Cautela sul settore bancario colpito dalle agenzie di rating

In questo contesto negativo per il mercato europeo e italiano in particolare, la preoccupazione principale è quella di cercare di sterilizzare l’effetto spread che ha superato stabilmente quota 300. La strategia migliore è quella di operare con strumenti alternativi alle azioni per cercare di captare tendenze positive di aree geografiche lontane dall’Europa o comparti di nicchia.

Per gli amanti del rischio la discesa dei corsi delle obbligazioni e dei Titoli di Stato e il conseguente aumento dei rendimenti equivale a una opportunità di guadagno, ma personalmente ritengo che la strategia corretta sia quella che prevede la fuga dal rischio e la vendita almeno della maggior parte delle posizioni che tendono a far oscillare maggiormente il valore del portafoglio. La regola numero uno rimane quella di evitare i titoli bancari che continuano a essere coliti da revisioni al ribasso dei principali istituti di rating.

Proprio ieri Credit Suisse ha ridotto il prezzo obiettivo su Unicredit e su Banco BPM, Fitch ha portato a “negativo” da “stabile” l’outlook di Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Credem e Bnl e questa pratica appare tanto diffusa quanto curiosa perché i target dovrebbero essere anticipati dalle società e non dovrebbero essere qualcosa di variabile a seconda di dove tira il vento.

Clicca sull’immagine sotto per l’intervento di oggi di Francesco Pilotti, Responsabile dell’Ufficio Studi di SoldiExpert SCF, ospite di Irene Elisei, conduttrice di “Caffè Affari” su Class CNBC (canale Sky 507), per il commento prima dell’apertura dei mercati.

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