A CHE PUNTO SONO I MERCATI FINANZIARI DOPO 7 MESI DI SU E GIU’

 

L’andamento dei mercati azionari dall’inizio del 2017 è stato caratterizzato da un primo trimestre brillante a cui ha fatto seguito un secondo trimestre con un andamento più laterale condizionato, soprattutto come indice azionario mondiale (MSCI World), dalla frenata temporanea del settore tecnologico (che mantiene un andamento comunque fortemente positivo a 2 anni) e soprattutto dall’andamento del rapporto euro/dollaro che ha visto la valuta unica europea risalire decisamente verso l’area 1,18-1,20.

Che succede nell’obbligazionario ? 

In particolare le ultime parole del governatore della Bce, Mario Draghi, sono state interpretate dai mercati come una fine dell’accomodamento monetario eccezionale di questi ultimi anni e quindi di una possibile risalita dei tassi d’interesse come testimoniato dal forte rialzo dei titoli di stato tedeschi (Bund) passati fra fine giugno e luglio allo 0,5%, il livello più alto da un anno e mezzo a questa parte. E l’ascesa appare ancora più eclatante se il confronto viene effettuato con i livelli di un anno fa, quando sulla scadenza a 10 anni il titolo di stato tedesco rendeva il -0,17%, ovvero viaggiava marcatamente in territorio negativo.

 

Il dramma di Draghi sembra essere quello, secondo diversi analisti, di voler iniziare a compiere i primi passi di un cammino volto all’uscita dalla politica monetaria accomodante senza distorcere i mercati. Ma con la consapevolezza che un eventuale cambiamento della propria comunicazione potrebbe essere interpretato male dai mercati stessi.

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Per l’obbligazionario, sia in valuta statunitense che extra euro, non è stato un buon trimestre e nemmeno semestre considerato che da inizio anno l’obbligazionario governativo in dollari ha perso il -7%.  E altri 2% punti percentuali nel mese di luglio. Dall’altra parte l’obbligazionario dei mercati emergenti ha perso nell’ultimo trimestre circa l’4% dopo che nel primo trimestre era stato fra i migliori con una salita del +4%. E a luglio ha perso un ulteriore 2%.

L’area euro, oasi di tranquillità nel mercato obbligazionario? Come abbiamo visto con l’andamento del Bund decennale nelle ultime settimane nemmeno da questa area arrivano segnali di mare calmo visto che l’obbligazionario in euro governativo da inizio anno è sotto fra l’0,5 e l’1%.

I mercati obbligazionari sembrano mostrare timore per una forte risalita dei tassi d’interesse e puniscono il tasso fisso e le scadenze più lunghe ma non si festeggia nemmeno sulle brevi scadenze e nemmeno sul tasso variabile a vedere l’andamento dei bond di questi comparti che restano al palo.

 

Non è facile allocare l’ingente liquidità presente sul mercato e si va a caccia di oasi di rendimento accettando un maggior grado di rischio.

In questo primo semestre sul fronte obbligazionario i vincitori temporanei sono stati, infatti, l’high yield ovvero il comparto delle obbligazioni societarie con minore merito creditizio come le obbligazioni dei Paesi Emergenti o in valuta ma con rischio di cambio sterilizzato.

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Che succede sull’azionario?

Sul fronte azionario se l’indice delle azioni mondiali (Msci World) è salito nel primo semestre di circa il 3-4% si sono distinti in questa prima parte dell’anno soprattutto le azioni europee e in particolare le mid e small cap (in Italia anche per l’effetto traino dei PIR, Piani Individuali di Risparmio) e nell’ultimo mese il settore bancario europeo sembra tornato in “palla” mentre quello tecnologico dopo aver perso poco pìù di un quarto di quanto aveva guadagnato nei 5 mesi precedenti ha ripreso l’ascesa nel mese di luglio.

Ma a condizionare per gli investitori europei negativamente c’è il discorso cambio e nel mese di luglio in euro l’indice MSCI WORLD rappresentativo delle borse mondiali ha mostrato in termini di ritorno un andamento nullo.

L’azionario europeo al confronto sembra mostrare un buon rapporto rendimento/rischio e con multipli accettabili (in particolare nei Paesi Mediterranei) e le condizioni economiche sembrano in base ai dati macroeconomici e alle trimestrali delle società migliorare trimestre dopo trimestre.

Il trend migliore si vede dal punto di vista borsistico soprattutto sulle small e medium cap rispetto alle società a maggiore capitalizzazione e il sentiment sembra buono come i flussi di investimento che stanno arrivando su fondi ed ETF che investono sull’azionario europeo.

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Ma in termini di performance di questi indici non si è assistito nel mese di luglio a nessun “decoupling” ovvero disaccoppiamento fra l’azionario europeo e quello statunitense che mostrano un andamento tutto sommato simile e in posizione ancora laterale con l’azionario Usa in prossimità dei massimi assoluti di sempre e in discesa di quasi 8 punti percentuali nel caso di cambio euro/dollaro non coperto rispetto a marzo di quest’anno.

Negli Stati Uniti le valutazioni azionarie sono leggermente sopra le medie storiche ma se si considera l’ingente liquidità sui mercati e il livello bassissimo dei tassi d’interesse non si può parlare propriamente di “bolla” nemmeno nel settore tecnologico nonostante la forte salita avvenuta di questo settore negli ultimi anni. E se si guarda storicamente il settore tech come multipli è difficile dire che molti titoli sono sopravvalutati visto la forte crescita degli utili per azione trimestre dopo trimestre.

Le preoccupazioni di una correzione dei mercati azionari resta per alcuni osservatori dietro l’angolo ma al momento il trend dei mercati azionari resta globalmente ancora positivo e se si analizza il mercato azionario principale mondiale, quello statunitense, in questi 7 anni ci sono state 7 correzioni in risposta ad eventi politici e/o economici ma questo non ha impedito al mercato di salire in modo significativo nonostante i vari “stop, down & go”. 

  1. Luglio 2010: flash crash, incidente di BP nel Golfo del Messico, crisi in Grecia (-16%)
  2. Ottobre 2011: downgrade del credito di US, stress nei mercati periferici europei (-19%)
  3. Giugno 2012: preoccupazioni su ulteriore recessione in Europa (-10%)
  4. Giugno 2013: timori Tapering (il rallentamento del QE della Fed) (-6%)
  5. Ottobre 2014: preoccupazioni su rallentamento crescita globale (-7%)
  6. Agosto 2015: svalutazione di renmimbi, incertezza sulle azioni della Fed, Ebola (-12%)
  7. Febbraio 2016: prezzo del petrolio, paura di recessione in US e crisi bancaria in Cina (-13%)

Ma nonostante tutti questi timori i mercati hanno continuato a salire aiutati certamente dalla fortissima spinta delle banche centrali nell’immettere liquidità sui mercati e da una ripresa economica discreta ma non così forte come quella che si è vista in altri “bull market” di così lunga durata.

LE NOSTRE STRATEGIE SUI MERCATI IN SINTESI

Sull’azionario Italia ed europeo abbiamo nel corso delle ultime settimane alleggerito alcune posizioni ma restiamo tutto sommato fortemente investiti; le semestrali che stanno uscendo in questi giorni confermano un buon andamento dell’economia con diverse società che abbiamo in portafoglio che superano perfino le attese. Il settore delle small e medium cap (le azioni delle società a media e bassa capitalizzazione) resta fra i più attraenti nonostante a fine giugno si sia assistito a qualche fisiologica presa di profitto sui titoli che avevano corso di più.

Fuori dall’azionario Italia la situazione è più complessa. Il dollaro Usa ha perso nei primi 7 mesi del 2017 quasi il 10% sulle principali valute mondiali e soprattutto negli ultimi 3 mesi. E questo ha avuto un effetto anche freno sull’andamento dell’indice delle azioni mondiali (MSCI WORLD) che ha una fortissima esposizione al dollaro Usa, penalizzandone l’andamento negli ultimi 4 mesi.  

E questo andamento della valuta Usa rischia di danneggiare anche l’Europa e le aziende esportatrici che si trovano a dover competere con prezzi meno convenienti per via dell’effetto cambio e questo forse può spiegare l’andamento negativo soprattutto dell’indice azionario tedesco DAX che ha perso nell’ultimo mese quasi il 5% ritornando vicino ai livelli di aprile 2017.

Anche per queste ragioni sui portafogli di fondi ed ETF azionari in mancanza di una tendenza più forte abbiamo liquidato alcune posizioni e siamo più liquidi che nei portafogli dove investiamo in singole azioni e singole storie di società quotate in Italia o in Europa.

Riguardo il mercato obbligazionario la situazione è più opaca a vedere l’andamento di tutti i principali indici del settore e nel secondo trimestre, e in particolare nelle ultime settimane con i rendimenti dei bond che sono tornati a mostrare segni di nervosismo, i mercati sembra che abbiano iniziato a prepararsi alla prospettiva di una politica monetaria meno accomodante da parte delle Banche centrali.

Prematuro dire se si tratta solo di un aggiustamento temporaneo ma tra gli investitori c’è la sensazione diffusa che dopo la Federal Reserve anche le altre principali banche centrali inizieranno a rialzare i tassi o comunque a drenare gli stimoli monetari. In pratica c’è la sensazione che la liquidità immessa dalle banche centrali (15.400 miliardi di dollari dal 2009) sia vicina al suo picco e se questa “domanda” dovesse mancare gli effetti per i mercati (prima l’obbligazionario e poi l’azionario) potrebbero essere quelli di una discesa dei prezzi delle obbligazioni fino a un punto di equilibrio.

Sui portafogli obbligazionari i nostri modelli e la situazione ci hanno quindi convinto a restare più scarichi (in particolare su quelli di ETF) privilegiando in questa fase  l’obbligazionario “coperto” emergente o corporate high yield.

Abbiamo poi portato avanti con il nostro Ufficio Studi il lavoro di revisione dei nostri portafogli modello, affinamento delle strategie e money management e crediamo che tutto questa ricerca realizzata apporterà ulteriori significativi miglioramenti rispetto a quanto già realizzato in questi anni sul fronte rendimento/rischio dei nostri portafogli reali nel corso dei prossimi trimestri.

 

In questo video Francesco Pilotti, responsabile dell’Ufficio Studi di SoldiExpert SCF commenta su LE FONTI TV l’andamento dei mercati azionari e obbligazionari in questa prima parte dell’anno e il nostro approccio all’investimento basato su una consulenza indipendente e attiva. 

Clicca sull’immagine sotto per vedere il video.

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