Borse in recupero nonostante Trump e la cronica ingovernabilità in Italia

Grande la confusione sotto il cielo, la situazione è dunque eccellente”.
Il vecchio detto del timoniere cinese Mao sembra adattarsi perfettamente alla situazione attuale dei mercati finanziari dove coesistono numerosi punti di grandiosa incertezza. A livello politico il voto del 4 marzo non ha sancito la forza che condurrà il Paese nel prossimo futuro mentre oltreoceano il Presidente Usa Donald Trump minaccia l’Europa di applicare dazi su molti prodotti se Bruxelles non prenderà un impegno concreto per rivedere molte delle misure che secondo il n.1 della Casa Bianca danneggiano imprenditori, agricoltori ed allevatori americani.

E intanto ieri il settore dell’energia è stato protagonista a livello europeo con Innogy che si è innalzato a titolo con la migliore performance dopo che la capogruppo RWE e la rivale E.ON hanno dichiarato di voler fare uno “spezzatino” della più grande compagnia energetica tedesca per valore di mercato e dividere le proprie attività.

Un’operazione da 22 miliardi di euro dove E.on ha acquistato dalla concorrente Rwe il 76,8% di Innogy e dove quindi di fatto i 2 più importanti operatori del settore energetico hanno deciso di arrivare a un accordo per concentrarsi ciascuno in un mercato parzialmente differente come quello della produzione di energia soprattutto rinnovabile (RWE) e nella distribuzione (E.on).

Un’altra “grande coalizione” in salsa tedesca anche nell’energia  mentre in Italia ancora non si vede una luce in fondo al tunnel del cammino di formazione di un governo per la XVIII legislatura repubblicana.

E tutto questo non sembra particolarmente preoccupare Piazza Affari che ha proseguito anche ieri il movimento di recupero con il governo Gentiloni che comunque resterà in carica fino a quando non se ne formerà un altro e sullo sfondo la possibilità che l’eventuale nuovo governo che nascerà (se nascerà) comunque difficilmente potrà portare avanti le tesi più forti di qualsiasi parte poiché si dovrà per forza di cose arrivare a una serie di compromessi. E ieri fra i nomi dei possibili premier di un governo di scopo è circolato il nome dell’’ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli, per un “governo del presidente” se i partiti non dovessero trovare un accordo. Ma sicuramente di nomi di possibili “premier di garanzia” da qui alle prossime settimane ne sentiremo molti altri e sicuramente la definizione dei presidenti della Camera e del Senato aiuterà a farsi un’idea più chiara sulla composizione del puzzle.

Di questi argomenti ha parlato Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, durante il consueto collegamento con CLASS CNBC prima dell’apertura dei mercati a “Caffè Affari”, trasmissione condotta in studio da Ludovica Brignola, analizzando gli effetti dei vari scenari possibili sui mercati.

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