Puntare sulla Cina: secondo UBS offre una migliore diversificazione nonostante tutto

Come diversificare al meglio il proprio portafoglio? Nel contesto attuale UBS ritiene conveniente giocare d'anticipo puntando sulla Cina

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“Aumentare l’allocazione al mercato cinese può migliorare la diversificazione e aiutare a posizionarsi sulle principali trasformazioni economiche, giocando d’anticipo rispetto a gran parte degli indici globali” afferma il cio Matteo Ramenghi di UBS nonostante l’andamento negativo dell’azionario cinese dopo il Capodanno cinese condizionato anche dalla politica restrittiva sul lato monetario della Banca Centrale cinese.

Di seguito riportiamo integralmente il report della banca svizzera sul tema della diversificazione.

La Cina continua a essere la protagonista della scena economica mondiale di questo secolo: negli ultimi 20 anni la sua economia è quintuplicata e ormai rappresenta il 20% del PIL globale e il 30% della crescita economica.

Questa vertiginosa espansione è frutto di politiche economiche che hanno generato continue trasformazioni, prima facendo della Cina il polo manifatturiero globale e, più di recente, un leader tecnologico che può contare su un mercato interno dinamico e su consumatori sofisticati.

Secondo lo strategist di UBS la creazione di infrastrutture che ha contraddistinto gli ultimi decenni continuerà anche nei prossimi anni, perché Pechino ha posto al centro del piano quinquennale 2021-25 l’obiettivo di raggiungere l’azzeramento delle emissioni di CO2 entro il 2060, dieci anni dopo Stati Uniti ed Europa.

La Cina sta inoltre investendo abbondantemente per raggiungere l’autosufficienza in ambito tecnologico. Possiede già il maggiore stock mondiale di supercomputer e robot industriali e rappresenta il 57% del mercato globale dell’e-commerce; inoltre, la spesa cinese in attività di ricerca e sviluppo cresce a un ritmo doppio rispetto a quella statunitense.

UBS fa notare che, come ogni altro, questo mercato presenta molteplici rischi: a lungo termine, anche la Cina è destinata a risentire dell’invecchiamento della popolazione; a breve termine, l’indice azionario cinese è altamente esposto alla tecnologia e proprio per questo ha risentito più di altri della correzione a inizio anno.

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