DENARO & LETTERE. BOND BANCARI, TITOLI GOVERNATIVI E AZIONARI ITALIANI, C’E’ DA PREOCCUPARSI? E PER L’EURO: FINIRA’ TUTTO IN “DRACMA”?

Italia-Spagna è finita agli Europei 1 a 1 ma il pareggio (soprattutto di bilancio) non è la strategia numero 1 seguita dai rispettivi governi di quest Paesi. E’ di questo fine settimana l’annuncio in zona Cesarini (se vogliamo usare la metafora calcistica) del maxi intervento europeo da 100 miliardi di euro messi in campo per cercare di mettere in sicurezza i conti e soprattutto le banche spagnole. E’ poco? E’ troppo? Fine delle preoccupazioni del “contagio”?

I mercati azionari nelle prime ore della giornata hanno salutato con un rialzo vistoso (soprattutto a Madrid partita con un quasi +6%) questo accordo ma è certo ancora molto presto (infatti dopo l’euforia iniziale Piazza Affari è passata da un quasi +3% iniziale a un quasi -3% finale!)  per dire che tutto è sotto tornato sotto controllo e che l’Europa è tornata a essere (soprattutto nei paesi del Club Med ovvero di quelli che si affacciano sul Mediterraneo) un Continente dai mari tranquilli.

Argomenti che toccheremo anche nella conferenza mercoledi 13 giugno alle 17 a Milano di presentazione delle linee Sofia Expert dove  farò da moderatore con interventi di Daniele Bevacqua, direttore investimenti di Sofia Sgr e Roberta Rossi, consulente finanziario indipendente (per info e prenotazioni www.moneyreport.it/meeeting )

Economicamente e finanziariamente parlando i cugini spagnoli non sono messi bene ma noi italiani non possiamo certo dirci fuori dal guado. Soprattutto se il governo Monti non dà prova vera di voler veramente sparigliare le carte (e non certo con le nomine in Rai) e si mette veramente a fare il governo tecnico, tagliando (e in modo pesante e senza guardare in faccia a nessuno) tutto quello che si può tagliare, ricorrendo anche a vendite di asset e privatizzazioni e nel caso a misure straordinarie per convincere prima che i mercati gli stessi italiani che da qui a qualche anno c’è una prospettiva.

Uno slancio che sembra aver completamente perso in questi mesi in un quadro europeo dove sembrano prevalere sempre più gli egoismi nazionali e dove la Germania della Merkel sembra non volersi prendere fino in fondo la responsabilità (ma soprattutto di metterci i soldi e il “timing”) per diventare il garante ultimo dell’Unione Europea e dei Paesi in difficoltà.

“Meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine” è una frase che spesso mi viene in testa di questi tempi di fronte al tanto discutere della politica italiana ed europea per non approdare praticamente a nulla (e stanno passando anni), uccidendo intanto l’economia. Che è fatta anche di speranze, attese, previsioni, di profezie che si auto-avverano.

Parliamo in questi mesi con professionisti e imprenditori di tutti i settori e non ci sono quasi più settori al riparo dalla crisi. Se non si intravede una prospettiva, una speranza di forte ripresa, una luce in fondo al tunnel tutti (e anche le persone che possono permetterselo) tagliano le spese, peggiorando ulteriormente la situazione.
Spese mediche, di chirurgia estetica o dentistica comprese (anche quindi i settori considerati più “resilienti”) e perfino nella spesa alimentare gli italiani stanno modificando in modo significativo le scelte nel proprio carrello e la dieta. Volano dalle rilevazioni nazionali di Conad in Italia i consumi di pollo, uova, legumi, wurstel e tonno mentre gli scaffali davanti le casse (fra i più costosi dove farsi posizionare dalla Gdo) vedono per la prima volta da tempo immemore il calo delle vendite (-7% nel 2011). L’italiano in crisi risparmia anche sulle caramelle, sulle Tic Tac e sulle pile Duracell.

La decrescita (poco felice) del Pil italiano è sotto gli occhi di tutti ed è in atto dal 2007 ad oggi e assomiglia sempre più a una grande depressione come bene hanno scritto e documentato due economisti, Giancarlo Corsetti e Riccardo Trezzi (si legga http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003105.html ) non per fare allarmismo ma per invocare una sempre più urgente e decisa azione di politica economica.

Questa pazza, pazza Borsa che passa da una bolla all’altra… La prossima sarà quella dei Bund?



In questo quadro come sempre abbiamo fatto pur evidenziando sempre le criticità del sistema e i rischi, il nostro mestiere non è quello di fare i guru che sanno dove andranno i mercati. Un approccio che in questi anni abbiamo scientificamente dimostrato (dati e dichiarazioni alla mano) come il più idiota e foriero di peggiori risultati per quanto (ahimè) il preferito da un numero sempre troppo alto di risparmiatori che credono ancora nel potere taumaturgico della “dritta” (un argomento che affronteremo prossimamente) o del consiglio “prêt-à-porter”, apparentemente di buon senso, facile da replicare e che non mette in discussione troppo le “certezze” acquisite (come di dire ai clienti che la cosa migliore da fare è tenere sempre tutto, sic!) e pazienza se è evidente il conflitto d’interesse!

Non è questo il nostro approccio. E di fronte all’attuale scenario con i nostri portafogli self-service e quelle della consulenza personalizzata SoldiExpert SCF rispondiamo come sempre abbiamo fatto. Muovendoci non su impressioni, supposizioni, scenari, previsioni ma sulla base di solide strategie (le stesse che in questo decennio a fronte di mercati scesi del 50% ci hanno fatto avere risultati superiori anche al +100%).

Strategie che abbiamo costruito in questi decenni e che si basano su un semplice assunto che è alla base di quasi tutti i nostri portafogli quantitativi: sono i mercati a dirci dove e in cosa investire. Non noi, il guru catastrofista come quello ottimista, le dichiarazioni dell’economista di grido, del politico europeo o del bancario amico.

E nel tempo (anni e non decenni) questo approccio ha dimostrato sul campo di stra-battere quello fondato su gestioni passive o basate tutte sull’euforia o sulla depressione e su quanto è stato consigliato in questi anni dai “maghi” del risparmio gestito o dai loro acchiappa-risparmi, puntando prima massicciamente sulle azioni della New Economy, poi sui titoli a capitale garantito, poi su quelli dei Paesi Emergenti, poi su quelli delle energie rinnovabili, poi sui bond della banca, poi ora sui conti deposito vincolati e sui Bund…

E ogni volta a ogni giro lasciandoci un pezzo più o meno cospicuo del proprio patrimonio in queste “ricette” semplici e apparentemente di buon senso…

Di seguito, pubblichiamo alcune risposte fornite in questi giorni, a domande che reputiamo di interesse generale

 

BOND BANCARI E GOVERNATIVI E PORTAFOGLI DISCREZIONALI. FRA CONSULENZA PERSONALIZZATA E PORTAFOGLI MODELLO NON ABBIAMO LO STESSO TIPO DI APPROCCIO. ECCO PERCHE’.

“Buongiorno

Sono abbonato da alcuni anni al Portafoglio obbligazionario Reddito Extra.
Ho notato che l’asset come risulta dalle vostre classificazioni e’ investito per :
52% Obbligazioni Bancari;
18% Obbligazioni bancarie Tier II per un totale del 70%.

Alla luce della grave situazione economica europea e della valuta EURO, vi chiedo se tutto questo sbilanciamento sul settore bancario non sia troppo pericoloso. Non è il caso di diversificare su obbligazioni appartenenti ad altri settori magari su società poco indebitate ?

Spero in una vostra risposta per chiarire i miei dubbi”

La nostra risposta:

Gentile Risparmiatore,

sull’evoluzione dell’attuale situazione europea e in particolare dell’euro è veramente difficile capire come si evolverà fatte salve le riserve che abbiamo espresso più volte (in Report e conferenze) sull’attuale struttura politica e finanziaria dell’Unione.

Dal punto di vista operativo i portafogli obbligazionari diretti sono fatti in collaborazione con una primaria società di consulenza del settore (Tokos)

e seguono come sempre abbiamo spiegato un approccio discrezionale. Ovvero i titoli vengono valutati dai nostri consulenti di questi portafogli in base agli emittenti, ai rendimenti offerti dal mercato e vengono selezionati dall’advisor con l’obiettivo di ottenere nel tempo un rendimento maggiore di quello che mediamente si otterrebbe facendo da soli o affidandosi ai consigli (o le inserzioni…) dei giornali o dello sportello bancario. Ricercando quindi a parità di emittenti i titoli più interessanti come rendimento/rischio.
Con una movimentazione evidentemente molto bassa poichè non è obiettivo di questo portafoglio fare grande trading visto che si tratta ricordo di portafogli modello dove non possiamo conoscere le esigenze finanziarie di ciascuno, il  profilo di rischio e diversificazione attuata.
Cosa che solo nella consulenza personalizzata, come in quella attuata da Roberta Rossi  è possibile attuare, studiando con il cliente una diversificazione ad hoc anche nell’obbligazionario.

Nell’impostazione e negli obiettivi di questo portafogli modello l’obiettivo non è quindi di “prevedere il futuro” o attuare strategie flessibili al 100% o considerare con un’alta probabilità di realizzazione effettiva uno scenario di apocalisse finanziaria, crollo del sistema bancario o dell’euro.

A questo scenario evidentemente i consulenti della Tokos non credono (possono magari sbagliare ma la strategia peggiore sarebbe quella di voler gestire con 2 teste questi portafogli) e anche per questo hanno costruito un portafoglio così strutturato anche per un’altra duplice serie di motivazioni che mi hanno così ribadito di fronte alla sua gentile email:

a) OFFERTA: Sul Mot e Tlx se si vogliono acquistare obbligazioni extra bancarie e/o finanziarie l’offerta è molto limitata. Pochissime emissioni interessanti soprattutto con taglio da 1000 o 5.000 euro. Per farle un esempio in queste settimane Piaggio ha quotato un nuovo bond e il taglio minimo era 100.000 euro, ancora superiore al precedente che era di 50.000. E questo fenomeno si verifica per la maggior parte dei bond corporate. Quindi se nel caso della consulenza personalizzata è possibile anche ricorrere a una maggiore diversificazione sul mondo corporate nel caso di portafogli di obbligazioni dirette (dove è direttamente il nostro Ufficio Studi a curarne la selezione) nel caso dei portafogli modello di SoldiExpert SCF questo non è facilmente attuabile per le ragioni esposte sopra.

2) RENDIMENTI: Oggi (e non da oggi) la “roba sicura” non rende praticamente nulla o ha addirittura un rendimento negativo! Tutti i titoli di stato tedeschi a breve hanno di fatto un rendimento oramai negativo e se vuole ottenere un 1% lordo su un titolo tedesco deve acquistare con scadenza 2020. Sarebbe disposto ad avere un portafoglio con un rendimento negativo o con un rendimento reale negativo? Forse lei sì ma molti sottoscrittori di questi portafogli guardano e sono interessati al rendimento e ai flussi cedolari e dove la probabilità di eventi traumatici assegnata (come la disgregazione dell’euro o il default dell’Italia o del sistema bancario) è evidentemente bassa. Peraltro ritornando all’esempio del bund 2020 che vale oggi circa 116 e rende circa lo 0,91% lordo siamo poi sicuri che sia un riparo sicuro quando basterebbe che i rendimenti sui Bund risalgono dall’1% al 2% su quella scadenza per vedere il corso precipitare immediatamente da 116 a 107 ovvero perdere quasi l’8% in conto capitale! E la situazione uscendo dai Bund non è molto migliore se andiamo anche nel corporate europeo dove l’1% lordo su scadenze intorno al 2015 sono già quasi oramai un miraggio.

La scelta di inserire bond bancari (dove alcuni sono emittenti italiani, altri americani) dipende quindi dalle ragioni sopra esposte e può essere fonte di sua valutazione. Peraltro se guardiamo il caso Grecia è bene ricordare che coloro che ci hanno rimesso non sono stati i possessori di titoli bancari greci ma di governativi. Questi ultimi a fronte di 100 di nominale se ne sono visti restituire meno di 20 mentre chi possedeva un bond di una banca greca a oggi si è sempre visto puntualmente restituire 100. E il paradosso attuale è quasi diventato quindi nell’Eurozona che è più pericoloso dare i soldi agli Stati che alle banche di questi Stati…

Per quel che riguarda il mio personale pensiero come sa, se legge i miei articoli e report, da tempo a un approccio puramente discrezionale preferisco affiancare (e in misura crescente tanto è maggiore l’avversione al rischio) in mercati azionari e obbligazionari così volatili come quelli che sono diventati quelli di questi anni con strategie flessibili che da tempo attuiamo (alcuni in esclusiva per i clienti della consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF) non solo sull’azionario ma anche sull’obbligazionario tramite Etf e fondi (con portafogli che operano sui migliori fondi obbligazionari tradizionali di tutto il mondo oppure su quelli flessibili o absolute return ma anche di singole sgr come Pimco, Eurizon, Schroder, Parvest oppure esposti anche alla diversificazione valutaria) con il vantaggio grazie ai portafogli di fondi e sicav di poter superare il problema dell'”offerta” poichè è possibile così virtualmente investire su tutto anche con poche decine di migliaia di euro (dalle obbligazioni corporate e high yield a quelle dei paesi emergenti, da quelle governative Usa a quelle dei Paesi nordici), avendo segnali di entrata e di uscita (grazie a modelli quantitativi che abbiamo sviluppato in questi anni e che hanno dimostrato nel tempo di fare meglio del mercato sia in termini di rendimento che di controllo del rischio) che un approccio solo discrezionale non può dare salvo affidarsi a dei “guru”.

Categoria di cui non ho totale simpatia…vedendo i risultati che hanno prodotto in questi anni e il rischio a cui spesso ci si espone…

Spero di avere risposto sufficientemente alle sue domande e riguardo ulteriori risposte può contattare naturalmente me o nel caso di maggiori informazioni per la consulenza personalizzata direttamente Roberta Rossi di SoldiExpert SCF.

ANONIMO EX PROMOTORE “PENTITO”. NON CE LA MANDA A DIRE… MA GLI RISPONDIAMO VOLENTIERI.

L’email:

“a salvatore gaziano
lo sai cosa facevo io per professione? secondo te
perchè ho abbandonato? bene o fate un attacco preciso con dati precisi
alla lobby bancaria ed invitate tutti i clienti a togliere i soldi per
sei mesi da tutte le posizioni oppure per favore smettetela perchè dite
così, domani vi comprano e direte un altra cosa”.

La nostra risposta:

Gentile Lettore,

faccio questo lavoro da oltre 15 anni e fino a oggi ho potuto farlo con grande indipendenza, scrivendo in maniera documentata tutto quello che ho pubblicato (e senza prendere mai una querela nonostante non ho certo amici fra le società di gestione) e nei portafogli fornendo consigli che hanno in questi anni fatto nettamente meglio del mercato.

Ci sono risparmiatori che comprendono il nostro approccio e leggono le nostre analisi e altri che preferiscono credere agli “asini che volano”. Non sono però un Savonarola e non voglio convertire nessuno o ergermi a guru (cosa di cui invito a diffidare e quindi non certo io mi metterò mai a fare questa parte), fornendo ai clienti che seguono le nostre strategie consigli di acquisto o vendita che un risparmiatore mediamente intelligente potrebbe confrontare nel tempo con l’andamento del mercato o dei “migliori gestori” (come vengono definiti nelle brochure sempre coloro che lavorano per gli acchiappa-risparmi).

Non siamo in vendita, non lo siamo mai stati nè lo saremo al “miglior offerente” perchè si può fare consulenza finanziaria anche in questo mondo senza vendersi o rifilare patacche (e andare a letto o guardare i propri figli orgogliosi del lavoro che si svolge) per quanto è dura e in certi momenti sembra che i risparmiatori si fidino proprio dei “peggiori”.
Comprendo quindi il suo disincanto e quasi livore se ha lavorato in questo settore ma generalizzare non è sempre corretto.

A disposizione, cordialmente

ITALIA KAPUTT? E SE ARRIVA UN ALTRO CROLLO SUL MERCATO AZIONARIO ITALIANO?

L’email;

“Buon giorno signori, sono un vostro “vecchio”abbonato, volevo anch’io porvi la domanda che tutti forse vi stanno già facendo: come mai rimanete investiti (come lo sono io fra l’altro) con lo spauracchio che ci sia a breve, se non già in corso un ulteriore crollo
borsistico? Conosco bene la vostra filosofia, ma mi farebbe piacere
una vostra impressione.”

R.S

La nostra risposta:

Gentile risparmiatore,

riguardo il portafoglio Difensivo abbiamo annunciato in questi giorni proprio importanti novità che riguardano la strategia seguita (si legga qui ) di questo portafoglio come degli altri portafogli che sono stati rivisti e migliorati ulteriormente, vedendo anche la nascita di un nuovo portafoglio (Value Italia) dedicato alle azioni di Piazza Affari ritenute più sottovalutate dal nostro Ufficio Studi che lanceremo in queste settimane se raccoglieremo un adeguato interesse a fronte di un portafoglio che non nascondiamo avere un profilo di rischio certamente alto pur trovando oramai quotate a Piazza Affari società dai multipli che sono anche la metà della metà dei competitori internazionali…
Su questo portafoglio seguiremo un approccio più “difensivo” ovvero più “quantitativo”  (con il ricorso maggiore all’uso di stop) al fine di avere un maggior controllo del rischio e nel tempo un miglior rendimento come dai test che abbiamo effettuato in questi mesi.Altri portafogli sull’azionario sono più scarichi di azioni (il Difensivo è il portafoglio più lento ad adeguarsi visto che è legato più ai fondamentali delle società che non cambiamo evidentemente ogni giorno o settimana) e conoscendoci sa che quello che attuiamo nei portafogli è il risultato di strategie dove cerchiamo di non metterci a fare i “guru” ma di rispettare dei modelli e un approccio che ha mostrato di ottenere risultati significativamente superiori all’andamento del mercato. Purtroppo un approccio “fondamentale” in mercati come questi (e lo scriviamo da qualche anno purtroppo) è fra i più penalizzanti poichè il mercato non distingue fra valore e prezzo e per questa ragione abbiamo fortunatamente da tempo usato su questo portafoglio un approccio meno “integralista”o consigliato di prendere in considerazione portafogli più flessibili e in grado di adeguarsi al momento di mercato.

E da 8 anni proponiamo comunque ai nostri clienti anche portafogli che investono fuori dall’Italia con fondi, Etf o azioni: una diversificazione che abbiamo segnalato come sempre più importante con diversi articoli e report negli ultimi 2 anni, cercando di far capire la debolezza “intrinseca” del Belpaese che non può costituire più (come magari poteva avere un senso fino a qualche anno fa) l’unico mercato dove investire tutto il proprio patrimonio azionario.

Riguardo al momento del mercato più volte abbiamo commentato e presentato nelle nostre conferenze le contraddizioni che ancora permangono nell’area Euro e non siamo totalmente stupiti di quello che sta accadendo. Saremmo certo però stupiti se l’Europa non raggiunga nei prossimi mesi una seria e impegnativa strategia di coordinamento e risoluzione dei problemi poichè un dissolvimento dell’area Euro non capiamo fino in fondo a chi gioverebbe poichè anche i tedeschi ne dovrebbero pagare un conto salato.

In ogni caso al di là degli scenari sui portafogli come acquisti e vendite ci atterremo a quello che diranno i mercati e certo se la situazione resta questa o andrà a peggiorare è facile prevedere che scatteranno ulteriori segnali di vendita.

Staremo a vedere. Abbiamo visto in questi anni tante crisi e speriamo che passi anche questa.

Il Blog di SoldiExpert SCF

Cerchi consigli per investire in modo
intelligente i tuoi risparmi?

Affidati ai professionisti della
consulenza finanziaria indipendente di
SoldiExpert SCF

PARLA CON NOI

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo appuntamento telefonico gratuito con uno dei nostri consulenti

PARLA CON NOI