CONTI DEPOSITO & DINTORNI, IL PUNTO A NOVEMBRE 2010

Per chi si ritrova con pochi o molti spiccioli pronti a essere investiti in Borsa o sul mattone al momento opportuno, i conti di deposito liberi rappresentano attualmente il uno dei parcheggio più sicuri, flessibili e remunerativi della liquidità. Sicuro perché fanno capo a delle banche e sono protetti dal Fondo di Tutela dei Depositi Interbancari. Un argomento di cui abbiamo parlato nel passato (nel numero di febbraio 2009) spiegando come funziona ma anche come si tratti di una garanzia che naturalmente funziona fino a quando funziona… Insomma è una protezione ulteriore (rispetto per esempio all’acquisto di un bond corporate o un pronti contro termine) ma nei mercati finanziari di garanzie assolute non ce n’è nessuna.

In ogni caso il conto deposito è uno strumento interessante per i tempi ristretti e incerti.Flessibile perché remunerano la liquidità fin dal primo euro e su qualsiasi orizzonte temporale (da pochi giorni a qualche mese). Remunerativo rispetto a impieghi alternativi che siano comparabili come i conti correnti e i pronti contro termine offerti allo sportello o i consueti impieghi temporanei della liquidità come i titoli di stato e le obbligazioni a breve scadenza.

Conti di deposito liberi, per chi cerca una sosta

I conti di deposito liberi sono lo strumento consigliato quindi a chi ricerca un parcheggio temporaneo, ma remunerativo, della liquidità che ha in portafoglio. Si può spuntare fino all’1,53% netto su base annua (Rendimax di Banca Ifis). Non hanno spese, di nessun tipo. E per aprirli basta un click. Ci si collega al sito internet dell’intermediario che propone il conto di deposito, si compila on line il modulo di apertura, lo si stampa, si appone la firma e lo si invia per posta insieme a una cop…ia della propria carta d’identità e del codice fiscale.

Un bonifico, anche di pochi euro, è sufficiente per essere identificati ai fini della normativa anti riciclaggio. Non occorre quindi recarsi fisicamente presso alcuno sportello. Si fa tutto on line. Entro qualche giorno dall’invio della documentazione il conto di deposito è attivo e si può usarlo come un salvadanaio elettronico. Se si ha sul conto corrente della liquidità in eccesso la si versa sul conto di deposito per sfruttare il maggior tasso di remunerazione che offre. Se invece si ha bisogno di liquidità la si preleva dal conto deposito e la si trasferisce sul proprio conto corrente.

I conti di deposito sono sicuri come i conti correnti essendo protetti fino a 103 mila euro di giacenza dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. E offrono rendimenti di tutto rispetto: dallo 0,73%di Che Banca, Ing Direct e Iwbank all’1,53% di Rendimax. Un bel passo avanti rispetto a quanto la banca remunera la giacenza sul conto. I soldi sono sempre disponibili. Gli unici punti di debolezza sono due. L’importo massimo investibile su questi conti è in alcuni casi molto basso: 50 mila euro o 100 mila euro. E il tasso offerto da alcune banche è solo promozionale, e quindi valido solo per pochi mesi.


Ragionate con la vostra (di zucca)

Se è vero che i conti di deposito sono protetti dall’ombrello del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (ma solo fino a 103 mila euro) è meglio privilegiare istituti di credito che offrono le maggiori garanzie di solvibilità e solidità. Le banche italiane sono in questo senso messe meglio di quelle straniere. Soprattutto se la banca straniera è quella che ha sbancato il botteghino convincendo 1.206.000 italiani ad aprire un conto di deposito. Stiamo parlando dell’olandese Ing e del suo cavallo di Troia sul mercato italiano: il Conto Arancio.

La banca ha migliorato nel 2009 rispetto al 2008 la sua leva finanziaria, passando da un rapporto tra totale dell’attivo tangibile e patrimonio netto tangibile del 128,5 a un più contenuto 51. Livello comunque molto tirato se confrontato con il 21,4 su cui viaggia la nostrana Intesa Sanpaolo e il 24,4 di Unicredit. La leva finanziaria indica quante volte la banca presta i propri soldi e quindi è un indicatore della vulnerabilità a movimenti avversi del mercato e dei propri debitori. La leva finanziaria dice quanto le attività della banca sono coperte dal capitale. Più è basso questo valore meno la banca corre dei rischi.

Leva sotto controllo per ING ma solo tra cinque anni

Nel 2015, le banche dovranno avere un coefficiente minimo di liquidità rispetto agli impegni finanziari assunti nel breve periodo. Fino ad allora ogni banca può di fatto assumersi i rischi che vuole. E l’escalation in questi anni su questo fronte è stata notevole. Secondo i calcoli dell’Ufficio Studi di Mediobanca la leva finanziaria in Europa è passata da quota 26 nel 1999 a 44 nel 2008. Le attività sono aumentate molto più velocemente del capitale. E banche con leve finanziarie fuori controllo (tra cui Ing ma manche Dexia e Ubs) sono state oggetto di ricapitalizzazioni da parte dei rispettivi Stati.

Nessun correntista per ora ci ha rimesso una lira grazie a questi interventi, ma potendo scegliere perché rischiare? Meglio puntare su istituti più tranquilli come Che Banca, Banca Ifis, Banca Carige o Iwbank che non hanno indicatori così tirati rispetto a depositare i propri soldi su Conto Arancio. Anche perché il gioco in questo caso (i rendimenti offerti dalla Zucca non sono più alti di quelli offerti da Rendimax) non vale decisamente la candela.

Per chi vuole mezzo punto in più, vincolandosi un po’

Se non si ha bisogno della liquidità per almeno tre mesi si può aprire un conto di deposito vincolato. Come i conti di deposito liberi, le spese sono nulle. Rispetto ai conti di deposito liberi, si guadagna di più a patto di rispettare il vincolo che si è scelto (mantenere la liquidità sul conto deposito per almeno 3 6 o 12 mesi). Il guadagno inoltre oltre che maggiore (di circa mezzo punto a parità di istituto proponente) è anche certo rispetto alla maggior parte dei conti di deposito liberi: si può sapere in anticipo quanto si guadagnerà nel periodo prescelto indipendentemente dalle modifiche ai tassi decise dalla BCE.

I rendimenti? Possono arrivare a 2 punti percentuali e le migliori offerte sono quelle di Banca Santander (2,044%), Rendimax (2%), Barclay’s (1,825%). Se si vuole parcheggiare i propri soldi su una banca italiana e di gran nome e tradizione bisogna accontentarsi dell’1,65% di Che Banca. Che va detto offre però due grandi vantaggi rispetto per esempio a Rendimax (che non permette di svincolare il capitale prima della scadenza) e Barclay’s (che in caso di estinzione anticipata non riconosce il becco di un quattrino): permette di interrompere  il vincolo prima della scadenza e offre in caso di interruzione anticipata un tasso dello 0,73% netto.

Evviva, arrivano i conti di deposito per i titolari di partite iva

Sono due i conti di deposito che possono essere aperti non solo dai privati ma anche da professionisti, imprese e commercianti. Oltre allo storico Rendimax di Banca Ifis che offre tassi fino al 2% netto, sulla scadenza a 12 mesi anche Che Banca ha lanciato un conto di deposito riservato ai titolari di partite Iva. Si chiama Conto Deposito Business, non ha spese e offre un tasso di remunerazione sul deposito vincolato a 12 mesi del 1,6425% netto.

Pronti contro termine, online è tutto un altro interesse

I pronti contro termine non si fanno più solo allo sportello. Diverse banche riservano la possibilità anche senza aprire un conto corrente di sottoscrivere pronti contro termine on line a tassi agevolati. I pronti contro termine riconoscono gli interessi alla scadenza. A parità di istituto proponente rendono più dei conti di deposito vincolati. Ma se interrotti prima della scadenza (cosa non sempre possibile) non permettono di incassare alcun rendimento. I pronti contro termine inoltre a differenza dei conti di deposito e dei conti correnti non godono della garanzia del Fondo Interbancario di tutela dei depositi. I rendimenti variano dallo 0,65% all’1,75%.

I migliori pct  venduti online sono quelli di Che Banca: offrono i tassi di interesse più alti (1,05% su due mesi 1,40% su 4 mesi e l’1,92% su 8 mesi) e possono essere interrotti prima della scadenza anche se in questi casi il rendimento è zero.

Con un’operazione di pronti contro termine il Cliente acquista un certo quantitativo di obbligazioni o di Titoli di Stato, con l’impegno della Banca a riacquistarli, a una data predefinita, ad un prezzo più alto di quello pagato. La differenza tra i due prezzi di acquisto e di vendita del pacchetto di titoli rappresenta la remunerazione sull’operazione. Normalmente le banche offrono come sottostante dell’operazione proprie obbligazioni quindi Che Banca confeziona pronti contro termine con obbligazioni Mediobanca e Fineco con titoli emessi da Unicredito. A differenza dei conti correnti i pronti contro termine non godono della garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Per questo su questi strumenti le banche offrono rendimenti maggiori. Perchè in caso di problemi non c’è nessun ente terzo che faccia da garante ultimo dell’operazione.

Conti correnti dove il cash è king

Da qualche anno accanto ai tradizionali conti di deposito sono nati dei conti correnti che hanno nella elevata remunerazione della liquidità una delle loro maggiori leve di marketing. L’offerta è numerosa. E per allettare il risparmiatore spesso gli indici sintetici di costo di questi conti correnti sono pari a zero.
Certo non siamo al bengodi della Spagna dove diverse banche premiano i nuovi correntisti con un tasso del 4,5% lordo, ma bisogna accontentarsi di quello che passa il convento. Che per un correntista italiano significa poter arrivare sottoscrivendo Conto Sostenibile di Barclay’s a un rendimento netto di poco superiore al 2 per cento.

 

Freedom, la butta sul sociale..

Tra i conti correnti che promettono tassi irresistibili non si può non citare l’ultima iniziativa tirata fuori dal cilindro di Ennio Doris. Un conto corrente che sulla carta offre il 2,20% netto. Peccato che poi leggendo bene tra le righe del messaggio pubblicitario questo rendimento su un capitale di 30 mila euro sia la metà e sia riconosciuto solo fino alla fine dell’anno. Questo perché Mediolanum Freedom non è un conto corrente classico, ma, e questo dovrebbe essere spiegato e scritto meglio, una polizza vita. Non essendo un conto corrente ha un meccanismo di funzionamento tutto particolare.

Sui primi 15 mila euro il rendimento di Mediolanum Freedom è infatti zero a differenza di un qualsiasi conto di deposito o conto corrente. Sui successivi 15 mila euro arriva al 2,2% ma per meno di tre mesi e solo sottoscrivendo la polizza Mediolanum Plus. Trascorse 12 settimane il tasso lo decide Mediolanum trimestre per trimestre in base all’andamento del Fondo MEDIOLANUM FREEDOM FUND e di quanto decide di questo rendimento di trattenersi la Compagnia. E non è che la compagnia si trattiene bruscolini. Mediolanum può tenere per sè fino al 20% del rendimento del fondo.

La compagnia quindi non riconosce al sottoscrittore del conto Freeedom un tasso di rivalutazione certo trascorso il brevissimo periodo promozionale. Ma lo riconosce a sè medesima: in caso di rendimento positivo della gestione del fondo può trattenere ogni tre mesi o un quinto del rendimento (il 20%) o lo 0,5%. A titolo di esempio, nel caso in cui il rendimento conseguito dal fondo è pari al 4,00%, Mediolanum può trattenere fino allo 0,8%; nel caso il rendimento del fondo è pari allo 0,80%, la trattenuta potrà essere dello 0,5%. Mediolanum ha raccolto 5,8 miliardi lo scorso anno con conto Freedom. La multa quindi che gli ha comminato l’Antitrust di 200 mila euro per «pratica commerciale scorretta» associata a una campagna pubblicitaria ritenuta poco corretta per Freedom non deve avergli pesato molto.

La compagnia, grazie a questo prodotto, è balzata ai primi posti nella classifica italiana del ramo vita. Forse per festeggiare questo successo o per attirare nuovi clienti è nata l’idea di devolvere 15 euro ai bambini di Haiti per ogni conto Freedom aperto perché recita lo slogan della compagnia “Possiamo crescere tutti insieme”. Con 15,00 euro ad Haiti un bambino può andare a scuola per un mese. E grazie ai conti Freedom aperti (secondo i dati di inizio novembre) 463 bambini di Haiti andranno a scuola per un anno. E la Compagnia (Mediolanum e non tanto la fondazione Francesca Rava) incasserà un altro bel pacco di quattrini grazie agli oltre 5500 conti Freedom che è stato necessario aprire per sostenere questa iniziativa benefica.

Del resto il prodotto Freedom attira una marea di sottoscrittori. Al 30 settembre 2010 erano oltre 139 mila i conti Freedom aperti di cui circa la metà aperti quest’anno. E Mediolanum ha incassato finora la bellezza di 5634 milioni di euro di premi lordi grazie alla nuova produzione Vita generata dalle polizze abbinate al conto corrente Freedom. Nella relazione semestrale si parla del prodotto per quello che è e si parla dello scopo per cui è stato concepito: vendere polizze vita. Ma nelle pubblicità questo non è poi tanto chiaro visto che il messaggio che si vuol far passare è che Freedom sia un conto corrente. Ma non tutti, anche se hanno frequentato più di un anno di scuola, vanno a leggersi le relazioni semestrali. O a leggere le note e noticine scritte in piccolo. L’importante è “crescere tutti insieme”. Chi più, chi meno…


Cicala o Formica?
L’investimento in conti deposito o conti correnti ad alta remunerazione ricordiamo che ha senso soprattutto se si vuole far fruttare della liquidità  destinata ad essere spesa o impiegata a breve termine per acquisti o per investimenti in Borsa. Offrono più dei Bot o di molte obbligazioni a breve e anche a lungo termine visto che i rendimenti dei titoli di Stato con rating tripla A dell’Eurozona non arrivano al 2% su scadenze decennali. Figuriamoci su scadenze più brevi. Alcuni di questi conti possono competere anche con i fondi monetari visti i costi più bassi che li caratterizzano.

Ma è scorretto impiegare simili conti a nostro parere come una vera e propria forma di investimento. Questa “miopia” finanziaria nel tempo può costare, infatti, molto cara. Meglio optare in questi casi per investimenti veri e propri, molto diversificati, e con la possibilità di spaziare su tutti i mercati obbligazionari a livello mondiale, dove si possono trovare delle vere e proprie perle di rendimento come le obbligazioni dei Paesi Emergenti, tema di investimento da diversi mesi presente nei nostri portafogli di fondi o Etf obbligazionari. Con grande soddisfazione dei nostri Clienti. Che anziché accontentarsi dell’uovo oggi puntano alla gallina domani.

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