Borse: “Sell in may and go away” andava bene negli anni ‘50

I mercati finanziari sono molto più complessi e meno “binari” e per le Borse quello che valeva magari nel passato oggi non vale. Ecco il commento ai mercati di Salvatore Gaziano nella Lettera Settimanale

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L’estate sta finendo e un anno se ne va”… cantavano i Righeira nel 1985 e con l’avvio di settembre per molti inizia il vero Capodanno.

Nel quadrimestre maggio/giugno/luglio/agosto così sui mercati azionari si sono visti rialzi fra l’8% e il 14% (come era accaduto anche lo scorso anno) tranne che per il continente asiatico a dimostrazione che le ricette da pochi nichelini come “sell in may and go away” ovvero “vendi a maggio sui mercati e vai via dal mercato” non sono molto geniali come diversi risparmiatori e trader a caccia di ricette facili si ostinano a credere a dispetto dell’evidenza, trovando sempre qualcuno che incanta loro con prodotti o consigli “un tanto al chilo”.

I mercati finanziari sono molto più complessi e meno “binari” e quello che valeva magari negli anni ’50 oggi non vale e, peraltro, questo modello di acquisto e vendita “stagionale” trova le sue radici a Londra quando molto tempo fa aristocratici, banchieri e commercianti vendevano tutte le loro azioni a maggio per sfuggire al caldo della città per l’estate e quindi tornavano appena in tempo per l’annuale St. Leger’s Day Stakes, una delle più grandi e famose corse di cavalli inglesi che si svolgeva (e continua a svolgersi) a metà settembre, segnando ufficialmente la fine dell’estate.

 

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Sui mercati finanziari oggi si guarda apparentemente più alle parole del presidente della banca centrale Usa, la Fed, ovvero Jerome Powell che nell’atteso incontro-simposio virtuale di Jackson Hole, l’incontro dei grandi affaristi mondiali, ha mostrato tutta la sua abilità con un discorso pieno di sfumature. L’esercizio era atteso e difficile, ma il leader della Fed è abile nelle sottigliezze, lasciando tutti liberi di interpretare il suo discorso sul quando la più potente banca centrale del mondo inizierà a ridurre la “droga monetaria”, rialzando anche i tassi.

Intanto in Germania si è svolto questo fine settimana il primo dibattito televisivo fra i candidati alla carica di cancelliere visto che la Merkel si appresta a chiudere il suo regno durato 16 anni.

Il suo “delfino”, Armin Laschet non ha sfondato e sui giornali tedeschi si sprecano in queste settimane le analisi su cosa la cancelliera tedesca ha realizzato in Germania, diventando una delle figure più influenti non solo della politica tedesca, ma della scena mondiale.

Alcuni grafici che abbiamo visto e che vi riproponiamo sono per noi italiani una “coltellata”, poiché il confronto è abbastanza impietoso, comunque la si pensi.

 

Miracolo tedesco: pil pro capite tra Stati dell'UE o del G7

 

Come dice comunque Francesco Pilotti, responsabile dell’Ufficio Studi di SoldiExpert SCF, in modo scherzoso, noi italiani abbiamo vinto l’Europeo di calcio e anche l’ultimo Eurofestival e questo ha anche il suo peso, se proprio non vogliamo deprimerci del tutto.

Stai bene, investi bene

 

Salvatore Gaziano di SoldiExpert SCF
Responsabile Strategie d’Investimento SoldiExpert SCF