Quelli della banda del 5% ovvero il caso MPS (TRA MOGLIE E MARITO NON METTERE IL DITO)

Quando raccontiamo che ci occupiamo di Borsa, Roberta Rossi come Consulente Finanziario Indipendente (e responsabile della consulenza personalizzata )  e il sottoscritto Salvatore Gaziano come strategist nonché per lunghi anni giornalista finanziario, c’è sempre un certo interesse per il lavoro che svolgiamo. Consigliare a piccoli e grandi investitori come investire al meglio i loro risparmi. 

Se poi a questo si aggiunge il fatto che formiamo, praticamente dal giorno che ci siamo conosciuti, una ditta anche nella vita privata, la curiosità cresce. Alcuni ci immaginano parlare di Borsa e investimenti appena alzati mentre con un occhio prepariamo la colazione per i bambini e con l’altro leggiamo i giornali. In effetti la nostra giornata inizia esattamente così e poi proseguiamo così per buona parte della giornata.

Già ma di cosa parliamo? Di attualità soprattutto. Così abbiamo pensato di fare una rassegna stampa settimanale un po’ differente rispetto a quelle che circolano sul web. Ecco come è nata questa idea (che speriamo vi piacerà) di raccontare la Borsa in modo un po’ anti-convenzionale partendo dall’attualità. E naturalmente se volete unirvi a questa discussione non possiamo alle 7 del mattino invitarvi a colazione, ma sul sito MoneyReport.it potete in fondo a questo articolo pubblicare i vostri commenti e partecipare alla discussione…

 

   MPS: La banca o banda del 5% ?

Roberta: E così abbiamo scoperto dai giornali e da alcune “gole profonde” che alcuni manager dell’area finanza di Mps prendevano il 5% su tutto. E dicono che all’estero MPS fosse considerata la Banca del 5%.

Salvatore: Si ed è difficile a questo punto distinguere anche fra banca e banda del 5%. Tra l’altro nel piano industriale lanciato da Alessandro Profumo ricorre ancora il numero 5%. Ed è proprio uno dei cardini con cui questa banca vuole raccogliere liquidità nuova sul mercato per coprire i buchi accumulati negli anni. Hanno, infatti, lanciato pochi mesi fa il Conto Italiano di Deposito che prevede la possibilità di ricevere rendimenti fino al 5% lordo se gli si lascia i soldi per 5 anni. Tanto per pagare gli interessi non c’è problema. Ci sono sempre i soldi degli ultimi e a pensare male poi i soldi dello Stato…

Roberta: In effetti in Spagna dove anche lì molte banche sono messe perfino peggio delle nostre hanno deciso di imporre un tetto alla remunerazione dei conti deposito altrimenti l’azzardo morale e sempre più evidente come la distorsione della concorrenza.

Salvatore: Nella numerologia i pitagorici consideravano il 5 come il numero dell’avventura ed essendo la prima combinazione di un numero dispari (il 3) e di uno pari (il 2) rappresentava il matrimonio, l’unione tra due esseri. Un po’ le due anime della Banca moderna. Diavolo e Angelo come hai ricordato citando quel bel quadro di Moreau. La banca moderna è per te come la Sfinge ritratta nel 1864 da Gustave Moreau, un pittore appartenente alla corrente del Simbolismo. Non quella che siede sulle tombe dei faraoni egiziani ed è protettrice dei buoni. No Moreau ritrae la sfinge che secondo le leggende greche imperversava nella regione di Tebe e che divorava i passanti che non sapevano rispondere alle sue domande. Un mostro metà donna e metà bestia. Ma lo sguardo di molti si ferma alla donna. Oltre non va. Il mostro non lo vede. E non vedendolo si fida di qualsiasi consiglio gli venga dato senza sapere che questa fiducia serve a volte alle banche per piazzare i propri prodotti. Nel proprio interesse e non tenendo conto di quello del cliente.

Roberta: Però pensavo a questi manager che sono un po’ fessi. Se uno si prende le tangenti sotto forma di stecche e si fa mandare i soldi fuori dal suolo patrio, estero su estero, come gli viene in mente poi di fare lo Scudo Fiscale e riportarsi in Italia decine di milioni di euro? Dalle indagini si è scoperto che diversi importanti dirigenti dell’area Finanza di Mps avrebbero usufruito dei benefici dello scudo fiscale per una somma finora accertata di circa 40 milioni di euro….

Salvatore: Si vede che volevano rilanciare l’economia e da bravi “patrioti” volevano spenderli in Italia… C’è un senso di impunità diffusa oramai in questo Paese. Frodi la tua banca, ti fai pagare la stecca sui conti esteri e poi condoni tutto per riportare i soldi in Italia…

Roberta: Però è da cretini o sprovveduti. Ma già ti sei preso un sacco di soldi in modo illegale e in più li trasferisci da uno Stato all’altro e li riporti in casa che è come dire mettersi un bel faro della finanza addosso. E poi mica si trattava di pochi soldi: erano troppi per non dare nell’occhio. Che poi adesso se ti compri la fuoriserie o fai spese pazze in Italia hai un’alta probabilità di essere segnalato e riceverti un accertamento incrociato…

Salvatore: Bhe questo è un altro problema alla fine serio per l’economia. Se chi può spendere anche i soldi guadagnati in modo onesto deve per farlo temere un contenzioso lungo con l’Agenzia delle Entrate si entra in una spirale assurda. Nel settore non solo del lusso ma anche dei viaggi mi risulta che molti tour operator italiani sono molto preoccupati. Segnalare via telematica all’Agenzia delle Entrate i clienti che fanno i viaggi più costosi non piace a tutti, sembrano tornati i tempi dell’Inquisizione..

Roberta: Nata appunto in Italia. Mi risulta sempre più che c’è chi si fa organizzare i pacchetti viaggio più costosi rivolgendosi direttamente ad agenzie di viaggio francesi o svizzere. Questi manager di MPS si sono forse fatti tradire da un senso di impunità senza limiti come confermano gli sviluppi di questa vicenda e le notizie degli ultimi giorni. Una volta si diceva “cerchez la femme”, ora “cerchez l’’argent”…

Salvatore: E’ stata una delle grandi intuizioni del metodo dell’ex magistrato Giovanni Falcone: “Follow the money” (segui i soldi). «Lassamu futtiri tutto il resto e cerchiamo i picciuli».

Roberta: Sì ricordo benissimo anche la frase nel film tratto dal libro di Sciascia, “Il giorno della civetta” e cosa diceva il Capitano Bellodi: «Bisogna inchiodarli sul denaro, andare nelle banche e rovistare». Ora però il paradosso è che nelle banche a rovistare occorre andarci per vedere i conti dei capi…e non quelli dei clienti.

 

La nostra conversazione andrà avanti domani sul caso Saipem e il tonfo di lunedì di Piazza Affari. Continuate a seguirci e se volete partecipare alla discussione potete dire anche la vostra pubblicando il vostro commento sotto in questo blog. 

 

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