello di ieri dopo il paracadute aperto dalle principali banche italiane per evitare il bail in.
Anche con la legnata odierna di Carige il titolo MPS mantiene il podio come peggior investimento del decennio.

Una brutta storia per una di quelle banche come CARIGE che qualche anno fa veniva considerata fra le banche più sicure in Italia grazie anche alla localizzazione geografica e alla proverbiale parsimonia ligure. Che non è bastata ad evitare il falò dei risparmi, evidentemente.

Ma le banche italiane e gli addetti ai lavori sanno che non c’è solo il caso Carige e si preparano a finanziare nelle prossime settimane con altre iniezioni di capitale lo Schema Volontario, il braccio del Fondo Interbancario partecipato da tutti gli istituti.

Come riporta il solito bene informato quotidiano “Il Messaggero” a firma di Rosario Dimito (la firma obbligatoria da leggere in Italia per capire cosa succede in questo settore ai piani alti prima e non dopo) in questi giorni sul tavolo degli istituti c’è un’operazione di finanziamento di 2,75 miliardi a erogare a favore del Fondo Interbancario.

Clicca sull’immagine qui sotto per il video della trasmissione di oggi.

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