BB BIOTECH, LO SCONTO E’ AI MASSIMI MA IL SETTORE NON FA PIU’ SOGNARE EPPURE…

Ha collaborato a questo articolo Emanuele Oggioni, gestore azionario di Saint George Capital Management (gruppo Fondiaria Sai), una società di diritto svizzero con sede a Lugano specializzato nell’asset management

Il settore biotecnologico sembra regalare nel 2010 più soddisfazioni agli investitori americani che europei vedendo l’andamento degli indici settoriali del Nuovo e Vecchio Continente.
In Italia poi il settore non ha dato grandi soddisfazioni vedendo i casi di diversi società quotate (Cell Therapeutics, Molmed) che sulla carta dovevano spaccare il mondo ma poi nelle realtà si sono rivelate fino ad oggi dei costosi (per i risparmiatori che hanno creduto al management) flop.

E la prossima matricola del settore che dovrebbe arrivare a Piazza Affari, la senese Philogen, non si presenta quindi con la coda di risparmiatori in attesa di strapparsi le azioni.

Fra le cause che tarpano le ali al settore sicuramente la mancanza di approvazioni di nuovi farmaci. Su un campione di 9 società biotech quotate in Svizzera, negli ultimi 2 anni sono stati ottenuti solo 3 pareri favorevoli su 20 filing.

Fra le società quotate anche a Piazza Affari (oltre che in Germania e in Svizzera) c’è BB Biotech che rappresenta una sorta di fondo d’investimento fra quelle ritenute di maggior interesse da parte degli esperti di Bellevue Asset Management.

Il settore è in continua fase di consolidamento, e diverse società che ha in portafoglio BB Biotech sono oggetto di speculazione. Ad esempio Basilea Pharmaceutica capitalizza quanto i suoi assets fiscali (perdite pregresse che possono essere utilizzate da un compratore che fa utili per abbattere la tassazione complessiva a livello di gruppo), senza assegnare nessun valore alle ricerche in corso, che sono comunque… lontane dall’eventuale approvazione e successiva commercializzazione sul mercato.

Il “file” Actelion torna caldo?

Tra le partecipazioni di BB Biotech, società di gestione quotata in Germania, Svizzera e Italia, la prima di gran lunga e da tempo è Actelion, che in realtà non è andata molto bene sino alle recenti speculazioni che la danno possibile preda da parte del colosso del settore (Amgen).
La società Actelion è, infatti, quasi matura, per il settore di appartenenza per una cessione, vista la bassa crescita e gli elevati ritorni di cassa (il net profit margin è superiore al 20%, nonostante le spese in R&S elevate e sopra la media settoriale).
Il titolo è stato depresso nel 2010 dalla bocciatura di una molecola in studio clinico, a conferma della crescente difficoltà di scoprire nuovi farmaci efficaci. Considerando solo il valore dei flussi di cassa dei farmaci approvati già sul mercato e sommando le azioni proprie e la cassa netta a fine 2010, si ottiene un valore floor di circa 51 CHF, in linea con il corso attuale del titolo (53 CHF). Se Actelion è un target di M&A, un eventuale compratore dovrà assegnare anche un valore minimo alla pipeline ovvero ai progetti a cui la sta società sta lavorando e avviato le sperimentazioni. . I prossimi due candidati con potenziale lancio nel 2013 sono il Selexipag e il Macitentan, sempre nel campo dell’ipertensione polmonare arteriosa, che potrebbero valere almeno altri 12 CHF per azione.

A ulteriore sostegno del titolo, c’è da ricordare anche il recente annuncio di un buy-back per CHF 800 mn, pari al 10% del capitale.

Sono numerose le partecipazioni strategiche e non detenute da BB Biotech e l’ultima trimestrale spiega cosa si attende pur se i tagli alla sanità pubblica in tutto il mondo (dagli Stati Uniti all’Europa) è probabile che facciano scendere il fatturato del settore farmaceutico fra lo 0 e il 2%.

Secondo la società le basse valutazioni del settore biotecnologico sono potenzialmente un buon carburante per le operazioni di fusione e acquisizione considerato anche lo scenario di riferimento caratterizzato da Le basse valutazioni delle società biotech hanno fatto sì che il 3° trimestre del 2010 sia stato caratterizzato da numerosi brevetti in scadenza, dalla pressione dei prezzi e dal rallentamento dell’innovazione. E alla luce di questo scenario, soprattutto le aziende biotech più innovative e con un portafoglio di prodotti promettenti risultano potenziali candidati di acquisizioni.

Nel corso del 3° trimestre ciò è avvenuto per due delle società presenti nel portafoglio di BB BIOTE CH: prima Sanofi-Aventis ha lanciato su Genzyme un’offerta da USD 18.5 miliardi, pari a un premio di acquisizione di circa il 40%. Poi Bristol-Myers Squibb (BMS) ha comunicato l’intenzione di rilevare ZymoGenetics. Al momento dell’annuncio, BB BIOTE CH era il terzo maggior azionista di ZymoGenetics e ha quindi

tratto un grande beneficio dall’offerta di acquisto, lanciata a un prezzo superiore dell’85% rispetto all’ultima quotazione di borsa precedente alla pubblicazione della notizia.

Questo dimostra come per l”’old pharma” il momento sia delicato e per uscire dall’angolo la strada delle acquisizioni fra le poco percorribili considerando che realizzare farmaci nuovi non è facile né veloce considerato che secondo gli esperti mediamente servono 14 anni e quasi 800 milioni di dollari per portare una molecola dalla scoperta alla commercializzazione. E le società farmaceutiche tradizionali, ricche di cash, non dispongono di tutto questo tempo. Da qui l’esigenza di correre ai ripari cercando di acquisire, a qualsiasi prezzo, società biotecnologiche che invece hanno ricche pipeline.

Il potere e i vantaggi della diversificazione

Infine, una curiosità. Sul listino svizzero sono quotate anche due società italiane, la Newron e la Cosmo, in pratica due piccoli laboratori di ricerca della periferia milanese, rispettivamente di Bresso e Lainate, focalizzati su poche molecole allo studio, che di solito non fanno stabilmente parte del portafoglio di BB Biotech. Il rischio in questi casi è elevato, e l’esito di queste che potremmo definire “società progetto” è binario: o davvero scoprono qualcosa e quindi vendono i risultati della ricerca ad un gruppo maggiore, ripagandosi gli investimenti effettuati, oppure chiudono la società. Quindi un investimento in BB Biotech, al di là dell’attuale momento favorevole in termini di consolidamento del settore e di sconto sul NAV (pari al 28%, quindi ai massimi storici in termini di convenienza), è decisamente molto meno rischioso e volatile per un investitore privato che acquistare una società singola su cui il rischio è altrimenti giocare a “lascia o raddoppia”.

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