BOND E AZIONI INNESCANO LA RETRO. MA NON È UNA NOVITÀ PER GLI INVESTITORI NAVIGATI

Ho visto l’altro giorno su una pagina di un social network un cosiddetto trader o guru che si vantava per aver detto che la Borsa poteva scendere e lui lo diceva da tempo che l’azionario o l’obbligazionario avrebbero potuto arretrare. Morale: gongolava per i ribassi del mercato azionario e obbligazionario di queste ultime 2 settimane.

ribasso

Per fare un esempio per comprendere quel che è accaduto il “sicurissimo” Bund tedesco decennale (prendiamo ad esempio quello con scadenza febbraio 2025) è passato dal 20 aprile a settimana scorsa dal valere 104 a 99. Una perdita di 5 punti percentuali. Sulle scadenze più lunghe l’effetto ritracciamento è stato ancora più forte. E naturalmente come in un effetto domino questi movimenti hanno provocato flussi in entrata e in uscita su tutti gli asset con un forte incremento della volatilità in pochi giorni. E va detto che questi arretramenti (per quanto forti e veloci) arrivano su asset che erano saliti ben di più nel corso degli scorsi trimestri della discesa avvenuta in queste settimane.

C’è in questa situazione chi ti dice che lui lo sentiva e lo sapeva che prima o poi la Borsa o quell’asset o strumento avrebbe avuto uno stop e anzi è sorpreso che se c’era arrivato lui perché non ci erano arrivati tutti.

“Perché comprare magari ancora qualche settimana fa o non vendere tutto ed evitare la discesa dei mercati finanziari di queste ultime settimane?“

Confesso che quando leggo simili pensieri ho una doppia reazione.  Una di tipo musicale perché …

…mi viene in mente una bellissima canzone rap in italiano di Frankie Hi-Energy dal titolo e dal testo illuminanti anche sul tema: L’Ovvio.

I mercati salgono e scendono, ovvio.

L’altro pensiero che mi viene in mente di fronte a simili profeti è che sarebbe interessante vedere, visto che sanno sempre tutto loro, e conoscere l’andamento dei loro consigli nel tempo ovvero il track record reale di tutti i loro suggerimenti e delle loro intuizioni. Perché a furia di leggerli e sentirli ti viene spontaneo immaginarti che saranno diventati nel corso degli anni persone ricchissime (e così i loro clienti se hanno dei seguaci) visto che sono sempre o quasi dalla parte della ragione e hanno una tempestività eccezionale nel sapere tutti i movimenti dei mercati. Se sale l’avevano detto, se scende ancora di più.

Non dico naturalmente che simili personaggi sono dei lestofanti, anzi. Alcuni (soprattutto fra i risparmiatori più inesperti) sono in buona fede e credono veramente che sia possibile investire in Borsa entrando ai minimi e uscendo ai massimi.

Esisteranno pure al mondo dei simili fenomeni ma io in Italia, nonostante un trentennio di esperienza a Piazza Affari, di simili Paganini del listino, capaci di trarre da ogni nota la musica più pura, non ne conosco molti.

E soprattutto non ho visto molti track record all’altezza della loro fama. Tu puoi raccontare che sei il gestore n. 1 al mondo o il guru che sa tutto e di più ma nei mercati finanziari non funziona come nei talk show dove vince il più brillante. Contano invece i rendimenti ottenuti e il rischio sostenuto per ottenerli. E se utilizzi questo setaccio puoi scoprire delle cose incredibili in questo settore.

Compresa la possibilità che chi dice di aver previsto tutto o quasi tutto non abbia alcuno straccio di track record da mostrare perché è solo nella sua testa. Si possono certo avere delle intuizioni giuste ma poco conta l’intuizione giusta alla prova del tempo: se ne azzecchi una e ne sbagli 3 il bilancio nei mercati finanziari può essere pesantemente negativo.

Doveva arrivare l’Apocalisse finanziaria solo qualche anno fa, invece…

Qualche tempo fa mi è capitato di risentire un investitore che qualche anno fa aveva deciso di uscire dai mercati finanziari perché era convinto che stava abbattendosi l’Apocalisse su azioni e obbligazioni. Voleva stare alla finestra e l’unico investimento che riteneva corretto era il metallo giallo. Oro. Quando mi raccontò questa sua “premonizione” gli dissi che poteva avere ragione ma anche torto. E il problema della sua premonizione era proprio questo: e se fosse sbagliata?

Qual era il suo piano B? Come aveva programmato in questo caso il suo albero delle decisioni?

Naturalmente non c’era di programmato nulla in merito ed è questo un problema di molti investitori o trader “sentimentali” e che si basano sull’intuito. Qualcosa che può certo funzionare ma che è qualcosa che può tradire, e anche molto, nel corso del tempo. E’ pieno purtroppo il mondo di risparmiatori e investitori che dicono di aver avuto grandi intuizioni ma il cui patrimonio dopo molti anni è al palo oppure è stato massacrato da cattive scelte finanziarie.

Inutile dire che quel risparmiatore  ha dovuto ammettere a fatica che nel “breve” aveva sbagliato e le cose non sono andate come pensava lui e il suo guru di riferimento visto che ha perso molte opportunità (il mercato azionario e quello obbligazionario sono saliti ai massimi mentre l’oro è crollato) e collezionato diverse perdite.

Ma era dell’idea che era solo questione di tempo e avrebbe avuto ragione. E naturalmente non ho provato a scalfire questa sua certezza (potrebbe avere ragione come torto) perché non c’è spesso molta possibilità di dialogo e confronto con chi per perorare una sua tesi non vede oltre il suo pensiero e nel caso dei mercati finanziari non giudica in base al tempo e soprattutto ai risultati (e ai confronti con i giusti benchmark)  ma alle speranze o intuizioni di un momento o al senno del poi.

Fortunatamente il mondo non è solo fatto di furbi o ego-riferiti (per esperienza confrontarsi con i risparmiatori è comunque sempre utile perchè nessuno in questo settore ha la verità in tasca ma solo strategie più o meno buone) ed esistono anche bravi trader e gestori (spesso sono poco conosciuti) che fanno parlare i loro rendimenti nel tempo (un bravo ex collega proprio in questi giorni mi ha inviato in via riservata le contabili delle sue operazioni che parlano di denaro sonante più di qualsiasi brochure).

Già, il tempo questo sconosciuto per alcuni risparmiatori. Una variabile decisiva invece per chi investe poiché senza un orizzonte temporale corretto se si investe nell’azionario come nell’obbligazionario il rischio di essere scottati è altissimo, anche se si utilizza la migliore strategia o si seguono le indicazioni del miglior consulente.

La curva dei profitti non tende a salire in maniera regolare settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno in nessun mondo se non in quello virtuale o dei cacciaballe. 

L’andamento reale di un portafoglio di investimento  puo’ essere ben diverso anche in mercati tendenzialmente rialzisti come quelli degli ultimi anni. Ci possono essere anni in cui non si guadagna nulla. O anni in cui si ci brucia parte o tutti i guadagni iniziali. Poi però alla lunga se si sanno fare i conti…si scopre che pur con tutti questi snervanti “stop and go”, la sostanza del proprio patrimonio è di ben altra entità rispetto a quando si è partiti.

Se non si sta a guardare ossessivamente cosa succede nel breve termine, se si segue una buona strategia di trading e si è disposti a non guadagnare nulla per diversi mesi, se si è pronti a guadagnare tanto in alcuni trimestri e poi a rimangiarsi una parte consistente del guadagno, si scopre che ogni anno magari si riparte da un punto più alto e  la curva dei profitti su un periodo di valutazione congruo (non mesi non trimestri ma anni) e tenendo conto anche dell’andamento del mercato nel periodo è di grande soddisfazione. Come si vede nella tabella sottostante, dove una performance del 63% (ch significa su un capitale iniziale di 300 mila euro averne oggi dopo poco più di tre anni 485 mila euro) ha più che ripagato l’investitore da tre eventi molto stressanti: un paio d’anni in cui non ha guadagnato nulla (2013 e 2014) e un anno il 2014 …

…ancora peggiore, in cui stava guadagnando tanto nel primo trimestre e poi si è rimangiato tutto il guadagno. Ma oggi quell’investitore ha in tasca 185 mila euro che tre anni fa non aveva. Certo il consulente ha aiutato ma lui ci ha messo del suo: è stato disposto anche ad andare indietro per trovarsi oggi avanti.

PTF CLIENTE SOLDIEXPERT

Immaginate di essere il proprietario e gestore di un ristorante in una località di mare: ci saranno dei mesi di altissima stagione in cui farete un sacco di incassi e profitti e altri in cui invece andrete anche in rosso. Il risultato finale nell’arco di qualche stagione sarà la somma fra periodi buoni e meno buoni, di utili e perdite. E vi interesserà naturalmente sapere che i primi hanno sopravanzato (e possibilmente di una forbice ampia) i secondi.

Investire sui mercati azionari e obbligazionari non è molto differente se lo fate correttamente, con una strategia e con il giusto orizzonte temporale.

E l’andamento nel tempo dei nostri portafogli standard (vedi il link) o di quelli della consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF o delle gestioni patrimoniali di cui siamo advisor  dimostra che seguire i nostri consigli non è proprio qualcosa di atroce, anzi 🙂 Siamo al top in Italia nel settore come rendimenti aggiustati per il rischio nonostante non compriamo ai minimi, vendiamo ai massimi o non chiudiamo solo operazioni in utile. Ma nel tempo è la somma che fa il totale…

Ci sono poi coloro che a fronte di discese pongono delle obiezioni apparentemente corrette, tipo:

“Ma io ho comprato un titolo che ora è sceso del 8% e si è chiusa l’operazione in perdita…”
“Visto che la Borsa era molto salita non si poteva non investire e aspettare che scendesse”…
“Abbiamo liquidato un titolo con un guadagno del 5% quando lo stesso titolo un mese fa stava salendo del 30%”
“Un titolo che ho venduto e poi salito successivamente al momento. Non si poteva aspettare?”

Queste sono delle classiche obiezioni che ci sentiamo fare (fortunatamente da un sempre minor numero di risparmiatori perché chi ci segue da anni ha visto quanto è importante guardare …

… il risultato complessivo nel tempo e da parte nostra cerchiamo di spiegare ai nostri clienti in ogni modo pro e contro delle nostre strategie con tantissimo materiale. E d’altra parte se ci comportassimo come si comportano tutti basandosi sul cosiddetto “buon senso” certo in questi anni non avremmo ottenuto i risultati positivi che abbiamo ottenuto) ogni qualvolta si verifica una discesa in Borsa, magari dopo una tendenza ascendente come quella che si è verificata negli ultimi trimestri.

Se i mercati azionari sono tornati indietro di un mese e quelli obbligazionari di 2 mesi quello che è accaduto non è nulla di straordinario. E’ successo decine di migliaia di volte e succederà altre innumerevoli volte. Se si investe questo fatto non deve preoccupare ed è la norma. E su questi argomenti abbiamo scritto moltissime articoli, un libro (scaricalo qui se non l’hai ancora fatto) e potete anche scaricare delle slide (vedi qui) che abbiamo presentato in diverse conferenze.

E se si ha idea di quello che è accaduto ai mercati obbligazionari in questi anni con tutto il pompaggio delle banche centrali è chiaro che nemmeno questo mondo è più quello di un tempo e attendersi anche una volatilità del 10% sui bond potrebbe non essere un’idea assurda.

Altro che mercato obbligazionario “porto sicuro”: gli investitori anche meno avversi al rischio nei prossimi anni potrebbero scoprire come sia cambiato profondamente il paradigma e se si pensa che senza tanto clamore un mese fa il governo austriaco ha deciso che lo Stato e le banche si disimpegneranno dalla garanzia di 100’000 euro che viene accordata a tutti i depositi bancari mentre dal 1° Gennaio 2016 secondo le nuove norme dell’Unione Europea (il cosiddetto “bail in”)   i correntisti delle banche (dopo gli azionisti delle banche e gli obbligazionisti in base ai vari gradi di subordinazione) sono ufficialmente fra i soggetti che potrebbero essere chiamati a contribuire al salvataggio delle banche in difficoltà.

Ergo: il denaro diventa qualcosa sempre più di scottante da gestire e anche i cosiddetti “porti sicuri” potrebbero non esserlo più.

“Se non hai mai avuto una perdita del 20%, quindi una delle due cose è vera: a) non sei un investitore b) sei un bambino di 3 anni” lo ha detto John Bogle, l’ex fondatore e numero 1 di Vanguard, una delle più grandi società Usa d’investimenti al mondo con asset sotto la sua gestione di 3.000 miliardi di dollari.

E se si ha idea di quello che è accaduto ai mercati obbligazionari in questi anni con tutto il pompaggio delle banche centrali è chiaro che nemmeno questo mondo è più quello di un tempo e attendersi anche una volatilità del 10% sui bond potrebbe non essere un’idea assurda.

“A nessuno piace perdere soldi, ma è inevitabile che gli investitori avranno perdite di volta in volta. Quindi è possibile che per riuscire a guadagnare sia necessario, a volte, perdere. L’importante è ottimizzare la perdita a vantaggio del guadagno” ha spesso ripetuto Peter Lynch, uno dei più grandi gestori di fondi di tutti i tempi con il suo Fidelity Magellan .

Se ci si lascia prendere dall’ansia di guardare la posizione giorno per giorno, settimana per settimana, mese per mese e quando si è al massimo del guadagno nel picco si considera quello già in tasca e un dolore indicibile veder poi il capitale al ribasso fluttuare e scendere, questo è un problema se volete investire correttamente.

I migliori investitori, ovvero coloro che hanno ottenuto i migliori rendimenti, raramente lo sono diventati in alcune settimane o mesi, anzi quasi mai. Dietro le loro fortune ci sono state stagioni buone e meno buone su periodi di diversi lustri e una strategia coerente e applicabile seguita nel tempo. Non un muoversi in basa alla pancia e all’emotività ma metodo e lungimiranza.

Non si pianta un seme per vedere crescere subito un albero. E come investitori sappiamo che occorre avere delle solidi radici e non muoversi come foglie al ghermire del vento. Ma avere una strategia sottostante e soprattutto l’atteggiamento mentale giusto. E senza quello non si va da nessuna parte. Anche come investitori.

p.s. attenzione la conferenza a cui il team di SoldiExpert SCF interverrà all’ItForum di Rimini il 21 maggio è stata spostata alle ore 16 presso la Sala della Marina (più capiente). Trovi sotto tutti i riferimenti e qui il link per registrarsi all’ITForum (gratuitamente) e avere tutte le informazioni salienti sulla conferenza


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