Consigli per investire in borsa: a chi rivolgersi?

Hai bisogno di consigli per investire? Hai deciso di fare il grande passo e investire il tuo patrimonio, manon sai a chi conviene chiedere per avere suggerimenti? Questo articolo ti aiuterà a chiarirti le idee in merito.

C’è chi chiede aiuto alla propria banca, chi si fida delle Poste, entrate con successo da diversi anni nel business della consulenza, chi si rivolge al promotore finanziario di una rete di vendita e chi si affida a un consulente finanziario indipendente. Vediamo insieme come orientarsi per scegliere il referente migliore.

 

Come scegliere un consulente finanziario

Ci sono tantissime figure professionali a cui è possibile rivolgersi per ricevere dei consigli su come investire in borsa oggi i propri risparmi:

  • l’impiegato della banca
  • l’impiegato delle poste
  • il consulente abilitato all’offerta fuori sede (ex promotore finanziario)
  • il consulente finanziario indipendente

Queste quattro figure professionali si differenziano tra loro per il tipo di relazione e di interesse che condiziona il loro consiglio. Andiamo a esaminarne nel dettaglio caratteristiche e opportunità.

 

L’impiegato della banca

Qualsiasi banca divide la propria clientela in due tipologie: il retail, ovvero la stragrande maggioranza dei clienti, e il private banking, che è costituito dal segmento di clientela più abbiente. Ogni banca ha una sua soglia per identificare il cliente “private” e normalmente si parte dai 500 mila euro in su.

Ogni banca ha prodotti terzi e prodotti propri da collocare.

Ai clienti “private” la banca offre l’accesso a numerosi strumenti finanziari, anche di società che non sono collegate alla banca (i “prodotti terzi”). I migliori dipendenti della banca, ovvero quelli più preparati, vengono destinati a questo segmento di clientela definita anche “affluent”.

Alla clientela “retail” (un tempo veniva chiamato il “parco buoi”) vengono invece proposti soprattutto i “prodotti della casa” e dedicate risorse umane in linea con questo profilo di clientela.

I prodotti della casa possono essere azioni o obbligazioni della stessa banca o fondi gestiti da società che la banca controlla.

Se il consulente finanziario che decidi di avere è la tua banca e se vuoi sapere da loro come investire i tuoi risparmi, difficilmente il consiglio sarà nel tuo esclusivo interesse, soprattutto se non hai patrimoni di una certa consistenza.

In ogni momento la banca ha una propria lista di prodotti che in quel momento avrà interesse a collocare. A seconda del giorno, mese, anno in cui varcherai lo sportello bancario te ne uscirai con il prodotto del giorno, del mese, dell’anno che la banca voleva collocare. In quel momento.

 

Chiedere consiglio per investire in borsa alla posta

La Posta è diventata in Italia un vero “pusher” di prodotti finanziari grazie a una clientela molto affezionata e a decine di migliaia di sportelli dislocati su tutto il territorio nazionale (oltre 12 mila). Sono talmente tanti che la più grande banca italiana (Intesa Sanpaolo) ha meno della metà degli sportelli delle Poste italiane. Le Poste in passato sono state multate dalla Consob per la vendita scorretta di prodotti finanziari: hanno venduto in pratica prodotti troppo rischiosi a persone che oggettivamente quei rischi non se li potevano prendere. Nonostante il nome prestigioso e rassicurante del marchio, la professionalità media dei consulenti finanziari delle Poste non è particolarmente elevata e la gamma dei prodotti offerta da questo intermediario è molto limitata.

 

Il promotore finanziario o consulente abilitato all’offerta fuori sede

Il promotore finanziario è ora ridenominato consulente abilitato all’offerta fuori sede. Si tratta spesso di una figura professionale qualificata, visto che i promotori finanziari per svolgere la professione devono superare un esame e con regolarità la rete di vendita per cui lavorano offre corsi di aggiornamento professionale. Il tallone d’Achille di queste figure è il forte legame con la casa madre: questi soggetti sono di fatto agenti mono mandatari e non possono consigliare prodotti non distribuiti dal soggetto per cui lavorano. Inoltre, essendo nel 90% dei casi pagati a retrocessioni sul prodotto collocato e dovendo su quel prodotto ricavare il proprio stipendio, possono essere tentati di consigliare prodotti che incorporano costi molto elevati.

Proprio perché questi prodotti finanziari devono far saltare fuori anche lo stipendio del promotore oltre che far guadagnare la casa madre, non è infrequente che il cliente si ritrovi con i prodotti più costosi in circolazione. Fondi per esempio con commissioni di gestione più alte della media e con un meccanismo di calcolo delle commissioni di performance così poco equo, da risultare sempre vincente per remunerare il promotore e la casa madre, indipendentemente dal fatto che il cliente abbia guadagnato o perso. Alla lunga avere prodotti che sono molto cari in termini commissionali erode considerevolmente negli anni le possibilità di guadagno del cliente.

 

Il consulente finanziario indipendente e SCF

Il consulente finanziario indipendente è oggettivamente la figura più super partes rispetto al consiglio d’investimento. Il consulente indipendente non fa collocamento di prodotti finanziari e non guadagna una fetta dei costi che gravano sul prodotto consigliato. È pagato a parcella e non a retrocessione e può spaziare su un numero elevato di prodotti finanziari, non solo quelli “della casa”.

I consulenti indipendenti non sono interessati a far comprare al cliente i prodotti che costano di più, ma quelli che sono più adatti al cliente e se possibile sono gravati da costi impliciti ed espliciti più bassi. Il consulente indipendente è sicuramente la figura che oggettivamente è più dalla parte del cliente nel fornire consigli d’investimento.

 

Il consulente finanziario: talloni d’Achille e come scegliere quello giusto

In sintesi, i punti deboli di ciascuna figura professionale sono i seguenti:

  • L’impiegato della banca: a meno di non essere nella fascia top della clientela, tenderà a proporre i prodotti della casa e professionalmente lascerà un po’ a desiderare quando si esce dai prodotti che la sua banca non gli ha consigliato di collocare.
  • L’impiegato delle Poste: ha una gamma limitata di prodotti finanziari da offrire e sul fronte finanziario non è preparatissimo.
  • Il promotore finanziario: non ha problemi lato preparazione, ma per come è costruita la sua remunerazione tende a proporre prodotti molto cari.
  • Il consulente finanziario: è remunerato a parcella e viene visto come “costoso” dal momento che le altre figure professionali sembrano “free”.

 

La consulenza finanziaria indipendente di SoldiExpert SCF

Come hai avuto modo di capire, il consulente finanziario indipendente è una figura che ha a cuore il risparmiatore. Ecco perché, noi di SoldiExpert SCF, siamo sempre dalla tua parte. È per questa ragione che la nostra società non accetta nessuna forma di pubblicità sul proprio sito e blog, ed è per questo che il rapporto che cerchiamo di stabilire con i nostri clienti è leale.

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