Dai conti 2017 i piumini Moncler sono perfino meglio della Ferrari come redditività

Nuovi massimi ieri a Piazza Affari per Moncler che a fine seduta ha presentato i conti a fine 2017 che si sono rivelati superiori alle attese. L’utile netto sfiora i 250 milioni di euro, in crescita del 27% rispetto ai 196 milioni riportati nell’esercizio 2016. E i ricavi del 2017 sono stati pari a 1,193 miliardi di euro, in aumento del 15% con una generazione di cassa di circa 200 milioni di euro. Ma nel commentare questi dati e quelli di Ferrari, le cui azioni hanno raggiunto ieri, un massimo storico a Piazza Affari, Salvatore Gaziano, responsabile strategie d’investimento di SoldiExpert SCF, ha messo in evidenza alcuni multipli che sono veramente significativi e che rendono l’idea di cosa significa diventare un fenomeno nel settore del lusso.

Se la capitalizzazione borsistica di Moncler (ovvero quanto Piazza Affari valutava il 100% della società) era ieri, infatti, di 7144 milioni di euro ovvero oltre 7 miliardi, il fatturato nel 2017 di Moncler è stato di 1,19 miliardi. Come dire che Moncler vale più di 6 volte il fatturato che è una valutazione veramente elevata giustificata però dalla redditività incredibile di questa società che ha un margine operativo lordo del 34,5% sul fatturato e un utile netto del 21%. E non sono molte le imprese in Italia quotate che possono vantare un simile livello di redditività e soprattutto una progressione così costante degli utili seppure la sfida per gli anni futuri per Remo Ruffini, il manager imprenditore che ha rilanciato da quasi zero fatturato questa società nel 2003, è tosta considerando che agli attuali livelli la società viene valutata circa 25 volte gli utili del 2019 seppure fino a oggi ha mostrato di avere una marcia in più nel conquistare quote di mercato grazie all’online e non solo.

Ma se c’è un titolo che in tutt’altro settore mostra una storia simile è Ferrari che ieri ha toccato a Piazza Affari i nuovi massimi in Borsa. E anche qui parliamo di una società con un posizionamento del marchio unico, una chiara visione strategica e una perfetta execution.
Ai prezzi di ieri Ferrari vale 24,5 miliardi di euro, una valutazione stellare (qualche anno fa non valeva nemmeno questo valore la Fiat con dentro quasi tutta la Ferrari) e che rappresenta un altro dei più grandi successi di Sergio Marchionne che anni fa ha deciso di portare in Borsa questa società con l’obiettivo di posizionarla come multipli non come una società del settore automotive ma del lusso.
Obiettivo riuscito considerato che oggi Ferrari vale oltre 7 volte il fatturato e 20 volte l’ebitda ovvero l’utile prima di tasse e ammortamenti. Multipli che si possono comparare con la maison francese Hermès.

E anche di questo ha parlato Salvatore Gaziano (SoldiExpert SCF) nel consueto collegamento del martedì nella trasmissione “Caffè Affari” su Class CNBC (canale Sky 507) condotta in studio da Carlo Cerutti.

Clicca sull’immagine sotto per il video della trasmissione di oggi.

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