CONTI DEPOSITO: ISTRUZIONI PER L’USO. MA C’E’ DA FIDARSI?

Che cosa è un conto di deposito?

E’ un conto che permette di far fruttare i propri risparmi. Funziona come un salvadanaio in cui si può, a proprio piacimento e secondo le proprie necessità , versare e prelevare denaro ottenendo dei rendimenti netti interessanti.
Quanto costa aprire un conto di deposito?
Aprire un conto di deposito non costa nulla e non ha spese di mantenimento né di chiusura. Per aprirlo è sufficiente scaricare da internet un modulo di adesione e inviare i propri documenti per posta alla banca che lo propone.
In caso di necessità  quanto tempo occorre per trasferire i soldi dal conto deposito al conto corrente?
Occorrono mediamente due giorni lavorativi.
Quanto può rendere un conto di deposito?
I conti di deposito liberi rendono dallo 0,73% (Che Banca di Mediobanca e Iwpower di Iwbank) all’1,825% (Conto Arancio di Ing Direct). Rendimenti intermedi vengono offerti da Rendimax di Banca Ifis (1,35%) e Contoconto di Banca Carige (1,46%).
Cosa sono i conti di deposito vincolati?
Sono dei conti che offrono una remunerazione elevata se il Cliente si impegna a lasciare alla Banca il capitale per un periodo predeterminato, dai 3 ai 12 mesi, a seconda del vincolo scelto.
Posso farmi accreditare lo stipendio sul conto deposito?
I conti di deposito non sono dei veri e propri conti correnti. Possono essere usati solo come salvadanai per gestire la liquidità  in eccesso. Non possono essere impiegati per compiere operazioni bancarie né per ricevere lo stipendio. Per fare queste operazioni bisogna continuare a utilizzare il classico conto corrente bancario.

CONTI DI DEPOSITO, PRECAUZIONI PER L’USO
Come per i conti correnti vige la garanzia di 103.291,38 euro è per depositante per ogni banca aderente al Fidt.
Prima di aprire un conto deposito è bene fare qualche indagine riguardo l’affidabilità  e solidità  delle banche che garantiscono questi conti. Teoricamente di tratta di investimenti sicurissimi e fino a 103 mila euro i conti di deposito sono garantiti dal Fondi di Tutela dei Depositi. Ma di questi tempi, dopo i fallimenti in Usa di centinaia di istituti di credito e le pesanti iniezioni di capitale che i governi europei hanno dovuto fare a favore delle proprie banche, molti risparmiatori sono diventati (giustamente) più realisti del Re e preferiscono affidare i propri soldi a banche tranquille e solide. Esistono degli indicatori che ci dicono quali sono queste banche? I risparmiatori più smaliziati guardano soprattutto a due indicatori. Una banca solida dovrebbe avere il Core Tier (un indicatore di bilancio che misura la solidità  di una banca) sopra il 6% ma soprattutto un coefficiente di solvibilità  (patrimonio netto diviso attivo) sopra l’8%. Il secondo indicatore è probabilmente di questi tempi il più interessante e dice quanto è elevata la leva finanziaria ovvero quante volte la banca ha fatto “girare” i propri soldi rispetto al patrimonio. Tanto più è elevato questo numero tanto maggiori sono i rischi che eventuali perdite e svalutazioni azzerino il patrimonio. “E da questo punto di vista – osserva Roberta Rossi, consulente finanziario indipendente e responsabile della consulenza personalizzata di SoldiExpert SCF – le banche straniere (come Ing o quelle inglesi) mostrano indicatori decisamente sopra la media. Molto più solidi i conti delle banche italiane storicamente più tirate sul fronte degli impieghi. E di questi tempi è meglio affidarsi a una formica che a una cicala”.

 

Il Blog di SoldiExpert SCF

Cerchi consigli per investire in modo
intelligente i tuoi risparmi?

Affidati ai professionisti della
consulenza finanziaria indipendente di
SoldiExpert SCF

PARLA CON NOI

Scopri cosa possiamo fare per il tuo piccolo o grande patrimonio e contattaci per fissare un primo appuntamento telefonico gratuito con uno dei nostri consulenti

PARLA CON NOI