COME INVESTIRE IN BORSA? LA JUVENTUS DI ALLEGRI FORNISCE UNA LEZIONE, ANZI DUE

Non sono un appassionato di calcio (e nemmeno tifoso bianconero avendo simpatie invece per il Torino e il Milan) ma leggere dei trionfi della Juventus, che in queste settimane dopo il quinto scudetto consecutivo si è aggiudicata anche la seconda Coppa Italia consecutiva, un “double” mai ottenuto da nessuna squadra, mi ha fatto sorridere pensando a quello che si scriveva della Vecchia Signora a ottobre dello scorso anno.

Se non siete tifosi di calcio come me ma investite in Borsa e leggete quello che dicono gli esperti e i guru, vale la pena ricapitolare quello che è accaduto perchè c’è veramente da divertirsi e trarre soprattutto qualche utile lezione.

 

 

Decima partita del girone di andata e la Juventus perde a Sassuolo su punizione vincente di Nicola Sansone. E’ il 28 ottobre 2015 e a quel punto la Juventus è a -11 punti dalla Roma A.S.

“Servirebbe un miracolo per invertire la stagione e riprendere la via dello scudetto” scrivono su Tuttosport, mentre uno dei giornalisti tifosi della Vecchia Signora più noti, Roberto Beccantini (per molti anni prima di andare in pensione prima firma de La Stampa) sentenzia sulla sua pagina Facebook il game over della squadra bianconera: “Ei fu. Quattro sconfitte in dieci partite, la Juventus esce ufficialmente dalla lotta scudetto. Ricordo, a beneficio dei lettori, che in agosto l’avevo collocata al primo posto, anche così, senza Pirlo, Tevez e Vidal, davanti alla Roma. Sarebbe troppo facile, per smarcarsi, gettare la croce addosso al mercato di Marotta, alle scelte di Allegri, ai piedi dei dipendenti. Ho sbagliato anch’io..”

 

Insomma la Juventus è “ufficialmente fuori dalla lotta scudetto” dicono molti guru dell’epoca come spesso accade in Borsa dove c’è sempre chi vede e prevede tutto.

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Cherchez la femme…bianconera

Fra i colpevoli della crisi bianconera a un certo punto sulla stampa specializzata irrompe pure il gossip con la storia boccaccesca del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, che proprio in autunno lascia la moglie per una ex modella turca. Che però è sposata con un suo dirigente sportivo che dà le dimissioni dalla squadra bianconera e si sente tradito 2 volte poiché del presidente della Juventus dicono i giornali di gossip era anche amico.

“La dirigenza Juve allo sbando”
sentenzia qualche commentatore aggiungendo pure questo particolare piccante allo storytelling bianconero per spiegare perchè la Juventus dopo 10 giornate di campionato ha raggranellato solo 12 punti, una media quasi da retrocessione.

Che succede dopo?

Il sabato successivo la Juventus disputa il derby col Torino e vince (nonostante il Beck ovvero il Beccantini avesse dato il Toro come favorito) e incomincia una rimonta spettacolare che la porta a vincere lo scudetto con 9 punti sulla seconda (il Napoli) e 11 punti sulla terza (proprio la Roma che alla decima di campionato aveva 11 punti di vantaggio sulla Juventus).

Ed è la stessa squadra che nelle prime 10 partite di campionato aveva perso contro Udinese, Napoli, Roma e Sassuolo, tre pareggi contro Frosinone, Inter e Chievo e aveva messo a segno solo tre vittorie contro Atalanta, Bologna e Genoa.

Da quel momento in poi, però, la squadra di Allegri inizia a macinare punti su punti conquistando la bellezza di una striscia di 73 punti su 75 disponibili, mettendo insieme 24 vittorie e un solo pareggio (lo 0-0 di Bologna, che ha interrotto la striscia di 15 vittorie consecutive).

E l’allenatore della Roma che alla decima di campionato era considerato dagli addetti ai lavori il “number one”, il francese Rudi Garcia?
Lo trovate da molti mesi in giro per la città eterna con la sua fidanzata a fare il turista scaricato dalla squadra giallorossa.

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E inutile dire che Massimiliano Allegri, l’allenatore della Juventus, che a ottobre dello scorso anno era considerato fra i peggiori della categoria (sui giornali sportivi dell’epoca già si parlava di un sostituto) ora è considerato il numero 1 (ha rinnovato pochi giorni fa il contratto per 5 milioni di euro a stagione dai 3,5 precedenti diventando l’allenatore italiano più pagato) come pure il presidente Andrea Agnelli viene indicato questa domenica su “La Gazzetta dello Sport” un modello che funziona da seguire.

Questa storia degli esperti e dei guru (e non solo loro) che sballano le previsioni di frequente e giudicano spesso in modo troppo anticipato e sballato è qualcosa che spesso ricorre anche nel mondo finanziario. Come quello della “fallacia narrativa”, tema caro a Nassim Taleb filosofo, saggista e matematico libanese autore de “Il Cigno Nero” che spiega come tendiamo a auto-ingannarci in moltissimi campi con la nostra tendenza a voler sempre trovare delle correlazioni, storie e spiegazioni intorno ai fatti, giungendo spesso a conclusioni affrettate o sballate.

Eppure sempre in tema sportivo si dovrebbe sempre ricordare una delle più famose frasi del leggendario campione di baseball americano, Yogi Berra, che con  i New York Yankees conquistò 13 campionati: “non è finita finché non è finita“…

Quando mi trovo a parlare di investimenti, è inevitabile parlare dell’orizzonte temporale e faccio vedere degli studi e delle slides come quella seguente.

rendimentiOrizzonteTemporale

Sia che si investa con un tipo di gestione attiva (che può accorciare l’orizzonte temporale ma non annullarlo) o di tipo passivo, il tempo ha la sua importanza ed è qualcosa da cui non si può prescindere. Per Warren Buffett, uno dei più grandi investitori del mondo, l’orizzonte temporale quando si investe in azioni dovrebbe essere addirittura “per sempre” e non poche giornate di campionato. Qualsiasi strategia di gioco si adotti. Anche quella che ha l’obiettivo di ottenere migliori risultati rapportati al rischio ha bisogno di un certo periodo di tempo per essere giudicata.

 

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Quando si investe in azioni se l’orizzonte temporale è di pochi anni la probabilità di incorrere in fasi avverse o in perdite anche sonanti è, infatti, molto elevata. Anzi è quasi una certezza. Perfino negli anni buoni dei mercati azionari e che finiscono col segno + se anche siete investitori passivi vedere a un certo un punto un -12%, come indica questo studio di Jp Morgan, è qualcosa che come investitori o risparmiatori dobbiamo mettere in conto. E anche nell’obbligazionario complici i tassi negativi e le manovre delle banche centrali sui tassi lo scenario è cambiato.

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E non c’è modo di sfuggire a questa legge spietata del goal. Non si arriva in cima a un campionato senza subire goal dalle squadre avversarie o magari perdendo anche qualche partita.
Il campionato di calcio di serie A dura 38 partite e alla decima è prematuro qualsiasi verdetto. E alla fine conta la posizione all’ultima di campionato e la sommatoria fra partite perse, vinte e pareggiate.
Non conta essere primi alla decima di campionato come aver guadagnato magari un anno in Borsa e perso di brutto nei 5 anni successivi.

Conta saper mettere la squadra in campo e avere degli schemi validi. E poi come aggiungeva Yogi Berra “non è finita finchè non è finita”.

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