LE BANCHE ITALIANE, A CORTO DI SOLDI, INIZIANO A BATTERE CASSA. E SI RIFANNO SUI CLIENTI

Stanno arrivando proposte indecenti a tutti. Una pioggia di richieste di “Modifica unilaterale del conto corrente” stanno intasando le caselle di posta di molti italiani. Chi gliele manda? La loro banca che si sta accorgendo che grazie alla politica ultraespansiva delle banche centrali guadagna sempre meno prestando soldi e si deve inventare qualcos’altro. Cosa? Spremere il correntista e l’investitore.

“Nel periodo compreso tra febbraio 2015 e maggio 2019 – si legge in una lettera inviata a due coniugi (entrambi consulenti indipendenti e fondatori di SoldiExpert SCF) – le condizioni di mercato in cui la Banca opera sono mutate e il sistema finanziario è stato interessato da una significativa variazione dei propri indicatori di riferimento.”

 

 

L’Euribor a tre mesi lamenta la banca non fa che scendere: -0,36% signori miei! Tradotto: io non riesco più a starci dentro, ma la banca lo dice in modo più felpato “Tale discesa dei tassi ha fatto venir meno l’equilibrio economico e finanziario tra il costo del servizio offerto e le condizioni applicate ai conti correnti”.

Quindi tu che sei praticamente del settore subito capisci: ora ci aumentano i costi del conto corrente. E infatti così avviene: addio al canone gratuito e al tasso creditore positivo sul conto corrente. Secondo la Banca è cosa buona e giusta perché il mutato quadro economico “costituisce un giustificato motivo per modificare …le condizioni relative al suo conto corrente…”. In più, si legge nella lettera inviata dalla banca che “c’è stato un forte aumento dei costi connessi all’entrata in vigore di normative in tema di tutela dei depositanti”. Traduzione: la banca con tutte queste nuove normative a tutela dei depositanti (ovvero effettuare conferimenti di maggiore importo al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) ha i propri costi che sono aumentati di brutto.

Quindi il maggior costo della banca lo paga il cliente. E detto per inciso se rimane solo correntista gli va anche bene perché quando si fa consigliare dalla banca su cosa investire casualmente ormai si ritrova, se la banca ha tra le sue controllate fabbriche prodotto (quindi società di gestione o imprese assicurative o emittenti di titoli) l’intero catalogo dei prodotti della casa. Alla faccia dell’architettura aperta. Ogni volta che facciamo come consulenti indipendenti un check up di portafoglio su richiesta di clienti che si fanno consigliare dalla banca come investire i loro soldi, troviamo casualmente se la loro banca controlla diverse fabbriche prodotto: certificates emessi dalla società controllata dalla banca, fondi della società di gestione che fa capo alla banca e polizze assicurative (ovviamente tutte emesse da compagnie partecipate dalla banca). Alla faccia del conflitto di interessi!

E andrà sempre peggio. Le banche guadagneranno sempre meno facendo quello che hanno sempre fatto: prestare soldi ai loro clienti e guadagneranno sempre di più sui soldi dei loro clienti. Come? Grazie ai prodotti finanziari che sempre di più cercheranno di vendergli. Possibilmente della casa o alternativamente se la casa non ha prodotti propri, che siano almeno ad elevati margini commissionali, ovvero molto cari, così ogni anno l’istituto aumenta il margine da commissioni.

 

>>CLICCA QUI E SCARICA i nostri migliori suggerimenti per investire in modo intelligente secondo la taglia del tuo patrimonio<<<

 

Uno studio di Kpmg Advisory sui principali 18 gruppi bancari italiani mostra che se nel 2009 il margine di interesse delle banche (derivante dall’attività tradizionale della banca ovvero prestare soldi) era pari a 45,2 mld di euro, nel 2018 era sceso a 30,4 miliardi mentre le commissioni nette (che derivano dalla vendita di prodotti finanziari e assicurativi) sono passate dai 21,3 miliardi del 2009 ai 24,5 del 2018. Kpmg stima che nei prossimi anni i ricavi da commissioni nette potrebbero raddoppiare e diventare la principale fonte di profitto per le banche.

E a pagare saranno i clienti che verranno spinti a comprare massicciamente prodotti finanziari e assicurativi (ovviamente della casa se disponibili) o carichi di commissioni (da spartire tra collocatore e emittente). Saranno i clienti a tenere in piedi le banche in Italia pagando tutto di tasca propria. Salvo rivolgersi altrove per la consulenza, scegliendo quella indipendente si intende, ovvero non legata al collocamento di prodotti finanziari.

Il Blog di SoldiExpert SCF

Cerchi consigli per investire in modo
intelligente i tuoi risparmi?

Affidati ai professionisti della
consulenza finanziaria indipendente di
SoldiExpert SCF

PARLA CON NOI

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo appuntamento telefonico gratuito con uno dei nostri consulenti

PARLA CON NOI