Banca Monte dei Paschi di Siena, secondo i giudici vigilanza “inerte” e ex vertici con una “spiccata capacità a delinquere”

Falsa rappresentazione della situazione della banca MPS: giudici condannano due ex vertici e definiscono la vigilanza "inerte"

MoneyReport, il blog di SoldiExpert SCF

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo check-up gratuito o una valutazione del tuo portafoglio

TOL Summit 2021

Lapidaria le motivazioni con cui i giudici della seconda sezione penale di Milano hanno condannato a sei anni di reclusione e a pagare una multa di 2,5 milioni per i reati di aggiotaggio e false comunicazioni sociali gli ex vertici di MPS, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola.

Secondo i giudici Viola e Profumo hanno svelato una «spiccata capacità a delinquere» e hanno agito per «vedere accresciuto (illegittimamente) il proprio personale prestigio, quali fautori della rinascita della banca».

La banca è riuscita a raccogliere 8 miliardi di capitale grazie a una situazione dei propri conti che non appariva in tutta la sua drammaticità.

Viola e Profumo decidendo di valorizzare a saldi aperti la contabilizzazione dei derivati Alexandria e Santorini fino alla prima semestrale 2015 hanno dato agli investitori secondo i giudici una falsa rappresentazione della situazione della banca, coprendo perdite e facendo apparire in bilancio riserve «inesistenti».

 

Lettera Settimanale

LA NOSTRA LETTERA SETTIMANALE... WOW!

Tieni sempre acceso un radar sui mercati! Ricevi gratis, ogni martedì, il meglio delle nostre analisi sulla tua casella email

Acconsento al trattamento dei dati per scopi di marketing, comunicazione e promozione da parte esclusiva di SoldiExpert SCF. I miei dati non saranno trasmessi a terzi e trattati nel rispetto della normativa

 

I giudici non mancano di riservare aspre critiche anche all’Organismo di Vigilanza, che «pur munito di penetranti poteri di iniziativa e controllo, ha sostanzialmente omesso i dovuti accertamenti». Una Vigilanza sostanzialmente “inerte”.

Gli imputati ricorreranno in appello, ma come avevamo già avuto modo di ricordare la condanna dello scorso 20 ottobre dà forza alle ragioni dei vari azionisti che a più riprese hanno sottoscritto i vai aumenti di capitale facendo affidamento su bilanci che secondo i giudici erano falsati. Sulla banca pesano 10 miliardi di cause legali ovvero la mina contenziosi.

Fra questi fra i più rilevanti è quello aperto fra il Monte dei Paschi di Siena e la Fondazione Mps, che ha chiesto alla banca nel complesso 3,8 miliardi di euro.

L’ennesima tegola per il contribuente italiano già chiamato in causa più volte per salvare l’istituto bancario più vecchio di Italia e che potrebbe presentargli un ulteriore salatissimo conto che fonti giornalistiche stimano in altri 6 miliardi.