Certificati: un video per spiegare cosa sapere per non farsi imbrigliare e tosare

Ammetto di restare ancora impressionato (e di anni di esperienza ne ho molta in questo settore) per la quantità di prodotti e strumenti finanziari “mangia-soldi” che i risparmiatori si fanno docilmente inserire come asset del proprio giardinetto di investimenti. Certo alcuni investitori li scelgono personalmente, ma sono sempre di più gli intermediari che consigliano i certificati a risparmiatori poco consapevoli del funzionamento e dei rischi di questi prodotti.

>>> Guarda QUI il video tutorial Quello che devi sapere sui certificati pro e contro <<<

 

I certificati insieme a unit linked, fondi d’investimento (soprattutto a cedola, target, multi-asset e fondi di private equity) sono nella lista nera che ogni risparmiatore che ha a cuore il proprio patrimonio (e non quello del proprio intermediario) dovrebbe mettere in cima alla lista.

Ho raccolto l’invito, insieme ad altri consulenti indipendenti, di Alfonso Scarano, presidente di Assotag, l’Associazione Italiana dei Periti e dei Consulenti Tecnici nominati dall’Autorità Giudiziaria, a spiegare nel modo più semplice e completo le ragioni per cui questi strumenti non sono affatto il Bengodi che viene venduto al risparmiatore.

Ne parlo in questo tutorial che ti consiglio di vedere.

I certificates (o certificati) d’investimento promettono certo di far guadagnare soldi in breve tempo e ottenere cedole ultra generose. Ma possono tirare solenni fregature e dimostrarsi prodotti illiquidi e costosi (e infatti vengono collocati a manetta da numerose reti e banche).

Che cosa guardare in questi strumenti: quali i lati positivi ma anche invece negativi?
Perchè banche e reti li collocano a go-go? Chi ci guadagna? Il risparmiatore ? O invece il risparmiatore è destinato a fare la fine del pollo da spennare (e magari a sua insaputa) come spesso succede nel mondo del risparmio gestito ?

Questi sono gli argomenti scomodi che ho trattato in questo video e che purtroppo molti risparmiatori non prendono in considerazione perchè chi colloca i certificati ha interessi spesso divergenti e non certo quello di “fare le pulci” a questi prodotti che nella maggior parte dei casi si sono dimostrati in questi anni un gigantesco affare per banche e Reti … e non per i risparmiatori. Per quale motivo? Perchè quando collocano (ovvero riescono a piazzare nel portafoglio di un investitore) un certificato banche e reti incassano subito una robusta retrocessione, chiamata commissione di collocamento, che può arrivare anche al 4% del prezzo di emissione del certificates. Le commissioni di collocamento sono pagate al Collocatore (la banca o la rete di vendita che consiglia il prodotto al cliente) dall’emittente del certificato (la società che confeziona lo strumento) alla Data di Emissione e in proporzione ai certificati effettivamente collocati.

Buona visione.

GUARDA IL VIDEO

p.s. in questi giorni diversi risparmiatori ci hanno scritto che hanno visto polverizzati i loro risparmi investiti in certificati che promettevano cedole ultra ricche e recupero delle minus valenze e che avevano come sottostante le azioni Wirecard protagoniste di un mega crac. L’ennesima conferma che gli asini non volano come abbiamo spiegato in questo video e nessuno regala nulla sui mercati finanziari.

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