DUE CUORI E UN CAPANNONE

Messi uno in fila all’altro raggiungerebbero i 250 chilometri, come andare da Milano a Venezia: sono gli 11 MILA CAPANNONI SFITTI costruiti in Veneto che giacciono inutilizzati. Il valore teorico potrebbe essere di 4 miliardi di euro ma questo è il dato sulla carta. Perché al momento per questi capannoni non c’è domanda e chi … Continued

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Messi uno in fila all’altro raggiungerebbero i 250 chilometri, come andare da Milano a Venezia: sono gli 11 MILA CAPANNONI SFITTI costruiti in Veneto che giacciono inutilizzati. Il valore teorico potrebbe essere di 4 miliardi di euro ma questo è il dato sulla carta. Perché al momento per questi capannoni non c’è domanda e chi aveva pensato di farsi la pensione comprando un capannone e affittandolo, ha dolorosamente scoperto che, in tempi di crisi economica, la domanda di un capannone sopra la testa è crollata. Come si racconta in un articolo pubblicato sabato su La Stampa: i cartelli VENDESI sono ormai sbiaditi. Quasi il 20% del territorio veneto è occupato da capannoni abbandonati.

 

 

Intanto anche chi aveva pensato di costruirsi una rendita comprando e affittando un negozio, si scontra con i tempi che cambiano: i dati diffusi in questi giorni da Confcommercio mostrano che negli ultimi 10 anni si sono PERSI 64 MILA NEGOZI. L’unico settore in controtendenza è quello della ristorazione: tra il 2008 e il 2018 si è registrata una crescita di 44.924 unità tra alberghi, bar e ristoranti (+15,1%).

Insomma anche l’investimento più solido come il MATTONE si dimostra un GIGANTE DAI PIEDI D’ARGILLA quando cambia il contesto economico che lo circonda. Un investimento immobile, in UN MONDO SEMPRE PIU’ MOBILE, ha ancora senso?