MESE DIFFICILE. LE BANCHE TORNANO A ZAVORRARE PIAZZA AFFARI: UN LISTINO SEMPRE PIU’ PERIFERICO.

La nuova e ricorrente paura di un possibile default dei Paesi periferici crea nuova tensione e abbatte i mercati finanziari che vengono colpiti dalle vendite. In un mese il mercato azionario italiano ha perso oltre il 15% vanificando il recupero messo a segno soprattutto nel primo bimestre di quest’anno. I timori hanno provocato tensioni sul mercato monetario con lo spread Btp-Bund che si è impennato di nuovo tornando a ridosso dei 400 punti dopo una escursione al di sotto dei 300 punti.

Sul fronte macroeconomico i dati rimangono piuttosto allarmanti con il tasso di disoccupazione ormai costantemente al di sopra del livello di guardia, con una propensione al consumo da parte delle famiglie sempre più modesta e con una fiducia nei confronti delle istituzioni ormai minata dai recenti scandali politici.

In questo contesto devono muoversi gli investitori italiani che non trovano al momento un porto sicuro a cui affidare i propri risparmi impauriti da possibili e profondi cali non solo del comparto azionario ma anche di quelli obbligazionario e monetario.

Dal punto di vista grafico il FTSE All Shares del mercato italiano (di cui proponiamo l’andamento) ha risentito delle vendite tornando verso quota 15mila dopo aver superato lo scorso mese i 18mila punti. Il supporto che passa attorno a quota 16.800 si è dimostrato piuttosto debole ed è stato violato con vigore in un contesto caratterizzato da scambi in aumento. I 15.200 si sono rivelati al momento indigesti per la discesa, ma attenzione a un nuovo attacco che potrebbe far tornare l’indice verso i 14mila punti che costituiscono il minimo del mese di settembre 2011. A guardarla in maniera ottimistica le quotazioni potrebbero avvicinarsi dal basso verso i 16.800 e, una volta superati, tornare ancora verso i 18mila punti.

Dei sistemi di copertura messi a punto da Borsa Expert solo uno, il Base, è entrato in funzione a un livello il 10% circa superiore a quello attuale, a differenza del copertura Daily che non ha ancora consigliato lo SHORT. Il motivo è dato dalla lunghezza dei parametri utilizzati dai due sistemi, molto più corti e rapidi per il Base, più vischiosi e lenti per il Daily che è stato studiato per cercare di captare le tendenze più lunghe e significative. Come abbiamo spesso scritto e consigliato appare ancora vincente la strategia di coprire il 50% del proprio capitale investito con un sistema e il restante 50% con l’altro sistema data la loro perfetta complementarietà.

Il semaforo che era invece tornato verde lo scorso mese (e che aveva contribuito a tagliare di molto la volatilità “cattiva” della scorsa forte e lunga discesa) non ha ancora invertito il colore. Le banche (fortunatemente praticamente assenti nei nostri portafogli) hanno ripreso di nuovo a fare da zavorra al listino, portandolo giù.

Un mercato quello di Piazza Affari dove gli investitori stranieri (e non solo loro) sono sempre più in fuga come hanno indicato diverse ricerche pubblicate in queste ultime settimane (basta guardare la forza relativa del listino italino rispetto all’Europa e al mondo) e di cui torneremo a parlare prossimamente.

Staremo a vedere e comportarci di conseguenza seppure l’invevestimento azionario non è solo Milano come sanno la maggior parte dei nostri clienti che da tempo hanno (seguendo le nostre indicazioni e i numerosi articoli che abbiamo dedicato al tema della perdita di importanza e forza del listino italiano) diversifcato in maniera crescente sugli altri listini internazionali tramite soprattutto Etf e Fondi o Sicav azionari e obbligazionari a caccia delle migliori opportunità nel mondo (seppure a Piazza Affari ci sono quotate comunque realtà d’eccellenza dove magari il fatturato “nostrano” è sempre più meno significativo mentre la crescita è soprattutto internazionale).

Povera Italia..

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