PER I CDS LA PROBABILITA’ CHE L’ITALIA “SALTI” E’ ARRIVATA MERCOLEDI’ AL 40%. E PER QUESTO MONTI E’ UNA DELLE POCHE FACCE CREDIBILI CHE IL NOSTRO PAESE PUO’ ANCORA SPENDERE A QUESTE CONDIZIONI.

Non è bastata martedì 8 novembre la dichiarazione di Silvio Berlusconi di voler rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio dopo l’approvazione della legge di stabilità a tranquillizzare improvvisamente i mercati. Passata rapidamente l’euforia e l’apparente risoluzione di un problema i mercati ne hanno visto palesarsi un altro più grande che ha provocato il crollo dei titoli azionari e dei titoli di Stato nella seduta a tratti drammatica di mercoledì.

Riuscirà l’Italia a darsi rapidamente una mossa e trovare la forza in pochi mesi di fare come riforme strutturali e tagli quello che non ha fatto da diverse legislature? L’ipotesi di andare alle elezioni è per i mercati  la peggiore possibile visto che si andrebbe con la stessa legge elettorale che ci ha dato questi “campioni” e anche se cambierebbe, come è quasi sicuro, lo schieramento, non passeremmo (è facile immaginare) da un governo di brocchi a uno di purosangue.

Le contraddizioni che erano presenti dentro il centro destra sono ugualmente presenti (se non più forti) anche nel centro sinistra: intorno a un tavolo di governo se metti insieme Bersani, Letta (Enrico), Vendola, Di Pietro, la Bindi e i sindacati confederali e le altre infinite componenti è difficile trovare un vero accordo su riforme serie e profonde (soprattutto se si parla di riforme profonde del mercato del lavoro, pensioni, privatizzazioni, liberalizzazioni, interessi precostituiti, etc…) tranne forse per decidere il colore della tappezzeria di qualche sala (secondaria) di Palazzo Chigi. Questo è quello che pensano i mercati.

E il volo dello spread Btp/Bund a 570 punti con il rendimento dei titoli decennali al / è servito giovedì come una pistola sulla tempia a far capire a Berlusconi (e non solo) che l’ipotesi di elezioni anticipate è un “lusso” che l’Italia oggi non si può permettere dato che per il sistema italiano significherebbe navigare per altri 2/3 mesi nella tormenta a luci spente per poi magari arrivare a un’ennesima non soluzione e al solito “balletto”.

L’ipotesi di un governo tecnico guidato da Mario Monti è quindi oggi l’unica strada percorribile e naturalmente questa soluzione può solo funzionare se i rappresentanti del centro-destra e centro-sinistra come le acque del Mar Rosso si ritirano e danno sostanzialmente carta bianca o quasi all’ex commissario dell’Unione Europea.



Quasi una sorta di governo tecnico provvisorio permanente con alle spalle una coalizione (anche se già si conoscono le defezioni quasi ufficiali da questa banda dei partiti di Di Pietro e Bossi) così vasta e curiosa da ricordare quasi i Village People. Da Alfano a Bocchino, da Fini a La Russa, da Bersani a Nitto Palma, da Pietro Ichino a Frattini, da Giuliano Amato (a volte ritornano..) alla Carlucci, da Enrico Letta a Gianni Letta.

Tutti insieme ma poco appassionatamente.

Per i mercati la credibilità della classe politica italiana è perfino peggiore di quella greca…

Fanta politica? Potrebbe sembrarlo ma i Mercati (il Dio che comanda oramai su tutto) non hanno affatto voglia di scherzare e giudicano per l’Italia (a differenza di quanto è avvenuto in Spagna con le dimissioni di Zapatero) come la democrazia parlamentare sia qualcosa di così seriamente malato  da non assegnare alle urne alcuna seria possibilità di uscire non tanto con un responso ma soprattutto con una vera coalizione in grado di reggere veramente nel tempo non a una campagna elettorale ma a una vera azione di governo dove si tratta di prendere decisioni “lacrime e sangue” e dare una seria sterzata a questo paese “live” e non solo nei blog e nelle brochure elettorali.

Inutile girarci intorno: il governo di centro-destra ha fallito miseramente (e Berlusconi ha la grave colpa di non aver gettato la spugna prima quando era chiaro anche agli stessi lettori de “Il Giornale” e non solo de “Il Fatto Quotidiano”) che lui era parte del “problema” e non la “soluzione”. Ma è bene ricordare che qualche anno fa con il governo Prodi e il centro sinistra abbiamo assistito alla stessa dissoluzione giorno dopo giorno della maggioranza con il passaggio da una coalizione all’altra dei vari Scilipoti e delle varie Carlucci di turno. E alla stessa incapacità di varare qualsiasi serio provvedimento per la crescita o per il taglio di privilegi e dei costi inutili.

E quindi sostenere che la soluzione sia quella di dare la parola al “popolo sovrano” (come dicono Bossi e Di Pietro e i tanti “sinceri democratici” spesso in buona fede) è forse (così pensano i mercati) voler insultare la memoria degli italiani che ricordano che in questo Paese si sono succeduti dal dopoguerra in poi 62 governi (quasi uno all’anno!), sedici legislature e tutte le formule di coalizione (centro, centro-destra, centro sinistra, governi di unità nazionale) per produrre infine uno dei debiti pubblici più alti al mondo con una serie di sprechi da guinness dei primati e un Paese che oggi, nonostante una classe imprenditoriale eccezionale, è in seria difficoltà e si muove come un gambero. E dove non c’è quasi più futuro soprattutto per le giovani generazioni o chi ha la sventura di ricercare un nuovo lavoro a 50 anni.

Tutti i dati confermano, infatti, che il nostro Belpaese nell’Unione europea è indicato fra le nazioni dove è più difficile intraprendere un’attività imprenditoriale e siamo anche in fondo alle classifiche dei Paesi che attraggono gli investimenti stranieri mentre il Pil pro-capite è tornato ai livelli del 1999. Un calo continuo e pericoloso. Se all’inizio degli anni ‘90 un italiano medio guadagnava un 6% in più rispetto alla media dei suoi “fratelli” europei oggi si trova nella situazione opposta e guadagna il 93% della media UE.

Qualche anno fa prendevamo in giro i polacchi e li raccontavamo come “lavavetri”: ebbene oggi a giudicare il prezzo dei credit default swap (l’assicurazione che copre il rischio emittente ovvero la possibilità che una società o uno Stato possa fallire) la Polonia viene giudicata nettamente più solida, affidabile e con prospettive più sicure dell’Italia e in questi giorni la sicurezza del nostro debito pubblico viene considerata nettamente inferiore perfino a quella dell’Egitto.

Per il “borsino” dei falliti la probabilità che facciamo pataCrac è arrivata quasi al 40% nei momenti di maggiore tensione di questa settimana..

Vedere i credit default swap dell’Italia “girare” intorno a 550 (come è accaduto negli scorsi giorni) significa tradotto in probabilità statistica e in modo comprensibile per tutti che in questo momento i mercati stimano la probabilità di bancarotta dell’Italia (ovvero l’impossibilità di restituire ai possessori di titoli di stato il loro credito) intorno al 38%. Una stima fatta considerando al 40% il cosiddetto “recovery rate” ovvero quanto potrebbe essere restituito nel caso peggiore ai possessori di titoli obbligazionari “defaultati” in base a storie precedenti di altre mega insolvenze di Stati sovrani (come l’Argentina) o emittenti obbligazionari.

Una percentuale decisamente elevata (per la cronaca sopra il livello di 780 dei Cds a 5 anni significherebbe che la probabilità di default ha superato il 50%) per quanto certo ci sarebbe da parlare e molto di questi strumenti, del come si formano i prezzi e del fatto che si possono utilizzare di fatto più che come copertura come vera e propria ulteriore forma di speculazione, alimentando in modo insensato così la volatilità dei mercati e l’attacco verso gli emittenti più deboli da parte di speculatori che si fiondano sopra in branco come sciacalli su una preda braccata e ferita.

E anche qui ci sarebbe da aprire una bella parentesi poiché se questo è possibile è perché le autorità di controllo italiane come quelle mondiali non controllano oramai di fatto nulla (se non sicuramente la propria lauta busta paga a fine mese) e perfino sulla Borsa italiana dopo aver inserito in modo totalmente raffazzonato il divieto di vendite allo scoperto sui titoli bancari è tuttora possibile e anzi pure in un certo modo consigliato e spiegato nei seminari condotti in queste settimane compreso un prossimoseminario organizzato settimana prossima dalla stessa Borsa Italiana sul come vendere short i titoli di stato anche attraverso Etf a disposizione di tutti i risparmiatori per “giocare” contro l’Italia e guadagnarci sopra. Sic.

Che fare? Stare tranqulli? Sì in un certo senso ma a patto che…

Chi scrive (e politicamente sono conscio che molti lettori la penseranno diversamente) ritiene chiaramente che i mercati vogliono solo una cosa: Mario Monti come premier e un’agenda lacrime e sangue. E obtorto collo il parlamento votare il calice “amaro”sotto la pressione dei mercati oramai una vera pistola puntata alla tempia. Una soluzione “democratica” e basata” sul “popolo sovrano” viene considerata la peggiore iattura visto che decenni di elezioni anticipate non hanno risolto in Italia alcun problema ma l’hanno solo acuito. Centro destra come centro sinistra.

Monti avrà certo le sue gatte da pelare (e non sarà fra le migliori soluzioni possibili) ma ora è l’unica medicina che abbiamo nell’armadietto per non morire soffocati: chi parla (e talvolta straparla) ora di elezioni, voto sovrano e democrazia parlamentare all’italiana dovrebbe ricordarsi che in questo dopoguerra abbiamo avuto oltre 16legislature, oltre 60 governi e tutte le formule possibili di governo per produrre quello che abbiamo prodotto …. Pensare che le prossime elezioni, andando ora al voto, siano quelle che risolvono ora tutto mi fa sembrare questi sostenitori del voto a oltranza come i “drogati” di slot machine e videopoker. Che continuano a mettere soldi nelle macchinette con l’intenzione di rifarsi e così aumentano solo le perdite….

E se proprio devo dirla tutta penso (in verità già da quando avevo 15 anni) che la democrazia parlamentare italiana attuale è una sorta  di “truffa” legalizzata come quella delle macchinette mangiasoldi. In Italia l’attuale classe politica o quella che verrebbe dalle urne, soprattutto con questa legge elettorale e con il sistema con cui i partiti oggi eleggono le loro “elite”, viene considerata dai mercati (e giustamente) all’80% una masnada di incantatori di serpenti, falliti e imbroglioni che alla fine non è in grado di mettersi d’accordo su nulla. E Monti è ben visto proprio perchè non fa parte di questa “genia” della classe politica italiana. E’ un tecnocrate? Meglio: di incompetenti al potere eletti “democraticamente” ne abbiamo già visti a bizzeffe… E se non ce la fa lui e i politici attuali non fanno un passo indietro nell’interesse del Paese siamo allora messi veramente molto male.

Mi ha scritto in questi giorni su Facebook sulla mia pagina personale una mia compagna di scuola ai tempi di ragioneria al mitico “Sommeiller” di Torino (dove si sono diplomati a parte me anche gente importante come Vilfredo Pareto, Vittorio Valletta, Giuseppe Saragat e molti altri con docenti come Luigi Einaudi): “A parte gli scherzi Salva,io sono fortemente preoccupata….. Questo “film” l’ho già visto…. nel 2002 in Argentina (non personalmente, ma tramite racconto dei parenti e amici di mio marito) un bel giorno si sono recati alle loro banche e non hanno trovato più nulla…. Gente che è stata distrutta, ridotta in miseria, classe media annullata….un disastro…. Ci dicono di stare tranquilli….ma i fatti parlano. L’altro giorno mi sono recata alla mia banca per fare un’operazione in conto con un risparmio che ho…hanno tergiversato mezzora e non me lo hanno fatto fare…. questo risparmio non era ne bloccato ne in garanzia…..cosa mi dici?”.

Dico alla mia cara ex compagna di scuola Tiziana e ai miei quattro lettori che la situazione è grave (e questa volta anche seria per smentire per una volta Ennio Flaiano) anche se molti (soprattutto per chi frequenta Palazzo Chigi o Montecitorio) fanno finta di non capirlo; l’Italia nonostante tutto ha certo grandi possibilità di superare questo momento perché la nostra ricchezza nazionale privata è comunque elevata (fra le più elevate in Europa) come è elevato il nostro spirito imprenditoriale come il nostro patrimonio non solo finanziario. E da tagliare c’è molto, un’intera giungla di sperperi dall’amministrazione pubblica alla politica, dalle pensioni all’esercito (dove sono oramai tutti colonnelli e generali ma non ci sono più i soldati).

Ma se la nostra classe politica si continuerà a comportarsi (soprattutto in questa fase) come i capponi di Renzo di manzoniana memoria rischiamo questa volta veramente il patatrac. Che significa anche possibile crac. Un’ipotesi che certamente non invochiamo (come alcuni idioti profeti dell’Apocalisse sembrano quasi auspicare come “bagno purificatore”, lieti di essere fra coloro che l’avevano detto…)  che speriamo certo non si realizzi ma che è al di fuori… dalla nostra portata se la situazione dovesse improvvisamente precipitare. E per questo l’allontanamento dell’idea piuttosto idiota o balzana (vedete voi) del voto anticipato ci dà qualche speranza.

E per questo continuiamo a monitorare la situazione e, soprattutto nei nostri portafogli consigliati di SoldiExpert SCF, a valutare tutte le opzioni come sempre abbiamo fatto in questi anni e mesi come aver consigliato (con il semaforo “rosso” inviato ai nostri abbonati) in questo inizio estate prudentemente di uscire dalla Borsa italiana precauzionalmente come il consiglio che abbiamo sempre dato di non imbottirsi di titoli del debito pubblico italiano nei mesi scorsi. Una precauzione  riguardo poi le azioni che purtroppo si è rivelata corretta a vedere poi le quotazioni attuali di tutti i titoli del listino italiano anche con fondamentali in buona salute.

Avanti Monti, quindi. E indietro tutta la classe politica. Questa è la mia speranza personale affidata come un messaggio in una bottiglia lanciata nell’oceano del web.

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