DEPOSITI BANCARI: QUALI SONO LE BANCHE PIU’ SICURE E QUELLE CUI SAREBBE PIU’ PRUDENTE STARE ALLA LARGA?

(aggiornamento del 10/8/2012)
Sul tema della solidità delle banche abbiamo pubblicato un Rapporto Speciale dal titolo:

“BANCHE ITALIANE SICURE? NON TROPPO. E NON SOLO PER COLPA DEI BTP”che vi consigliamo di leggere se volete avere un quadro più aggiornato.

Riguardo il regolamento del FIDT qualche cosa è cambiato rispetto a quello che scrivevamo qualche anno fa ovvero che il tetto è ora a livello europeo di 100.000 euro e a differenza di quello che avveniva in passato una volta che è stata decerata la la liquidazione coatta ci sono 3 mesi (prorogabili eventualmente di altri 30 giorni) affinchè il Fondo possa rimborsare i correntisti. Ma le altre considerazioni che abbiamo fatto allora sono tuttora valide: tutta questa “garanzia” del FIDT può funzionare solo nel caso di default di banche minori e non “sistemiche” o in presenza di una forte crisi d’illiquidità o insolvenza nazionale. In simili casi occorrerebbe sperare come ulteriore forma in una garanzia ulteriore dello Stato ( ese questa non basta o non è credibile di un’ente o organismo sovranazionale.

 

L’inchiesta di copertina di questo numero affronta un tema di grande interesse e attualità :
  • Ci sono banche più solide di altre?
  • Fra i conti di deposito quali scegliere? E non solo in base alla convenienza ma anche in base alla solidità  degli “emittenti”?
  • Il fondo di tutela dei depositi (quello che dovrebbe garantire 103.291,38 euro per correntista) è una cosa seria?

 

Ecco come giudicare la solidità  della vostra banca

I soliti esperti dicono che una banca solida dovrebbe avere il Core Tier (un indicatore di bilancio che misura la solidità  di una banca) sopra il 6% ma soprattutto un coefficiente di solvibilità (patrimonio netto diviso attivo) sopra l’8%. E in base a questo parametro le banche italiane più sottocapitalizzate fra le quotate appaiono in ordine: Italease, Unicredit, Credem e Mps.

Guardando insieme i due coefficienti si aggiungono anche fra le “bisognose” Banco Popolare e Banca Popolare Milano. E non a caso molti di questi titoli sono stati fra i più puniti di Piazza Affari.

Alcune banche italiane hanno bisogno di mezzi freschi per avere un margine di sicurezza m…aggiore e fra queste sicuramente Monte dei Paschi di Siena (2,5 miliardi di euro secondo l’ufficio studi di Kbw) e Banco Popolare (1 miliardo di euro secondo Kbw). Ma anche Unicredit e Intesa potrebbero dover emettere bond aggiuntivi (8-9 miliardi per Unicredit) e (3-4 Intesa) per stare più tranquille, considerando anche le nuove notizie negative che arrivano dall’Est Europa dove queste due banche (e soprattutto Unicredit) sono molto esposte. Le banche estere se la passano peraltro peggio.

Soprattutto riguardo alla leva finanziaria ovvero a quanto dell’attivo è coperto dal patrimonio. Barclay’s, Deutsche Bank, Ing e Ubs hanno una leva finanziaria che va da 49 a 61.

Senza l’intervento dello stato olandese il gruppo Ing (quella del Conto Arancio) avrebbe avuto una leva di 70. Sono livelli allarmanti in un simile contesto. Una banca con una leva finanziaria di 50 potrebbe essere messa completamente fuori gioco (salvo interventi di salvataggio con iniezione di mezzi freschi) con un tasso di perdita sugli attivi di solo il 2%. Attenzione quindi a quei conti che offrono remunerazioni molto sopra la media. Guardare solo il tasso d’interesse potrebbe essere limitativo. Occorre anche valutare la solidità  della banca che lo propone e la sua leva finanziaria.
CHI TI GARANTISCE 103 MILA EURO SE LA TUA BANCA FA CRAC?

Il terrore massimo per un risparmiatore è perdere i propri risparmi depositati in banca. Da ottobre il governo italiano ha aggiunto la propria garanzia a quella del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. E se ci si fida dello Stato Italiano non c’è da preoccuparsi. Ma come funziona invece operativamente questo fondo? E’ una cosa seria? Non proprio se si legge bene tutto il regolamento…

I soldi lasciati sui conti correnti di qualsiasi banca italiana che aderisce al Fondo di Deposito di Tutela Bancaria (www.fidt.it  ) e parcheggiati anche quindi sui conti di deposito (i vari Conto Arancio, Che Banca…) sono protetti fino a 103.291,38 mila euro. Ma leggendo bene il regolamento il correntista italiano ha diritto entro 3 mesi (che possono essere prorogati a 12 in casi eccezionali) dalla data del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa a solo 20 mila euro. Il resto verrà  restituito in base ai tempi dei liquidatori e della liquidazione.Vi è da notare che in caso di “default” di una banca tutte quelle “sane” dovrebbero tirare fuori i soldi per rimborsare i correntisti della banca “malata”.

Non esiste, infatti, un fondo (dovrebbe essere di oltre 400 miliardi di euro!) per coprire simili casi ma il meccanismo è quindi su “chiamata”: nell’articolo 21 dello Statuto di questo fondo di tutela si spiega che le banche aderenti potranno essere chiamate in caso di intervento a tirare fuori fra lo 0,4% e lo 0,8% dei fondi rimborsabili di tutte le consorziate alla data del 30 giugno dell’anno precedente.

Nell’articolo 27 si spiega poi che comunque l’ammontare complessivo dei rimborsi non potrà  comunque superare, in ciascun esercizio, il limite massimo di un quarto delle risorse. Morale: non c’è trippa per tutti se si calcola che la “massa fiduciaria protetta” ovvero i depositi su cui si estende questa garanzia virtuale superano i 400 miliardi di euro! Ipotizzando che le banche accantonino tutte (e non solo virtualmente) lo 0,4% arriviamo a una dotazione del fondo di 1,6 miliardi di euro. Non è un caso che il 9 ottobre 2009 in piena crisi finanziaria mondiale il Governo Italiano abbia esteso la tutela dello Stato al Fondo.

Quindi qualora il fondo interbancario di tutela dei depositi non fosse in grado di far fronte ai rimborsi fino al 2010 interviene lo Stato Italiano. La garanzia sui depositi diventa quindi soprattutto politica: in Italia come in altri Paesi europei gli Stati si sono impegnati a proteggere in qualsiasi modo i risparmi, anche nazionalizzando le banche se necessario, mettendole cioè sotto il proprio controllo, per scongiurare un altro effetto Lehman Brothers sui mercati con la corsa agli sportelli e l’effetto panico.

Ma questo numero di Money Report non parla solo di come si dovrebbe valutare correttamente la solidità  di una banca.

In questo numero potrai, infatti, leggere e approfondire, altri argomenti molto interessanti come:

BROKER ONLINE AI RAGGI X: Il trading online di FINECO. E’ la prima banca diretta e il broker online numero 1

in Italia. Abbiamo esaminato la piattaforma rispetto alla concorrenza.Abbiamo valutato offerta, condizioni e funzionamento e il nostro giudizio è…

ETF AI RAGGI X: Guadagnare al ribasso anche su cifre molto basse o attuare strategie di copertura è possibile farlo anche con speciali fondi passivi, gli Etf “ribassisti”. Gli Etf Bear sotto la lente: ecco il nostro giudizio. Per avere una nozine di Eft vedi qui.

CONTI DI DEPOSITO AI RAGGI X: I conti deposito o ad alta remunerazione balzano in cima alle preferenze di molti risparmiatori. Sono in effetti interessanti perchè offrono più garanzie e rendimenti di fondi e etf monetari. Ma bisogna stare attenti alle condizioni “civetta” e anche agli emittenti, piuttosto diversificando. Per questo diamo una pagella a tutti i conti più pubblicizzati. Con qualche bocciatura. Perchè non tutte le banche sono uguali…

IL BOND DEL MESE: Un obbligazione emessa dal gruppo di Carlo De Benedetti con scadenza 2011 e che merita una scommessa. A patto di sapere che…

DENARO & LETTERE: Pronti contro termine: c’è da fidarsi sempre? Vendere in perdita: quando conviene farlo.  Fondi pensione: come cambiare “cavallo” se si e’ sottoscritto un brocco…

IL BAROMETRO SUI MERCATI: Ai lettori di Money Report offriamo un sistema “stupido” ma efficace che dice quando essere investiti sulle azioni o sui vari mercati e settori

QUESTIONI FONDAMENTALI:  Ai raggi X El.En, società  quotata a Piazza Affari,e specializzata nella tecnologia laser per utilizzo medicale e industriale. Ombre e luci…

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