Carenza dei microchip: la strategia di Volkswagen

Il colosso automobilistico tedesco sta vivendo la fase più critica della crisi dell'offerta dei chip. L'intervista al direttore acquisti

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La carenza dei semiconduttori sta a mettendo a dura prova il settore automobilistico, in particolare Volkswagen. Un articolo del quotidiano tedesco Handelsblatt affronta il tema di come l’azienda sta facendo fronte questa crisi grazie all’intervista a Murat Aksel direttore acquisti di Volkswagen.

Il colosso automobilistico tedesco sta vivendo la fase più critica della crisi dell’offerta dei chip. “Stiamo affrontando le sei settimane più difficili”, ha dichiarato Murat Aksel, direttore degli acquisti del gruppo VW.

Tuttavia, la crisi dell’offerta dei chip si fa sentire non soltanto nel settore automobilistico ma sta avendo impatti a livello mondiale, qui un approfondimento sul tema e sui fattori determinanti.

A causa della difficile situazione dell’offerta, Volkswagen amplierà il proprio stoccaggio di chip. “La sicurezza dell’approvvigionamento è uno dei nostri compiti più importanti. Per me vale il principio: nessun componente, nessuna macchina, niente soldi”, ha sottolineato Aksel.

E questo non vale solo per i chip. Ecco perché Volkswagen sta attualmente esaminando “tutti i modelli componente per componente” e classificando il rischio di fornitura.

Volkswagen intende ridurre i costi dei materiali del 7% entro la fine del prossimo anno ma a causa dell’attuale impennata dei prezzi delle materie prime, il gruppo potrebbe non raggiungere questo obiettivo, ha avvertito Aksel. Il colosso automobilistico sta fondamentalmente cercando una cooperazione più intensa e più strategica e orientata con i fornitori.

 

L’intervista a murat aksel di volkswagen

 

Di seguito riportiamo l’intervista che offre diversi spunti interessanti per comprendere lo stato dell’industria automobilistica.

Signor Aksel, la mancanza di chip è attualmente il suo problema più grande. Come descriverebbe la situazione?

Attualmente c’è un grande divario tra domanda e offerta di chip. Ciò non riguarda solo le case automobilistiche, ma anche i produttori di smartphone, computer e console di gioco. In ogni settore manca circa il 10% in tutto il mondo. Occorrono fino a due anni prima che si possano creare nuove capacità produttive.

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