Come ottenere un rendimento del 10?% annuo? Una missione non “impossible” ma dura

Ottenere un rendimento del 10% all’anno e perfino superiore? E’ un obiettivo ambizioso e sono pochissimi gli investitori e gestori al mondo che riescono nel tempo a ottenere un simile rendimento con costanza.

E quindi il primo ragionamento che qualsiasi risparmiatore deve immediatamente fare è comprendere che un simile rendimento è associato a un rischio elevato e che per ottenere un simile obiettivo occorre anche mettere in preventivo non solo che non venga raggiunto ma che il proprio patrimonio potrebbe anche a un certo punto dimezzarsi e nessuno può fornirvi alcuna garanzia assoluto sulla possibilità di conseguire questo risultato.

 

 

Siamo un po’ brutali ma un buon consulente finanziario non è quello stile “venditore meraviglioso” (il celebre libro di Frank Bettger che è la Bibbia senza tempo di ogni venditore) che cerca di capire cosa volete ottenere e vi dice che lui ce l’ha….
Un bravo consulente finanziario è invece colui che vi parla prima dei rischi e poi dei rendimenti e vi propone quello che è più adatto per voi ovvero qualcosa di cui siate consapevoli al 100% dei pro ma anche dei contro!

Guadagnare il 10% all’ anno, perchè è così difficile?

Perché diciamo che un rendimento del 10% e magari anche oltre è qualcosa di molto difficile da ottenere ma non “impossibile” come il titolo del celebre film con Tom Cruise protagonista?

E perché un rendimento del 10% diciamo che non è assolutamente facile da ottenere ?

Guardiamo il grafico sottostante che restituisce l’andamento dell’indice delle azioni mondiali dal 1999 a oggi.
I saliscendi dei mercati azionari ci dicono moltissimo e basta guardare questo grafico per capire moltissimo sull’argomento e la relazione rischio rendimento.

 

Da quota 100 (non quella del famoso provvedimento del governo giallo-verde) di inizio 1999 in questi 20 anni chi avesse ipoteticamente investito su questo indice avrebbe oggi un capitale di 200 e quindi un rendimento assoluto del 100% e medio annuo composto di circa il 3,43%.

Ci sono stati periodi in cui il capitale si è più che dimezzato se si guarda il periodo 2000-2003 e anche 2007-2009.  Ma ci sono stati periodi anche come quello dal 2009 in poi (gli ultimi 10 anni) in cui il capitale è passato da 100 a 200 e con un rendimento medio annuo composto superiore all’11%!

 

Questi grafici ci possono dire molte cose e in particolare:

1) Le azioni storicamente sono fra gli strumenti finanziari con il più alto rendimento e se si parla del mercato azionario Usa questo è stato superiore del 7,5% annuo in oltre un secolo di osservazioni (si può fare riferimento agli studi di Elroy Dimson o di Jeremy Siegel). Quindi chi desidera puntare a rendimenti più elevati nel lungo periodo fa bene a guardare alle azioni perchè sono una degli investimenti con il rendimento storico più elevato degli ultimi 2 secoli;

2) Il range dei rendimenti può essere però molto elevato e durante il “cammino” è possibile incorrere in anni negativi fra il -10 e il 20%)  e anche (ma più raramente) fortemente negativi (fra il -30% e il -50%). Più aumenta naturalmente l’orizzonte temporale (ovvero si investe con l’idea di liquidare parzialmente o totalmente il capitale dopo 10 anni e più) più aumentano le possibilità di ottenere rendimenti positivi e vicini alle 2 cifre. Ma il prezzo da pagare è dover sopportare (e bisogna avere quindi lo stomaco di sopportarlo e di dormire comunque sereni la notte) un tagadà del capitale investito e soprattutto se si segue un approccio passivo.

3) I rendimenti espressi in questi grafici riguardano il paniere di azioni più diversificato possibile poichè rappresenta l’andamento dell’indice delle azioni mondiali secondo l’indice Msci World (sotto è possibile vedere quali sono le Borse rappresentate come pesi percentuali) e naturalmente se si investe su singoli titoli o su singole Borse gli andamenti storici possono essere completamente differenti. Per capirci se a inizio 1999 aveste investito sulla Borsa Italiana l’indice Msci Italy dopo essere quasi triplicato a metà 2000 poi è franato e ancora oggi dopo 20 anni è quasi sugli stessi livelli! Nel caso di singoli titoli le cose naturalmente possono andare ancora peggio e per fare un esempio chi nel 1999 avesse puntato sulle azioni Monte dei Paschi di Siena (allora considerata una banca solidissima e redditizia) oggi si ritroverebbe con un capitale inferiore del 99,98!!!!

4) Rincorrere un rendimento del 10% all’anno costante può essere una chimera e per puntare a rendimenti a doppia cifra occorre mettere in conto disciplina e anche la capacità di sopportare perdite anche significative e non raggiungere l’obiettivo;

5) Il rendimento ottenuto dall’indice azionario mondiale o da alcuni indici particolari (si pensi a quello tecnologico come il Nasdaq che nel ventennio ha avuto addirittura un rendimento medio annuo del 20% ma passando anche da anni da 70%) non è facile da ottenere dalla maggior parte dei gestori. Tutte le ricerche dimostrano che un numero limitatissimo di gestori riesce a ottenere performance nel tempo migliori degli indici quindi se qualcuno vi racconta che può farvi ottenere rendimenti perfino superiori (e non vi parlo dei rischi !) e non vi mostra un track record reale dove ha dimostrato non con la fantasia di aver ottenuto questi risultati (che comunque sui mercati finanziari non sono MAI garanzia di rendimenti uguali futuri) è meglio starne alla larga. Per capirci un consulente che fra 40.000 fondi e strumenti vi consiglia un fondo che magari negli scorsi anni ha ben performato e vi sottopone un portafoglio di fondi “super star” è spesso come l’amico a scuola che quando c’era la schedina vi mostrava il lunedì come avrebbe giocato al Totocalcio, conoscendo i risultati…  Chiedetegli di mostrarvi se 3 anni prima li aveva effettivamente consigliati quegli strumenti, piuttosto.

 

Come si può vedere nell’indice delle azioni mondiali un peso preponderante è della Borsa Usa che vale il 54%. L’Italia ha un peso bassissimo e quasi ininfluente (meno dell’1%).

Da tutto quanto sinora detto ottenere un rendimento del 10% all’anno si capisce meglio ora perchè è qualcosa di difficile da ottenere ma non impossibile e dipende da tanti fattori e in primis dalla nostra capacità di investitori di saper prendersi innanzitutto dei rischi e poi certo tutto dipende anche dall’andamento dei mercati e dal tipo di strategia attuata.

Da questo punto di vista noi di SoldiExpert SCF possiamo offrire a investitori privati piccoli e grandi diversi vantaggi nel consigliarli e supportarli nella ricerca di trovare per i propri risparmi il giusto rapporto rendimento/rischio.

Prima di tutto siamo una società di consulenza finanziaria indipendente e quindi non legati ad alcun gruppo bancario o rete dalla quale riceviamo compensi per i prodotti o strumenti consigliati.  E già questo in Italia non è un vantaggio indifferente visto che vantiamo fra i costi della consulenza e dei prodotti offerti fra i massimi livelli in Europa.

Riguardo al portafoglio da strutturare e monitorare nel tempo la nostra esperienza è ultra ventennale ed è basata su strategie reali che abbiamo consigliato di attuare a centinaia di risparmiatori nella massima trasparenza e indipendenza.

E’ importante selezionare gli strumenti finanziari giusti e poi monitorarli con strategie abbastanza robuste e diversificate che possano cercare di evitare al risparmiatore di subire solo passivamente l’andamento dei mercati.

Ed è questo il lavoro che svolge una società di consulenza finanziaria indipendente come SoldiExpert SCF con un allineamento totale con gli interessi del risparmiatore.

Dovrebbe risultare evidente (ma non lo è affatto per oltre il 90% dei risparmiatori italiani) che se sugli investimenti azionari che ti consiglio ogni anno c’è qualcuno che ti rosicchia il 2-3% del capitale sotto costi vari e talvolta fantasiosi l’obiettivo si allontana sempre più.

Nei portafogli di SoldiExpert SCF questo aspetto è invece preso nella massima considerazione anche perché l’unica forma di compenso previsto per le società come la nostra (come per i consulenti finanziari autonomi) sono unicamente le parcelle pagate dai nostri clienti per la consulenza una tantum o ricorrente fornita ai nostri clienti. Punto.

Non possiamo, infatti, ricevere commissioni o provvigioni o incentivi sui prodotti o strumenti finanziari consigliati e questo è in Italia invece il sistema su cui si basa tutto il “circo”.

Risultato: moltissimi risparmiatori si ritrovano in Italia prodotti consigliati da banche e reti costosi e inefficienti. E pensano magari di non pagare nulla per la consulenza ricevuta perché è incorporata nel costo dei prodotti.

Il primo passo quindi che un risparmiatore (e anche un consulente se lavora per voi e non per qualcun altro) dovrebbe fare è quello di cercare di minimizzare se possibili i costi perché se i rendimenti sono incerti per definizione come abbiamo visto questo non si può dire dei costi che sono l’unica cosa certa!

E se pagate un 2% all’anno in più (come molti italiani spesso a loro insaputa pagano) per i prodotti che vi sono stati suggeriti  l’unica cosa sicura è che nel giro di 10 anni oltre un 20% del vostro capitale si sposterà a favore di qualcun altro e questo qualcuno è probabilmente la vostra banca o il vostro intermediario che in Italia riceve un ristorno altissimo per questo speciale “potere” di collocamento. E non a caso nei bilanci delle banche italiane sempre più in difficoltà questi sono i ricavi più amati dai banchieri e su cui puntano per raddrizzare la baracca.

Va detto che l’investimento fai dai te azionario e obbligazionario resta una sfida difficile (soprattutto per l’investitore fai da te che opera in base all’emotività e alle suggestioni) ma fra le più interessanti per un risparmiatore se fatto con giudizio, adeguato orizzonte temporale e strategia. Ed è basato su strumenti naturalmente liquidi (uno dei grandi vantaggi dell’investimento mobiliare).  E il supporto di un buon consulente finanziario come può essere SoldiExpert SCF.

Quello che dovrebbe essere chiaro è che se ricercate un rendimento “costante” e “sicuro” rischiate come risparmiatori probabilmente di finire nella fauci di qualche tigre e volpe come ben sanno molti risparmiatori che in questi anni in Italia (e non solo) che sono stati sonoramente tosati e truffati da chi prometteva loro proprio la costanza dei rendimenti. Si pensi negli Stati Uniti al caso Madoff o in Italia di Gianfranco Lande (solo per citare 2 casi) che proprio attiravano risparmiatori sulla base di perfomance costanti mese per mese in gigantesche catene di Sant’Antonio finanziarie dove gli ultimi (e fra questi c’erano persone di tutti i tipi e anche professionisti affermati) sono rimasti con il cerino in mano in un gigantesco falò miliardario finanziario.

La selezione degli strumenti finanziari è un aspetto molto importante per SoldiExpert SCF ma naturalmente non è l’unico perché poi è molto importante avere una strategia di investimento sia sulla parte azionaria che obbligazionaria e diversificare con giudizio. Per ottenere un rendimento del 10% se il cliente ha naturalmente un profilo adeguato (che significa una combinazione di orizzonte temporale e capacità di sostenere anche le eventuali perdite nel cammino) in base a un colloquio approfondito se parliamo della nostra consulenza personalizzata (che è differente dai portafogli self service che potete visionare qui) consigliamo un portafoglio di partenza che poi ogni mese viene rivisto dal nostro Ufficio Studi ed eventualmente ribilanciato quando ci sembra necessario.

In questo portafoglio e in base al capitale sotto consulenza (noi non deteniamo denaro dei nostri clienti e nemmeno strumenti finanziari e quindi il risparmiatore opera con l’intermediario che preferisce e ha un’ulteriore importantissima tutela) e alla banca con cui opera suggeriamo quindi quali titoli acquistare. E sicuramente una parte significativa in ETF e poi in azioni, fondi e obbligazioni in certi casi.

Che preferiamo quasi sempre rispetto ai fondi d’investimento che non a caso sono stra-consigliati dalle banche e reti anche quando non c’è nessuna ragione nel privilegiarli salvo il loro tornaconto come dimostra un’ampia ricerca accademica e un confronto sempre più impietoso fra indici di fondi e indici di ETF dove meno del 20% dei fondi dimostra annualmente di fare meglio ma poi ben difficilmente conferma in termini di persistenza questo valore aggiunto.

 

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La diversificazione è per noi poi non solo quella fra gli strumenti (fare le “torte” non è sufficiente secondo noi per affrontare i mercati finanziari ma lo è sicuramente se si vuole fare i pasticceri) ma anche fra le strategie e i risparmiatori che si affidano a SoldiExpert SCF (fra le società di consulenza finanziaria indipendenti pioniere del settore in Italia) possono contare su un approccio unico e integrato che cerca di coniugare il meglio di un’esperienza ultra trentennale in questo settore (sempre dalla parte dei risparmiatori) con il meglio che può offrire sia l’analisi fondamentale che quella quantitativa.

Gli uomini possono avere grandi intuizioni ma le capacità di calcolo offerte dalla tecnologia e da un approccio basato anche sulla statistica e sull’osservazione dei prezzi non si possono trascurare e unire i due approcci nella nostra esperienza è il modo migliore per affrontare con maggiore sicurezza e minori rischi i mercati e centrare con maggiori probabilità gli obiettivi. Compreso quello di ottenere nel tempo (mercati permettendo, naturalmente perché quelli non dipendono da noi) un rendimento del 10%.

Contattaci qui  per scoprire se un portafoglio con questo obiettivo è adatto alla tua tolleranza al rischio o cosa possiamo consigliarti di più adatto per le tue esigenze in base ai tuoi obiettivi e al capitale a disposizione. Una seconda opinione non costa nulla e una prima consulenza gratuita che ti offriamo se compili questo modulo sono già il miglior investimento con ritorno positivo che puoi fare dopo aver letto questo articolo!

 

 

 

 

 

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