CONTI DI DEPOSITO, AL RIPARO DALLA FURIA DEI MERCATI. MA CON LO SPAURACCHIO DELLA PATRIMONIALE.

 

Con le Borse Europee passate in poco più di un semestre dalle stelle alle stalle la componente cash sta aumentando a dismisura nei portafogli di molti investitori. Come impiegarla per far fruttare i propri risparmi nell’attesa che la tempesta borsistica passi e ritornino a fioccare segnali di acquisto?Gli strumenti migliori per chi cerca un parcheggio temporaneo della liquidità sono i conti di deposito liberi. I soldi sono sempre disponibili e i rendimenti possono superare in alcuni casi il 2% netto. In alcuni casi si può optare anche per i depositi. Purchè siano fatti per periodi brevi (3 mesi) e consentano di interrompere il vincolo prima della scadenza. In modo da essere pronti a rientrare in Borsa nel caso fortunato in cui i mercati risalgano la china per qualcosa di più di un rimbalzo.

Di seguito un’analisi sui principali conto deposito (l’analisi mensile che segue quella di 30 giorni fa pubblicata qui) , pro e contro anche alla luce delle ultima novità emerse nelle ultime settimane.

I conti di depositi si confermano anche ad agosto campioni di redditività e flessibilità. Ma sul fronte del fisco non offrono molte difese secondo una corrente sempre più numerosa di osservatori. Perché se il governo decidesse di varare una patrimoniale, una tassa a carico di chiunque detenga un patrimonio in formato liquido, ovvero cash, parcheggiato su conti correnti, sarebbero i primi a essere colpiti visto che sono assimilati in tutto e per tutto ai conti correnti. Come temono alcuni risparmiatori che hanno già provveduto a far scendere al di sotto dei 100 mila euro la ricchezza finanziaria liquida detenuta su ciascun conto corrente o conto deposito spaventati dalla possibilità che a estremi mali lo spettro della patrimoniale possa realizzarsi come ha adombrato non un quotidiano (Libero) vicino al centro sinistra ma vicino al premier, che nell’edizione del 4 agosto dava credito all’idea di piano B nella maggioranza a estremi mali. E dove secondo il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro avanza il partito della patrimoniale: “Il progetto è top secret. Potrebbero essere colpiti i risparmi e i depositi bancari superiori a 100 mila euro e le seconde case”.

Sono arrivato come al solito le smentite di rito ma per diversi risparmiatori è iniziato comunque negli ultimi giorni (della serie “non è vero ma ci credo”) uno spostamento di posizioni da una banca all’altra perchè se non altro il vantaggio di aprire un conto deposito è che non ci sono costi d’apertura, gestione o chiusura e così il risparmiatore italiano terrorizzato dalla “patrimoniale” ha iniziato a sparpagliare i risparmi su più conti per cercare di scappare a un eventuale piano B visto che se fosse in arrivo veramente una “patrimoniale” potrebbe non essere più una tassa fissa come nel 1992 ma progressiva e tassare solo i superdepositi.

Un mano sul cuore l’altra sul portafoglio

La patrimoniale non sembra proprio un argomento all’ordine del giorno del Governo ma è pur vero che la mano tesa della Bce pronta a comprare i titoli di stato nostrani non è di buon auspicio. Viste le condizioni finanziarie dei paesi che ha aiutato finora come insegnano Grecia e Portogallo. Naturalmente l’aiuto non è senza condizioni e sicuramente sia i tedeschi (soprattutto) che  i francesi non sono proprio entusiasti di aiutare l’Italia. Non prima almeno di aver dettato l’agenda di governo a Palazzo Chigi.

E’ vero che con la governo Berlusconi la probabilità che passi sulla sua testa un provvedimento del genere è improbabile. Ma sull’uomo pendono anche le forche caudine della magistratura e dimettersi in questo momento non è proprio consigliabile secondo diversi osservatori. La situazione deve essere risolta in qualche modo. E ai contribuenti per salvare l’Italia potrebbe essere chiesto come di mettersi un mano sul cuore e l’altra sul portafoglio. Il che potrebbe rendere la scelta dei conti di deposito un po’ meno conveniente.

Vent’anni fa la patrimoniale colpì i patrimoni di tutti i contribuenti con un prelievo fisso uguale per tutti del 6 per mille della ricchezza finanziaria liquida. Oggi per il partito della Patrimoniale (sempre più forte non solo nell’area del centro sinistra) il prelievo potrebbe anche essere variabile e andare a colpire solo i superdepositi, ovvero quelli di ammontare superiore ai 100 mila euro. E per questo nelle banche qualcuno sta già correndo ai ripari spostando i soldi da un deposito all’altro per scendere sotto questa soglia. E evitare possibilmente la tassa. Di cui periodicamente di parla quando il debito pubblico italiano, complice una ripresa da prefisso telefonico, pesa come un macigno sui conti pubblici. E l’aiuto della BCE, pronta a tendere la mano all’Italia non è certo gratis ma presuppone un certo rigore finanziario e l’adozione di alcune riforme strutturali di cui l’attuale governo non sembra volersi fare carico.Per questo ciclicamente quando il problema del debito pubblico italiano viene fuori si pensa a introdurre questa tassa. Vista da una parte della sinistra come equa e necessaria. Come ha ribadito recentemente Giuliano Amato sulle pagine del Corsera “”Se un’imposta sulla ricchezza una tantum può abbattere il nostro debito per qualche decina di punti e tranquillizzare i mercati, non possiamo sottrarci”. E che i mercati siano nervosi, e abbiamo qualche dubbio sulla sostenibilità del debito italiano, non è più un dubbio ma una certezza.

La spada di Damocle che grava sui conti di deposito

Questa della patrimoniale è l’unico punto di debolezza dei conti di deposito. Ma paradossalmente se per evitare la scure del fisco ci si ripara su titoli di stato o fondi e etf monetari la perdita in cui si può incorrere può annullare quasi completamente l’evitata tassa. Sempre che il Governo (quello attuale o più probabilmente uno “tecnico” se Berlusconi consegnasse una lettera di dimissioni al Quirinale) decida di farla. Un’ipotesi al momento poco probabile.

Borse nella bufera, tanta liquidità si spera

Con i mercati in caduta libera la liquidità da gestire è diventata una montagna. Soprattutto per coloro che non rientrano nella categoria dei cassettisti duri e puri che si attaccano ai titoli comprati a peso d’oro e non li mollano più. Il ribasso delle Borse ha fatto uscire da molte posizioni anche in perdita. Che nel caso dei clienti di SoldiExpert SCF , da diversi mesi sotto investiti sul mercato azionario, è comunque inferiore all’andamento del mercato.

Perdere non fa piacere a nessuno ma se ci si chiede se conviene pagare un consulente quando non si guadagna una lira (del resto chi riesce a guadagnare con questi mercati?) allora ecco la risposta: la Borsa Italiana perde da inizio anno il 25% mentre i portafogli di SoldiExpert SCF (Blue Chip Selection, Difensivo, Dinamico, Trend Italia e Flessibile) perdono mediamente il 6,5%.  E ancora meno chi ha seguito le indicazioni del nostro “semaforo”.

I fondi comuni azionari italiani, quelli fatti dagli esperti di Piazza Affari  che riempiono i giornali finanziari con i loro consigli di investimento, perdono mediamente il doppio da inizio anno. Ecco perché se uno si chiede se valga la pena di pagare per una consulenza indipendente quello che è accaduto nel primo scorcio dell’anno dovrebbe, fatti due conti, essergli di discreto conforto.

 

Cosa fare della liquidità in portafoglio

Ora che il portafoglio dedicato all’investimento azionario è molto liquido occorre capire dove parcheggiare la liquidità in portafoglio. La soluzione migliore restano sempre i conti di deposito che offrono rendimenti dallo 0,37% netto al 2,37% netto come si vede dalla tabella sottostante. I conti di deposito sono particolarmente comodi perché consentono di rientrare in possesso dei propri soldi in due giorni lavorativi e offrono un rendimento positivo qualsiasi sia la durata dell’investimento. Sono assolutamente da preferire con questi chiari di luna dei mercati agli etf monetari e ai fondi di liquidità che essendo investiti in strumenti obbligazionari seppur di breve durata non garantiscono un ritorno positivo dell’investimento soprattutto se di pochi mesi.

Una alternativa più remunerativa dei conti di deposito liberi è rappresentata da quelli vincolati. La maggior parte di essi Websella, Inmediolanum, Conto Arancio, Che Banca) consente in caso di necessità di ritirare i soldi prima della scadenza.

DOVE LASCIARE I SOLDI IN VACANZA

Vi sono poi anche i pronti contro termine e tra essi la nostra offerta preferita come parcheggio della liquidità sono i pronti contro termine a due mesi di Che Banca che hanno una durata molto breve (2 mesi) offrono un rendimento molto altro (1,96% netto) possono essere interrotti in caso di necessità prima della scadenza e sono offerti da una banca abbastanza solida in confronto a molte altre. In questo momento questa offerta per noi è la migliore sul mercato per parcheggiare non tutta ma gran parte della liquidità destinata a investimenti azionari.

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