BORSA: BESTIA CHE PAURA! MA ALMENO C’È LA VIA D’USCITA. MENTRE NEL CASO DI AZIONI NON QUOTATE, IMMOBILIARE E CONTI DEPOSITO…

Il mattone? Un investimento scacciapensieri. Compri l’immobile, lo metti a reddito o lo usi per passarci le vacanze oppure lo acquisti per far frequentare l’università ai tuoi figli. Non ti chiedi mai se hai fatto un buon investimento. Se hai impiegato bene il tuo denaro, perché una volta che l’hai comprato l’alloggio, non c’è nessuna Borsa immobiliare che ti dica ogni giorno quanto vale. Ritieni per tutto il tempo in cui tieni questo investimento di aver fatto un ottimo affare. Pensi che il valore delle case in passato è sempre salito. E sulle case che finora hai comprato e rivenduto ci hai sempre guadagnato rispetto al prezzo di acquisto. Ti ricordi che vent’anni fa hai comprato un immobile per 300 milioni di lire e dopo 10 anni lo hai venduto per 200 mila euro. Come si fa a dire che non ci hai guadagnato? Certo lo sai che c’è l’inflazione e che hai immobilizzato il capitale per anni, ma il “conto della serva”, quello sui prezzi non deflazionati, a te basta e avanza. E relativamente al costo opportunità dell’investimento, ovvero il valore della migliore alternativa tralasciata, lo lasci calcolare agli altri.

 

Un tipo prudente

Rischiare non ti piace. La Borsa con tutti quei su e giù non fa proprio per te. A te interessano gli investimenti che puoi vedere e toccare con mano. L’immobile è ok. Le obbligazioni che ti propone la tua banca pure. Le azioni, se sono quelle del tuo istituto di credito, quello che opera nel tuo territorio, puoi anche valutare di comprarle. Non sono quotate? E che sarà mai. Te le propone il funzionario della banca, ti mostra l’andamento passato del prezzo del titolo, sempre ascendente e una costante distribuzione di dividendi. Come fai a dire di no? E’ proprio quello che stavi cercando.

evitare i rischi

Un po’ di immobile, per te l’investimento numero 1, un po’ di azioni non quotate della tua banca e poi qualche conto deposito, che ti piace perchè sai esattamente quanto guadagnerai prima di investire. E’ dal 2011 che investi sui conti deposito. La situazione quattro anni fa in Italia era preoccupante. Il governo Berlusconi fu commissariato dalla Troika. Arrivò “Super Mario” Monti e iniziarono le manovre da lacrime e sangue. La situazione dell’Italia era gravissima. E Piazza Affari in pochi mesi perse oltre un terzo del proprio valore.
Il conto deposito vincolato al 2,5% netto ti sembrava allora la cosa più bella del mondo e consideravi magari dei poveri matti quelli che invece investivano direttamente in azioni o obbligazioni.

 

L’immobiliare: il primo boccone amaro

Nel 2008 i prezzi del mattone in Italia iniziano a scendere. Iniziano 6 anni durissimi per il mattone. E anche nel 2015 sarà ancora un pianto. Secondo gli operatori del settore la discesa degli immobili proseguirà anche quest’anno (fonte il Sole24Ore, 12 gennaio 2015, “Prezzi delle case ancora giù nel 2015″).

La crisi dell’immobiliare di questa forza non te l’aspettavi. Prima sono aumentate le tasse sul mattone, poi sono diminuite le transazioni e poi anche i prezzi sono scesi. Devi accontentarti di un terzo in meno di quello che avevi previsto se vuoi vendere. Ma non solo devi ingoiare un rospo perché “pensavi che fosse amore e invece era un calesse” ma scopri anche che la domanda di case si è rarefatta. Anche se ti accontenti, non godi. Perché non c’è magari nessuno a cui la tua casa interessa. Peccato perché quei soldi ti avrebbero fatto comodo.

Clicca qui sotto sulla freccia per ascoltare la puntata della trasmissione radiofonica InBlu l’Economia in cui Marco Girardo intervista Roberta Rossi Responsabile Consulenza SoldiExpert SCF su mattone, conti deposito e titoli non quotati. Per sentire l’intervista devi avere l’audio del computer attivo 

 

La trappola delle azioni non quotate

Siccome il mattone non lo puoi vendere perché sono spariti i compratori, vai in banca. Vuoi vendere le azioni non quotate che hai acquistato. Scopri che non puoi farlo, che se va bene ci vorranno mesi o anni. Dipende. Intanto nessuno te le vuole acquistare. In questi anni non hai subito lo stress di vedere il tuo patrimonio oscillare ma ora tutto in un colpo scopri che c’era un costo nascosto molto alto: l’illiquidità. Brutta bestia. La nemica n.1 di ogni investitore perché non bisogna aver frequentato nessun Master di economia e finanza per sapere che quando serve “cash is king”.

Sulla carta è inutile avere un ricchissimo patrimonio se poi nella realtà non hai i soldi per pagare la servitù e il conto dal pizzicagnolo, come insegnano molte storie della nobiltà decaduta.

Le azioni delle banche non quotate non sono scambiate in Borsa ma su un mercato interno. La tua banca ha un fondo acquisto azioni proprie che serve per ricomprare i titoli in possesso dei soci. Sfortunatamente questo fondo, che già era striminzito rispetto ai titoli in circolazione, è stato ulteriormente ridotto dai burocrati di Bruxelles al 2% del patrimonio di vigilanza. Il problema è che non ci sei solo tu che vuoi vendere i titoli. Ci sono un sacco di altri risparmiatori. Il problema è chi li compra questi titoli? La banca stessa ha le mani più legate di prima.

Investimenti trappola

Scopri che non solo vendere non è per niente facile ma che qualcuno sui giornali e sui siti adombra che il prezzo di questi titoli è buono solo sulla carta. Se arriva un cavaliere bianco o se c’è una fusione con un’altra banca le tue azioni potrebbero valere meno, ma molto meno. Gli analisti calcolano che la tua banca viene prezzata una volta e mezzo il valore di libro. Quasi il doppio delle altre banche quotate. E questo non va bene.

 

Deposito ergo sum?

Ti rimane l’investimento sui conti deposito. Ma alla scadenza dei vincoli scopri che le banche sono sempre più avare: ti danno meno dell’1%. Che dopo il 2011 i tassi di interesse sono sempre più bassi. Peccato perché i conti deposito ti sembravano un investimento perfetto. Ma ti devi ricredere per l’ennesima volta. Alla radio in una trasmissione che si chiama InBlu l’Economia senti il conduttore Marco Girardo intervistare un consulente finanziario in gonnella. E’ la Responsabile Consulenza di SoldiExpert SCF. Si chiama Roberta Rossi. Dice che chi ha investito da luglio 2011 a oggi sui conti deposito ha guadagnato poco più del 10% ma poteva ottenere risultati nettamente migliori, ampliando il suo orizzonte. Dall’azionario allo stesso obbligazionario.

Quanto hanno reso

L’esperta dice che la Borsa ha tanti difetti ma è liquida. E che il risparmiatore medio come te ha la paura sbagliata quando si tratta di investire i propri soldi: ha paura di perdere. Mentre se ragionasse con maggiore razionalità e meno emotività avrebbe un’altra paura: quella di rimanere con il cerino acceso in mano.
Proprio come è successo a te con l’investimento immobiliare e con le azioni di banche non quotate. Poi l’esperta ti fa vedere quanto ti è costato in termini di rinuncia a migliori opportunità di investimento la tua scelta di puntare sul mattone e sulle azioni non quotate della tua banca. In questi anni ci sono stati investimenti che ti avrebbero consentito di raccogliere molte opportunità e guadagni. Rischiando meno…

 

Il conto deposito: croce e delizia

Scopri così che l’unico investimento che non ti ha congelato il capitale, quello sul conto deposito, non solo ha reso molto poco rispetto a un investimento di tipo obbligazionario o azionario, ma che hai pure corso dei rischi.

L’esperta intervistata da Radio In Blu dice anche che i conti deposito non sono arci-sicuri come magari qualcuno pensa, perché cosa succede se la banca a cui hai prestato i tuoi soldi è la Lehman Brothers o si caccia in qualche guaio e non ci sono più i soldi per tutti?

Il fondo di tutela dei depositi che “garantisce” 100.000 euro per conto? Sì… Se salta una banca forse minuscola ma se salta una banca di quelle cosiddette sistemiche o grossette, dice l’esperta, la faccenda diventa complicata.

Quindi ti chiedi: dove ho sbagliato? Non volevi mica la luna… o forse sì.

 

Consigli per non rimanere con il cerino in mano

E’ di questi giorni la notizia che lo stato austriaco ha fatto fallire la bad bank di Hypo Alpe Adria, una banca che anche in Italia qualche anno fa proponeva i suoi conti deposito. Peraltro con un slogan che si è rivelato azzeccato : “Dedicato a chi vuole la luna…”. Ne avevamo parlato nel maggio 2009 proprio su MoneyReport.it e poi ancora l’anno successivo di starne alla larga. Se si dava un’occhiata ai bilanci, e il nostro mestiere di consulenti finanziari indipendenti è anche quello, bisognava essere dei marziani per metterci dei soldi sopra. Nonostante ci sia ancora oggi chi pensa che mettere i soldi su un conto deposito sia la cosa più sicura della terra e chi più paga di rendimento meglio è. E basta.

A ripianare le perdite di  Hypo Alpe Adria saranno chiamati prima di tutto gli obbligazionisti di questa banca secondo quanto previsto dalle nuove direttive europee (bail in). Il che non è certo incoraggiante per chi possiede obbligazioni di altre banche che scricchiolano nel panorama europeo (e non sono poche).

Si passa dal “bail out” (salvataggio “da fuori”) al “bail in”. Ovvero non più salvataggi bancari il cui onere viene scaricato indiscriminatamente sui contribuenti ma d’ora in poi, con le nuove regole europee, in caso una banca dell’Unione Europea si dichiari insolvente soci, creditori e correntisti copriranno fino all’8% delle sue passività. E azionisti e sottoscrittori di bond possono perdere fino al 100% di quanto investito mentre sul fronte correntisti in linea di principio l’onere toccherà prima alle grandi aziende, poi ai correntisti individuali e infine alle pmi e poi ai correntisti con capitali sopra i 100 mila euro.

 

Niente è come sembra

A questo punto si dovrebbe capire che in tema di investimenti nulla è più come sembra. Peraltro con la caduta dei rendimenti e il Quantitative Easing un BTP a 30 anni rende oggi il 3,29% mentre uno a 10 l’1,68% e uno a 7 anni l’1,23%.
E’ veramente sicuro investire con simili tassi di rendimento?
E se il vento gira sull’Italia o sui tassi di interesse che tornano a salire è così sicuro investire solo in obbligazioni in modo statico sapendo che già oggi oltre un terzo dei titoli obbligazionari quotati offre un rendimento negativo?

Niente è come sembra 2
E’ un puzzle certo investire bene. Ma come in ogni puzzle ci sono dei trucchetti per riuscire.

Come partire dai puzzle più piccoli con scene semplici, pezzi larghi e un numero minimo e dopo aver acquisito una certa familiarità passare a quelli più complessi.

Investire (e bene) è importante. Prendere strade che possono sembrare scorciatoie “sicure” può costare caro.
Ed essersi disinteressati di una sana gestione dei propri risparmi e averlo continuato a fare per decenni (“perché non ho tempo oppure non voglio rischiare troppo o mi fido della mia banca…”) si potrebbe rivelare un grave errore strategico.
“Ci sono due cose che non tornano mai indietro: una freccia scagliata e un’occasione perduta” ha scritto Jim Rohn e questa frase dovrebbe essere più conosciuta da molti risparmiatori che col loro patrimonio spesso giocano col fuoco, ovvero con il loro futuro finanziario quando quel capitale gli sarà vitale nella terza e quarta età o per i propri figli.

Clicca qui sotto sulla freccia per ascoltare la puntata della trasmissione radiofonica InBlu l’Economia in cui Marco Girardo intervista Roberta Rossi Responsabile Consulenza SoldiExpert SCF su mattone, conti deposito e titoli non quotati. Per sentire l’intervista devi avere l’audio del computer attivo  

 

Scopri le altre 5 strategie IN e OUT per investire in borsa

Strategia per investire 1: INEssere flessibili conviene

Strategia per investire 2: OUTFare i take profit

Strategia per investire 3: INStare fermi a volte conviene

Strategia per investire 4: OUTTenere i titoli in perdita

Strategia per investire 5: INQuotato è bello

Strategia per investire 6: OUTPuntare sui dividendi

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