Banche e Fondo di Garanzia. Non tutte le banche sono uguali e sicure allo stesso modo: ma che te lo dico a fare? (tra moglie e marito)

Roberta Rossi è un consulente finanziario indipendente responsabile della consulenza personalizzata di SoldiExpert SCFSalvatore Gaziano si occupa da oltre 10 anni delle strategia d’investimento di SoldiExpert SCF dopo aver lavorato per molti anni come giornalista finanziario. Oltre che nel lavoro formano una coppia anche nella vita e in questo diario commentano i fatti più importanti della settimana senza censure e con un pizzico d’irriverenza. Con una rubrica molto “familiare”…

Roberta Dopo la nostra chiacchierata sui depositi bancari, ricevo ancora numerose telefonate e email sempre sullo stesso tema: i soldi depositati sui conti correnti sono sicuri o gli italiani corrono il rischio di subire un prelievo forzoso come accaduto a Cipro?

Salvatore Secondo il commissario agli affari economici Olli Rehn ”Cipro e’ un caso unico”. Però ”la direttiva in arrivo (sull’unione bancaria tra i paesi Ue ndr) prevede il coinvolgimento di investitori e correntisti in caso di ristrutturazione o chiusura di una banca. C’è una gerarchia precisa, prima gli azionisti, poi gli investimenti e i depositi non protetti. Ma è sacro il limite dei 100mila euro, cioè i depositi sotto quella soglia non saranno mai toccati”. Ed è questi ultimi giorni la dichiarazione del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che dice che Cipro dovrebbe essere “un modello” per futuri salvataggi nell’eurozona e sarebbe necessario che i correntisti contribuiscano quando c’è da salvare una banca. I politici tedeschi non ci danno tregua e da un po’ di tempo sembra che vogliano far passare un solo messaggio: se un Paese dell’Unione Europea ha problemi prima di tutto si guardi in casa sua. Se le difficoltà sono di uno Stato si può pensare a una “bella” patrimoniale sui suoi cittadini, se le difficoltà sono di una banca si può pensare a prendere i soldi dai depositanti più ricchi. Insomma i tedeschi (che sono quelli che comandano la cabina di pilotaggio dell’Unione Europea e della Bce) vogliono far capire che non ci sono pasti gratis e tutele a qualsiasi costo.

 

Roberta Già, sopra i 100 mila euro sta passando la tesi che i depositi non sono più inviolabili. Se ne sono accorti coloro che avevano depositato i soldi sulle banche cipriote. Se la banca ha problemi, quelli che rischiano di più quindi sono gli azionisti, poi gli obbligazionisti e quindi i depositanti, in primis quelli troppo ricchi e troppo liquidi. Un concetto ripreso dall’Amministratore Delegato di Unicredito Federico Ghizzoni “Tagliare sui grandi depositi delle banche in fallimento, assieme ad altre passività come i bond, per compensare le perdite è accettabile fintanto che i piccoli depositanti ed i fondi dei risparmiatori vengano protetti.

Salvatore Con questa dichiarazione l’AD di Unicredito ha sollevato un polverone. Un sito internet ha titolato “Accettabile confisca risparmi per salvare banche”.

Roberta Secondo me le parole di Ghizzoni sono state molto equivocate e il sito ha infatti dovuto pubblicare una lettera di precisazione della banca. Quello che l’Amministratore Delegato di Unicredito voleva dire è che ci devono essere regole comuni nella Ue per evitare fughe di capitali. Infatti ha detto che far pagare il costo dei salvataggi bancari ai depositanti “sarebbe accettabile se divenisse una soluzione Europea. Ciò che non possiamo accettare è la distinzione tra Paese e Paese della stessa area. Io suggerirei di prendere questa decisione non soltanto in Europa, ma nel contesto della Commissione di Basilea dove tutti i paesi sono rappresentati. Altrimenti ciò aprirebbe la strada all’arbitraggio sul mercato.” Tradotto fuga di capitali.

Salvatore Infatti dopo queste dichiarazioni, alcuni italiani stanno pensando di risolvere il problema in modo radicale aprendo legalmente un conto in Svizzera…

Roberta Una soluzione decisamente radicale. Che può avere senso se fatta con intelligenza e ne esistono i presupposti. Valutando i pro e i contro. Il Paese è solido e su questo non ci piove. Ma anche lì le banche non sono tutte uguali. Anche come solidità. Ti ricordi ai tempi della crisi finanziaria quanti nel 2007-2008 fuggivano da alcune banche svizzere imbottite di titoli tossici? Bisogna valutarle le banche prima di metterci i soldi. E poi capire anche cosa ti consentono di fare se vuoi investire e con che costi. La maggior parte delle banche svizzere sono carissime. Se provi a comprare un fondo ti chiedono anche l’1,5% di commissioni di ingresso. Poi se uno non vuole farsi beccare dal prelievo forzoso in Italia ma preferisce farsi svenare dagli gnomi svizzeri (e pure in misura maggiore) libero di farlo…

Salvatore Visto che operare costa troppo alcuni usano la Svizzera come un salvadanaio. Ci mettono i soldi e se li dimenticano. C’è gente che dal 2011 ha lì i soldi a fare niente. Se gli va bene di interessi gli danno lo 0,3% l’anno. Nel frattempo il 2012 è stato un anno d’oro per i mercati. E loro niente, hanno visto il rialzo ma non hanno potuto guadagnare nulla perché sono in liquidità. Ma che te lo dico a fare? Qual è l’errore più grave che un investitore può commettere?

Roberta Già “Che te lo dico a fare” è la frase cult del film Donnie Brasco (con un imperdibile Al Pacino e un giovanissimo Johnny Deep) che racconta la storia vera dell’agente dell’FBI Joe Pistone, che si infiltra negli ambienti della mafia newyorkese sotto la falsa identità appunto di Donnie Brasco. Lo abbiamo visto qualche sera fa. In ogni caso l’errore più ricorrente è sempre il solito: l’overconfidence. L’eccessiva fiducia in se stessi. Innamorarsi delle proprie idee…non essere flessibili.
Difendersi è giusto ma bisogna farlo nel modo giusto. Non bisogna accontentarsi. Del primo fondo che ti viene proposto per sfuggire al prelievo forzoso. O della prima banca svizzera che ti viene in mente o ti viene proposta per diminuire il rischio paese. Il principio è giusto perché la finanza consiste proprio nella gestione del rischio ma a volte per la fretta e per ignoranza quello da cui stiamo scappando può essere meno rovinoso di quello a cui andiamo incontro se scegliamo la soluzione sbagliata, che di solito è quella più a “portata di mano”…

Salvatore Se tu costruisci tutta la tua strategia sul fatto che crolli l’Italia, o l’euro, e ti imbottisci di oro, bund e franchi svizzeri e la fine del mondo non viene…o comunque viene ma dopo anni…

Roberta Perdi delle ottime occasioni perché il mondo sta ancora ballando e tu sei lì fermo. E poi magari non solo il mondo non crolla ma riparte e i tuoi investimenti da “fine del mondo” si deprezzano di brutto. Come è successo dalla crisi finanziaria del 2007-2008. Gli italiani hanno aumentato i depositi, hanno tenuto le azioni di Piazza Affari su cui erano in perdita, hanno mantenuto i Btp e il mondo è andato in tutt’altra direzione: -18% per Piazza Affari e un magro guadagno del 6% sul Btp marzo 2009 – marzo 2019.

Salvatore Vogliamo parlare della debacle dell’oro? Ho scritto un articolo in proposito… Non esistono ricette facili e gratuite per problemi complessi. Non esistono le scorciatoie. Bisogna capire e poi agire. Non fare come i conigli sorpresi di notte da un’auto che gli punta i fari addosso e loro sono talmente terrorizzati che, incapaci di muoversi, si fanno investire. Facendosi fregare dalla loro paura…

Roberta Molti italiani sono così spaventati che pur di non prendere alcuna decisione finanziaria si rifugiano solo sui conti deposito. E anche sotto il livello dei 100.000 euro per depositante la sicurezza assoluta resta sempre un concetto relativo  ma facciamo finta tutti di essere “al sicuro” perché protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Ma che te lo dico a fare…

Salvatore Già. Alcuni risparmiatori non sanno che il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi non detiene certo le somme per rimborsare tutti i depositanti italiani. I depositi ammontano in Italia a poco più di 1000 miliardi di euro. Ma solo 400 miliardi di euro rientrano nei fondi rimborsabili dal Fondo di Tutela dei Depositi Interbancari. Perché sono sotto i 100 mila euro per banca o per depositante. Ma le risorse a disposizione del Fondo per interventi sono meno dell’1% dei fondi rimborsabili ogni anno ovvero meno di 2 miliardi di lire. Il Fondo interviene su chiamata, cioè se una banca ha dei problemi, le banche aderenti pro quota danno al fondo le riserve che hanno accantonato. Se la banca è piccola non si sono problemi (insomma se salta la “Banca dell’Anguilla di Comacchio” nessun problema) ma se la banca è grossa si devono trovare altre soluzioni.

Roberta Quando si è trattato di intervenire su istituti bancari di dimensioni non piccole ci sono state delle fusioni ma quando le cose per le banche andavano tutto sommato per il verso giusto. Se ad avere i problemi (e seri) è una banca grossa o sistemica l’unica soluzione è sperare in una garanzia dello Stato con un’immissione di liquidità o prestito massiccio o in una nazionalizzazione. Posto che lo Stato che interviene come Salvatore sia giudicato dai mercati credibile e solvibile perché oltre una certa soglia la cosa rischia di diventare quasi comica. Un debitore può certo fare da garante a un altro debitore ma deve essere considerato comunque affidabile e capace di rientrare altrimenti la cosa non può reggere all’infinito. Salvo non presupporre l’intervento di un aiuto esterno ma anche qui non mi sembra che la Germania o gli altri Paesi europei muoiano dalla voglia di scucire soldi per le “cicale” italiane a leggere i settimanali tedeschi…

Salvatore Insomma se vogliamo guardare l’orrido (ma giusto per parlarne non perchè ci piacerebbe l’idea o lo vediamo spalancarsi davanti) in caso di crisi sistemica nessun Fondo di Tutela Nazionale ha i soldi per tutelare i depositanti, anche quelli che sul conto hanno meno di 100 mila euro se iniziano a saltare banche medio-grandi. Tanto è vero che ai tempi di Berlusconi e della crisi post Lehman Brothers il Cavaliere,  premier a quell’epoca, aveva posto la garanzia dello Stato sui depositi. Attualmente non c’è alcuna garanzia sui depositi a livello europeo. Ogni Paese deve pensare a tutelare i suoi depositanti. In caso di crisi sistemica si salvi chi può. E nessuno Stato veramente può salvare il proprio sistema bancario se non intervengono i rinforzi e la Troika (Unione Europea, BCE e Fondo Monetario Internazionale)  considerato che ci sono banche che valgono in alcuni Paesi quasi la metà del Pil.

Roberta E’ un principio peraltro che è stato ribadito da una sentenza dell’Efta che ha dato ragione all’Islanda che si è rifiutata di rimborsare gli inglesi e gli olandesi che avevano aperto dei conti sulle banche dell’isola. L’Etfa ha dato ragione all’Islanda perchè la direttiva Ue sulla tutela dei depositi non è stata concepita per gestire crisi sistemiche. Quindi il governo islandese non è responsabile del crack della banca Icesave nel 2008 perché la crisi che ha investito l’isola è stata di tipo sistemico. Niente rimborsi, quindi, a Gran Bretagna e Olanda, che avevano deciso di risarcire i connazionali che avevano messo i loro soldi sulle banche islandesi. Ovviamente non per beneficenza. Le banche islandesi pagavano tassi più elevati.

Salvatore Depositare i propri soldi su una banca è un atto di fiducia. Equivale di fatto a prestarli alla banca, a dargli il carburante per far correre i suoi profitti e finanziare l’attività creditizia (che non è certo qualcosa da censurare). Nel caso delle banche i soldi dei depositanti vengono utilizzati per fare investimenti sui mercati finanziari o per prestarli a famiglie e imprese o per speculare quando la banca gioca sul conto proprietà e fa la banca d’investimenti. Secondo me qualcuno questo concetto non lo ha chiaro perché pensa ancora che esista il campo dei miracoli: lasciando i soldi sul conto corrente o su un conto deposito non si corre alcun rischio e tutte le banche sono uguali  pensa qualcuno…


Roberta Non correrà il rischio di mercato che corrono coloro che investono in Borsa o comprano obbligazioni subordinate ma un rischio del tutto diverso lo corre anche lui. Come un qualsiasi creditore. Deve quindi sperare che la banca non compia investimenti azzardati o che non presti soldi a imprese e famiglie complessivamente insolventi…o che incappi in una crisi profonda e il Sistema a soccorso non abbia qualche problema.
Ricordiamoci comunque che quando una banca presta i soldi o fa investimenti ha i numeri dalla sua parte. E se gli istituti di credito non usano la leva finanziaria in modo troppo spregiudicato non sono giganti dai piedi d’argilla.

Salvatore Ma sono comunque spesso dei giganti: chi può salvare tutti i depositanti di una banca di grosse dimensioni? Per questo bisogna stare attenti a dove si mettono i soldi. Alcuni a questo “problemino” della restituzione dei soldi non pensano proprio. Pensano che tutte le banche siano uguali.

Roberta A tutti piace “vincere facile”…anche quando si tratta di investire i propri soldi. Ma in finanza non esistono pasti gratis. Quante ne abbiamo viste in questi anni? Stati dell’Ue fallire (Grecia) facendo perdere ai detentori dei loro titoli oltre metà del capitale investito (ovviamente li compravano perché rendevano di più degli altri stati dell’Ue), obbligazioni subordinate di banche appartenenti a paesi tripla A (l’olandese SSN) passare dalla sera alla mattina da 77 a 0 (alcuni colleghi hanno seriamente pensato di abbandonare la loro professione), bond di primarie società considerate sicure come Parmalat collocate come sicure agli sportelli bancari provocare perdite da paura ai propri obbligazionisti (che non considerano mai l’ipotesi che il loro emittente che gli paga la cedola possa fallire o ristrutturare il debito), fondi monetari perdere in meno di tre mesi il 15%…

Salvatore Gli Italiani impiegano una vita per accumulare un patrimonio lavorando come bravi formichine e poi con i loro risparmi si comportano talvolta come cicale…non preoccupandosi molto di dove sono depositati e come sono investiti. I mercati finanziari nell’ultimo anno e mezzo stanno dando ottime soddisfazioni se si seguono le giuste strategie (anche sul mercato azionario italiano) eppure molti risparmiatori italiani pensano che siamo vicini alla fine del mondo solo perchè magari sono investiti male e hanno seguito consigli sballati. L’Italia economicamente non se la starà passando benissimo ma il mondo non è l’Italia! E anche riguardo all’Italia se guardiamo alla Borsa ci sono realtà che stanno andando molto bene a dispetto della crisi. Abbiamo titoli nei nostri portafogli che sono saliti nell’ultimo anno anche più del 30-40% e società ancora estremamente sottovalutate. Invece l’avversione per il rischio fa compiere a molti risparmiatori scelte così difensive da essere suicide finanziariamente parlando oppure c’è chi continua a essere vittima delle scelte passate e non si decide mai a voler cambiar registro.

Roberta Sì sono 2 i problemi principali che hanno molti risparmiatori (e fortunatamente non tutti). Alcuni oramai vedono solo nero e a forza di vedere nero si cacciano in situazioni quasi senza uscita. Altri al contrario non valutano tutto lo scenario o se ne disinteressano totalmente. Alcuni risparmiatori forse bisognerebbe educarli da piccoli. Come faccio io con Federico che ha cinque anni. L’ho portato alle giostre e mi hanno preso 10 euro per 15 minuti Non gli bastava. Ne voleva fare altre. Gli ho detto che avevamo già speso troppo. Insisteva e faceva i capricci. Allora gli ho detto: “Te ne faccio fare un’altra ma i soldi li prendiamo dal tuo salvadanaio”. Ha smesso subito…

Salvatore Un bravo consulente deve sempre far sia vedere “il lato negativo” che il “lato positivo”! Non vogliamo mica crescere una cicala… Ma che te lo dico a fare…

Per leggere la rubrica precedente “Tra moglie e marito non mettere il dito…”   dove si parlava di Conti Bancari e Conti Deposito cliccate qui

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