LA STRATEGIA DI COMPRARE TITOLI CON ALTI DIVIDENDI IN CRISI DA CORONONAVIRUS. DA ENI A SAIPEM ECCO LE VITTIME ILLUSTRI

A furia di leggere tonnellate di articoli su quanto è bello, buono e giusto investire in società che staccano ricchi dividendi, tantissimi investitori ne hanno fatto un mantra: non scelgono più le società in base alle prospettive del business in cui operano, basta la cedola.

E pazienza se il titolo nel frattempo scende: finché c’è cedola, c’è speranza. E invece ora nemmeno quella. Tra le vittime più illustri del Coronavirus racconta oggi un articolo di Sandra Riccio pubblicato sui quotidiani del gruppo Gedi, ovvero La Stampa e il Secolo XIX, si parla di “Dividendi a rischio a Piazza Affari. Nel mirino energia, trasporti e banche”.

 

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Salvatore Gaziano, Direttore Investimenti di SoldiExpert SCF, quanto mai respingente nei confronti di questa strategia di investimento (si veda per esempio questo articolo, intervistato in proposito ricorda che titoli dai dividendi generosi come Eni Terna e Saipem sono quelli più a rischio in questa fase di mercato, perché essendo molto liquidi sono quelli più facile da smobilizzare per arginare altre perdite.

Investire sui titoli ad alto dividendo è una strategia che come SoldiExpert SCF non ci ha mai convinto, come abbiamo spiegato in questo articolo , anche se è molto gettonata perché sembra di ottenere la quadratura del cerchio: investire ottenendo ogni anno una gratificazione cedolare.

Investire sulla base del dividendo può presentare nel tempo diverse controindicazioni e non è quindi assolutamente una strategia “vincente” in modo assoluto né relativo. Le aziende che pagano un alto dividendo non sono assolutamente scritto da nessuna parte che lo faranno anche in futuro o che recupereranno sempre il valore del dividendo dopo lo stacco; un’azienda che paga alti dividendi magari potrebbe essere fatta fuori nel suo mercato di riferimento da una società che invece trattiene l’utile in azienda e lo investe con efficacia nel proprio business. Se si analizza il comportamento di panieri di titoli ad alto dividendo e non, compresi fondi (con team di esperti specializzatissimi a leggere le loro presentazioni e le brochure) ed Etf specializzati si potrà scoprire che sono presenti numerosi casi in cui i panieri formati dai titoli con maggiori dividendi sono quelli che hanno perfino perso di più nelle fasi “orso” e il valore nel tempo è cresciuto meno rispetto a quello dei titoli normali.

Il “paracadute” del dividendo non si è spesso aperto proprio quando serviva se si crede nell’assunto semplicistico che un portafoglio solo basato sui titoli con maggior dividendo sia in grado di proteggere maggiormente nelle fasi di discesa e di salire di più nelle fasi rialziste.

 

 

E infatti anche questa volta il copione si ripete: i titoli scendono e non c’è paracadute che tenga: molte aziende potrebbero ridurre il dividendo che pensavano di distribuire, quindi l’investitore perde due volte: discesa repentina del prezzo dei titoli e riduzione del valore della cedola. Alla faccia del paracadute che si doveva aprire per attutire la caduta.

Un consulente finanziario veramente indipendente dice ai risparmiatori non solo quello che vogliono sentirsi dire ma parla (e in tempi non sospetti) dei pro e contro di ogni strategia senza vendere soluzioni “facili” e semplicistiche. E cerca di fornire un valore aggiunto rispetto a quello che passa il convento ed essere “indipendenti” (ovvero non in conflitto d’interessi) è molto importante in questo mondo e lo sarà sempre più.

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