CONCESSIONI (E NON SOLO AUTOSTRADALI): LA GRANDE CUCCAGNA

Qualche settimana fa sono stato intervistato su Radio 24 sul tema delle concessioni nel programma “Ma cos’è questa estate” condotto da Debora Rosciani sugli effetti dal punto di vista borsistico soprattutto sulle società quotate che forniscono servizi di pubblica utilità e hanno in concessione per esempio beni comuni come acqua, frequenze radiotelevisive, idrocarburi… Non solo insomma quindi concessioni autostradali.

Questo è il file audio per chi volesse ascoltare il podcast:

Un tema di scottante attualità che merita di essere approfondito dopo il tragico crollo del ponte Morandi a Genova che ha messo in evidenza come sono state gestite dallo Stato italiano in modo spesso sciagurato le privatizzazioni e soprattutto le concessioni dal punto di vista dei controlli sui concessionari, firmando veri e propri contratti capestro tesi a favorire prima di tutto i diritti economici presenti e futuri delle imprese che hanno ottenuto la concessione.

E’ evidente una complicità in molti casi della politica e dei funzionari dei vari ministeri che in questi anni hanno consentito l’assalto alla diligenza a favore dei concessionari spesso privati con forti entrature nel Palazzo. E questo è accaduto a Roma ma anche in molti comuni italiani del Sud come del Nord e in tutte le regioni e province se si alza lo sguardo sul tema e si va per esempio a vedere altri tipi di concessioni come quelli sulle spiagge o l’estrazione di acque minerali.

Nel caso delle concessioni autostradali la politica, da quando è stato avviato il processo concessorio, non ha ritenuto evidentemente prioritario provvedere a garantire che queste concessioni avvenissero nel pieno rispetto delle leggi che uno Stato regolatore dovrebbe avere e si è preferito chiudere un occhio su molte cose, complice anche il fatto che i concessionari hanno magari saputo essere generosi e/o furbi nei confronti di partiti e politici disinvolti sempre più in crisi di consensi e di entrate e per i quali il bene collettivo viene sempre dopo.

Sulle concessioni autostradali il re non è nudo da oggi ma da molto tempo c’è chi ha denunciato le storture dei “Signori delle autostrade” (questo il titolo del suo libro edito da “Il Mulino”) risultando una Cassandra inascoltato come il professore Giorgio Ragazzi (che recentemente ho avuto modo di riascoltare dal vivo alla Festa del Fatto Quotidiano, giornale a cui collaboro da diversi anni per la parte economico-finanziaria) che già nel 2008 aveva pubblicato un libro che spiegava “perché le concessionarie autostradali registrano da tempo profitti molto elevati” e perchè “il sistema regolatorio non funziona”.

Inutile dire che il professore Giorgio Ragazzi (di cui su LaVoce.info potete leggere cosa aveva scritto in questi anni entrando nella lista nera dell’Aiscat, l’associazione dei concessionari autostradali) come le…

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