Big tech: danneggiate dalla ripresa economica?

Con la ripresa le persone lasceranno online e streaming per tornare in massa nei negozi e nei cinema a discapito dei giganti tecnologici?

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Le big tech americane come Google, Apple, Microsoft, Facebook potrebbero essere penalizzate dalle riaperture post pandemia? La ripresa dell’economia e il futuro di queste aziende sono in contrapposizione?

Altaf Kassam, strategist di State Street Global Advisor, divisione investimenti della società americana di servizi finanziari e bancari State Street Corporation, affronta il tema sui giganti tecnologici.

Nei dati recenti degli utili delle aziende, gli analisti hanno fino ad ora osservato risultati ben al di sopra delle loro aspettative, e si aspettano lo stesso effetto per i giganti tecnologici statunitensi.

Anche se gli Stati Uniti hanno avuto un certo successo nella campagna vaccinale, allontanando le minacce di ulteriori lockdown, gli esperti non pensano che la leggendaria domanda “repressa” sarà pienamente visibile nei numeri del primo trimestre, né che il comportamento dei consumatori cambierà completamente da “stare a casa” a “uscire a festeggiare”.

In un certo senso, secondo Kassam, la ripresa dell’economia statunitense e il futuro delle “Big Tech” potrebbero essere in contrapposizione l’una con l’altro. L’interrogativo che incombe sui mercati è quindi: con la diffusione dei vaccini, e il raggiungimento dell’immunità della popolazione, le tendenze attuali si invertiranno in domanda repressa?

La popolazione tornerà in massa nei negozi delle strade principali e abbandonerà i portali online? Si dirigerà direttamente al cinema e abbandonerà lo streaming e le mura domestiche?

La risposta degli analisti è semplice: no. Gli esperti, infatti, ritengono che questi cambiamenti non sono temporanei, e questi titoli e settori dovrebbero essere i nostri “migliori amici per sempre”.

Lo studio sostiene che la domanda repressa può causare altri rally di breve durata, ma nel medio termine la permanenza di queste tendenze continuerà a guidare il mercato azionario statunitense.

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