Caravan Petrol. Cosa è successo a “‘o ppetrolio americano” come cantava Renato Carosone

Le montagne russe per il prezzo del petrolio continuano con qualche tentativo di rimbalzo  che poco però intaccano la tendenza generale che ha segnato un crollo storico delle quotazioni negli ultimi 2 mesi. Martedì il “light sweet crude” (WTI) è precipitato al -21%, dopo che il fondo passivo americano United States Oil Fund (USO), uno dei principali attori finanziari, aveva deciso di chiudere anticipatamente il contratto per termine sostenuto da una consegna di petrolio americano a giugno.

“O ppetrolio americano” come cantava Renato Carosone in una celebre canzone di fine anni ’50, Caravan Petrol, si è schiantato così ancora prima di riprovare poi ieri a rimbalzare.

Il motivo indicato da uno dei più grandi ETC sul petrolio (gli ETF investono sui titoli, gli ETC sulle commodity)? Il rischio di vederlo cadere in territorio negativo, come il contratto consegnabile a maggio. Tutti i fondi indicizzati quotati (ETC) che replicano questo indice sono stati così costretti a vendere i loro contratti di giugno martedì per acquistare contratti a più lungo termine, innescando una nuova discesa. Vendite forzate stanno facendo capitolare in queste settimana i prezzi delle scadenze ravvicinate e moltissimi trader piccoli e grandi “a caccia di affari” hanno visto i conti saltare per l’eccezionale movimento negativo.

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